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Nessun si muove (le proposte di legge sulle unioni civili in Italia)

unioni civiliUna delle caratteristiche secondo me più rappresentative dei tempi attuali è la totale assenza, nella maggioranza degli individui, di una sana capacità critica nonché il completo disinteresse nei confronti di tutto ciò che non costituisce un elemento tangibile della propria quotidianità, tra cui – certamente – le istituzioni e i principi cardine sui quali esse (consentitemi l’uso del condizionale) si dovrebbero fondare e ai quali si dovrebbero ispirare nell’improntare il proprio operato.

Su questo atteggiamento di diffuso disinteresse si innesta poi un appiattimento della conoscenza su ciò che viene costruito, preparato, confezionato e servito già con i commenti precostituiti dalla maggioranza dei mezzi di comunicazione attivi nel nostro Paese, cosicchè il singolo si può tranquillamente adagiare sui commenti che più gli sono consoni, evitando di esercitare e sviluppare le proprie capacità di ragionamento, critica e confronto.

Riflettendo su questi allarmanti segnali di retrocessione della nostra cultura e della nostra civiltà, ho quindi deciso di impostare il mio contributo per questa rubrica in maniera il più possibile neutra, cercando di fornire tutti gli elementi necessari per una conoscenza a trecentosessanta gradi dell’argomento trattato ma lasciando ai lettori la possibilità di farsi un’idea propria, priva di qualunque influenza o impostazione precostituita.

Poiché il tema affrontato riguarda i tentativi che si sono ripetuti in Italia di disciplinare legislativamente le unioni di fatto, nel tentativo di perseguire un’impostazione appunto neutra, ho ritenuto opportuno cercare di fornire un elenco il più possibile esaustivo di tutti i disegni di legge presentati nel corso delle varie legislature, con l’indicazione del primo firmatario e della legislatura nel corso della quale il progetto è stato presentato, così da consentire la contestualizzazione non solo politica delle singole proposte, bensì anche nel clima istituzionale in cui esse sono state sviluppate e, mi duole dirlo, successivamente messe da parte.

Una società civile è una società che si occupa, prima di tutto, della tutela di coloro che la compongono.

Di provvedere a questa tutela sono delegati i rappresentanti eletti dal popolo, che dovrebbero non solo attuare (in generale) la volontà espressa dai propri elettori, bensì anche cercare di diminuire il più possibile quel divario tra la società di fatto (in cui il popolo conduce la propria vita quotidiana) e le norme di diritto (contenenti le regole che disciplinano la vita e la convivenza sociale).

Scopo di quest’articolo è mostrare al lettore quanti e quali tentativi siano stati fatti di adeguare le norme che dovrebbero regolare la vita della nostra società con le esigenze di coloro i quali in questa società trascorrono la propria vita sotto il profilo delle unioni civili, da sempre presenti, in maniera più o meno velata, nella nostra società.

L’Italia, come al solito, è giunta in ritardo rispetto agli altri stati – europei e non – anche in questo settore.

I primi disegni di legge sulle unioni civili risalgono al 1986, nel corso della IX legislatura (governo Craxi), quando, grazie all’Interparlamentare Donne Comuniste, la senatrice Ersilia Salvato e le deputate Romana Bianchi e Angela Bottari presentarono alle rispettive Camere di appartenenza un disegno di legge sulle unioni civili (di questa proposta non sono riuscita a trovare alcun riferimento numerico, perciò se qualcuno avesse informazioni utili in proposito sarò lieta di effettuare tutte le integrazioni del caso.

L’anno successivo, l’Arcigay illustra, nell’ambito di un convegno in Parlamento, una Legge per il riconoscimento legale delle convivenze di fatto (si veda Arci gay nazionale (a cura di), Omosessuali e Stato, Cassero, Bologna 1988, p. 70), che però non fu mai formalizzata in una proposta di legge in Parlamento.

Il 12 febbraio 1988 (X legislatura, governo del pentapartito, presidente del consiglio Goria), Alma Agata Cappiello, avvocato e parlamentare socialista, presenta alla Camera dei Deputati la proposta di legge Disciplina della famiglia di fatto (Pdl n. 2340 http://legislature.camera.it/_dati/leg10/lavori/stampati/pdf/23400001), avente ad oggetto il riconoscimento delle convivenze tra “persone”, a prescindere dal genere e/o dall’orientamento sessuale, proposta che però non fu mai calendarizzata.

Negli anni novanta il numero di proposte di legge per le unioni civili presentate sia alla Camera che al Senato aumenta, probabilmente in seguito ai ripetuti inviti, effettuati dal Parlamenti Europeo nei confronti dell’Italia, ad emanare una legislazione che parificasse i diritti delle coppie gay e con quelli delle coppie eterosessuali nonché i diritti delle coppie conviventi e con quelli delle coppie sposate (si veda la Risoluzione per la parità dei diritti degli omosessuali e delle lesbiche nella Comunità europea dell’8 febbraio 1994, nella quale si invitava la Commissione ad agire per porre fine “agli ostacoli frapposti al matrimonio di coppie omosessuali ovvero a un istituto giuridico equivalente, garantendo pienamente diritti e vantaggi del matrimonio e consentendo la registrazione delle unioni” e “a qualsiasi limitazione del diritto degli omosessuali di essere genitori ovvero di adottare o avere in affidamento dei bambini“; si veda anche la Relazione annuale sui diritti umani, 11350/1999 – C5-0265/1999 – 1999/2201 –INI-).

Nel corso della XI legislatura (governo Ciampi) è stata presentata, da Graziano Cioni alla Camera dei Deputati, la proposta di legge In materia di unioni civili (Pdl n. 3426 del 2 dicembre 1993).

Nella sola XII legislatura (I Governo Berlusconi) si sono susseguite cinque proposte di legge, tutte volte a disciplinare giuridicamente le unioni di fatto:

–            il 7 giugno 1994, il deputato Nichi Vendola ha presentato il disegno di legge intitolato Disposizioni in materia di unioni civili;

–            Disposizioni in materia di unioni civili, presentata il 27ottobre1994 alla camera dei Deputati da Graziano Cioni;

–            Disciplina delle Unioni civili (1020 del 17 maggio 1994), anch’esso presentato da Nichi Vendola alla Camera dei Deputati (http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk1500/frontesp/1020.htm);

–            Normativa sulle unioni civili (935 dell’11 luglio 1994), presentata da Luigi Manconi al Senato (http://mobile.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=13&id=868&mobile=si);

–            Disciplina delle unioni civili (1518), presentata il 22 ottobre 1994 da Ersilia Salvato;

–            Norme sulle unioni civili (2870) dell’11 dicembre 1994, presentata da Gloria Buffo (http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk3000/frontesp/2870.htm).

Sei sono state poi le proposte in materia presentate nella XIII legislatura, di cui le prime cinque sotto il I governo Prodi e l’ultima nel corso del II governo D’Alema:

–                      Il 10 maggio 1996 su iniziativa dell’onorevole Luciana Sbarbati è stato presentato il disegno di legge n. 682 (http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk1000/articola/0682.htm);

–                      il 29 maggio 1996, il senatore Antonio Lisi (Alleanza nazionale) ha presentato il disegno di legge n. 616 (riguardante solo ed esclusivamente i rapporti tra conviventi di sesso diverso) (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=13&id=566);

–                      Disposizioni in materia di unioni civili (Pdl n. 2725) del 30 luglio 1997 presentata da Graziano Cioni (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=13&id=2857);

–                      Disciplina dell’unione affettiva (Pdl n. 4657), presentata da Antonio Soda il 12 marzo 1997 (Proposta di legge Soda e altri (Ds e FI) su unioni affettive e antidiscriminatoria link: http://www.uaar.it/laicita/convivenza/07c.html, porta a pagina rimossa o non trovata);

–                      il 26 maggio 2000 l’onorevole Anna Maria De Luca (Forza Italia) ha presentato e nella stessa seduta ritirato il disegno di legge n. 5933, intitolato Disciplina successoria nella convivenza giuridicamente rilevante;

–                      Norme sulle unioni civili (Pdl n. 7292 del 15 settembre 2000) presentata da Maurizio Paissan.

La XIV legislatura (governi Berlusconi), ha visto un po’ più movimentato il dibattito sull’approvazione di un testo trasversale che regolamentasse le unioni civili.

I disegni di legge presentati sono stati i seguenti:

–                      Normativa sulle unioni civili (Pdl n. 47 del 31 maggio 2001), primo firmatario On.le Fiorello Cortiana (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=8512);

–                      Disciplina delle unioni civili (Pdl n. 716), presentata il 12 giugno 2001 da Titti de Simone e poi ritirata;

–                      proposta di legge n. 795 sulle unioni civili, del 13 giugno 2001 di Katia Bellillo (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0005940.pdf);

–                      Disciplina delle unioni civili (Pdl n. 305) presentata da Luigi Malabarba il 25 giugno 2001 (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=17658);

–                      Norme sulle unioni civili (Pdl n. 1232), proposta da Alfonso Pecoraro Scanio il 5 luglio 2001 (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0013710.pdf);

–                      proposta n. 1610 sulle unioni civili, presentata il 20 settembre 2001 da Antonio Soda (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0014610.pdf);

–                      Disposizioni in materia di istituzione del Registro delle unioni civili di coppie dello stesso sesso o di sesso diverso e di possibilità per le persone dello stesso sesso di accedere all’istituto del matrimonio (Pdl n. 2982), proposta da Franco Grillini alla Camera dei deputati l’8 luglio 2002 ( http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0032500.pdf);

–                      Disciplina del patto civile di solidarietà e delle unioni di fatto (Pdl n. 3296, nota come contenente i PACS), sempre presentata da Franco Grillini alla Camera dei deputati il 21 ottobre 2002 (http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0050850.pdf);

–                      Disciplina dell’unione affettiva (Pdl n. 3893), ancora di Franco Grillini alla Camera dei deputati il 14 aprile 2003 (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0043560.pdf);

–                      proposta n. 4334 sulle unioni civili, presentata da Dario Rivolta il 2 ottobre 2003 (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0052430.pdf);

–                      proposta n. 4405 sulle unioni civili, presentata da Alessandra Mussolini il 21 ottobre 2003 (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0051080.pdf);

–                      proposta n. 4442 sulle unioni civili, presentata da Enrico Buemi il 29 ottobre 2003 (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0051280.pdf);

–                      la proposta n. 4478 sulle unioni civili, presentata da Katia Bellillo il 12 novembre 2003 (http://www.arcigaymilano.org/dosart.asp?ID=18522);

–                      la proposta n. 4585 presentata da Chiara Moroni il 22 dicembre 2003 (http://www.fotopride.net/pacs/PDL/c4585-moroni.htm);

–                      la proposta n. 4588 sulle unioni civili, presentata dal Consiglio Regionale della Toscana (http://www.fotopride.net/pacs/PDL/c4588-regione-toscana.htm);

–                      Disciplina delle unioni civili (Pdl n. 5321), presentata da Titti De Simone alla Camera dei Deputati il 1 ottobre 2004 (http://www.arcilesbica.it/speciale_pacs/Polo/proposte/De_Simone2_Unioni_civili.pdf).

A questa successione di disegni di legge ha fatto seguito un periodo di totale paralisi dell’attività, in materia di riconoscimento delle unioni di fatto, dei rappresentanti politici eletti.

Un segnale di ripresa si è avuto dopo ben tre anni, l’8 febbraio 2007, quando il Consiglio dei Ministri in carica (II governo Prodi) ha deliberato il disegno di legge sui cosiddetti DICO.

Tale proposta è stata seguita dal disegno di legge presentato da Cesare Salvi, in qualità di Relatore della Commissione Giustizia, avente ad oggetto il CUS, Contratto di Unione Solidale.

Ad oggi, l’ultima proposta, mai formalizzata in Parlamento, è stata lanciata il 10 ottobre 2008 dal ministro Brunetta e sviluppa i cosiddetti DiDoRe (DIritti e DOveri di REciprocità dei conviventi).

Nessuno dei disegni di legge presenti nel lungo elenco appena esaminato ha trovato sbocco alcuno e ciò ha stimolato la mia curiosità: quali sono state le reazioni alle diverse proposte? Che posizioni hanno assunto i rappresentanti di governo e dell’opposizione? E la stampa?

Ancora domande: esistono delle eccezioni all’assenza di disciplina per le coppie di fatto? Quali? Negli altri paesi europei come funziona?

Credo che ci sarà da scrivere, molto da scrivere. E da leggere, molto da leggere.

Ma soprattutto, ci sarà da ragionarci su. Senza influenze.

Roma – Marcia spontanea contro l’omofobia

RomaAgostoNonostante l’aggravarsi della situazione in Italia, con un crescendo preoccupante di casi di omofobia, nonostante l’allarme lanciato da Di Pietro sulla possibilità di una schedatura da parte delle forze dell’ordine degli omosessuali in Italia, ieri sera da Roma sono partiti i segnali della voglia di non restare in silenzio fermi a guardare!

Dopo un tam-tam di sms, mail e notifiche su facebook, un nutrito gruppo di persone, circa 150, si sono riunite in meno di due ore in maniera del tutto pacifica dinnanzi il Coming Out per manifestare contro la crescente violenza ed intolleranza contro gli individui GLBT in Italia. Non c’erano bandiere politiche, non c’erano associazioni a bearsi della maternità della cosa, ma gay, lesbiche e trans con le bandiere rainbow come scudo e le fiaccole accese come uniche armi!

Di seguito riporto quanto scritto da magliettaviola nel blog fiaccolata glbt:

Roma 28 Agosto 2009
Ore 16.00
un gruppo di uomini e donne, oltraggiati dai continui episodi di violenza verso persone omosessuali e transgender, decidono di agire, tramite Facebook e tramite i forum gay e lescbici, oltre al passa parola tramite sms, si radunano davanti al Coming Out, noto locale gay della capitale ai piedi del Colosseo.Verso le 10.00 parte un fiume di ormai 150 persone, gay lesbiche, bisex, transgender, tutti uniti senza bandiere politiche o di associazioni, urlando slogan contro l’omofobia e la violenza.

Scortati dalla polizia accorsa misteriosamente sul posto in borghese (significa che controllano anche facebook) arriviamo fino ai primi scalini del Campidoglio.

Prendono parola alcune persone volontariamente, Guido Allegrezza, Cristiana Alicata, Valentina Vandilli, un esponente del gruppo Pesce (gruppo di nuoto gay), un’amica transgender (attendiamo di sapere il suo nome), esprmendo il proprio pensiero in libertà, senza capi né ideologie.

Decidiamo tutti insieme che per i prossimi Venerdì ripeteremo la fiaccolata portando sempre più persone.

Appuntamento per Venerdì 4 Settembre ore 21.00, con raggruppamento al locale Coming Out (Via di san Giovanni in Laterano  – Roma)

Per info contattate fiaccolataglbt@gmail.com”

Venerdì 4 Settembre é previsto un altro appuntamento per la seconda fiaccolata spontanea, con l’intento di essere sempre di più a dar voce ad uno stato di cose ormai affatto tollerabile, perché, come recitava un cartellone ieri “Sensibili sì, ma anche un pò arrabbiati!”.

Burkini

burkini230607mos-468x810Estate, tempo di tuffi, sole e mare. Per chi non ha altra possibilità la piscina risulta l’unico luogo possibile dove trovare sollievo contro l’afa e le impietose temperature.

Deve averlo pensato anche una signora musulmana residente a VR e madre di tre figli. La sua fede le impone il velo che, a detta degli integralisti (!) dovrebbe proteggerla dagli sguardi indiscreti e libidinosi degli uomini.
Così nel tentativo di conciliare dettami religiosi e caldo estivo ha provveduto a munirsi di Burkini, il costume usato dalle donne islamiche e consistente in pantaloni lunghi non aderenti, una casacca a metà coscia, un cappuccio-foulard appoggiato sulle spalle per coprire testa, collo e spalle. La signora così abbindata ha provveduto a tuffarsi nelle acque della piscina Santini di Verona.
Peccato che il regolamento dello stabilimento parli chiaro: non è possibile immergersi nemmeno con calzoncini e maglietta.
Una volta richiamata all’ordine infatti, la poverina è stata invitata ad allontanarsi a causa dell’abbigliamento non consono al luogo.
Personalmente mi sono sempre domandata come possano le donne che indossano il velo islamico, non soffrire terribilmente il caldo di questi giorni e trovo sia una tortura obbligarle a coprire ogni cm di pelle al solo scopo di assecondare la gelosia dei propri mariti/padri/fratelli.
Fatto sta che questo è uno dei tanti episodi di quotidianità, in cui cultura e mentalità differenti si scontrano e appaiono inconciliabili. Chissà se la signora sarà costretta, suo malgrado, ad optare per una rinfrescante doccia nel bagno di casa, a riparo da occhi indiscreti per la serenità della sua comunità.

Solidarietà alla redazione di Gay.it

scritte omofobe“Gay.it morirete oggi”, “I vostri uffici bruceranno”, “Abbasso i gay”, “Morirete froci”, “Gay Muftì”. Sono alcune delle scritte omofobe ritrovate stamattina nell’ascensore e nella porta d’ingresso degli uffici di Pisa, dove lavora lo staff del sito gay.it.

«In undici anni di attività e di convivenza con la città di Pisa non abbiamo mai avuto problemi né è mai accaduto nessun episodio omofobo come quello di stamani: in tanti anni, mai neppure uno scherzo, una minaccia, una scritta contro la nostra presenza storica in questa città che è sempre stata paladina dei diritti delle persone omosessuali. C’è solo da chiedersi se sia una coincidenza con l’inaugurazione del Festival gay che si apre dopodomani a Torre del Lago», questo é quanto affermato dal direttore Alessio De Giorgi.

Noi come Rete ci uniamo al coro di indignazione che si é sollevato dinnanzi a questo gesto indegno e auspichiamo che venga fatta chiarezza il prima possibile. Tutta la nostra solidarietà va alla redazione di gay.it con l’augurio che non solo i colpevoli vengano presi il prima possibile, ma soprattutto che ci si renda finalmente conto che in Italia esiste un’emergenza “omofobia”!

C.E. interroga l’Italia in merito alle discriminazioni contro LGBT

Jeanine Hennis-Plasschaert e Sophie In 't VeldE’ proprio necessario remunerare lautamente i nostri parlamentari per un lavoro che effettivamente non svolgono?

A quanto pare no, perché a presentare un’interrogazione al parlamento europeo sulle discriminazioni contro le persone LGBT in Italia compiute dalle istituzioni, le stesse che dovrebbero garantire pari dignità e uguaglianza fra tutti i cittadini, le autorità e i privati, ci hanno pensato due Eurodeputate liberali olandesi, su iniziativa di Certi Diritti.

Jeanine Hennis-Plasschaert e Sophie In ‘t Veld, questi sono i loro nomi, hanno sostenuto l’iniziativa dell’associazione radicale che si batte per la promozione dei diritti civili in materia di identità di genere, scelte, comportamenti ed orientamenti sessuali.

I ripetuti inviti a legiferare in materia da parte della Comunità Europea al nostro Paese sono puntualmente caduti nel vuoto.

E’ sconfortante notare come il recente sondaggio dell’organizzazione no-profit “World Audit” dimostri come l’Italia, in fatto di democrazia e libertà è paragonata a paesi quali Iran, Arabia Saudita, Zimbabwe, Sudan, Corea del Nord, Venezuela, Cina, Libia ed Eritrea. La ricerca ha preso in esame le 150 nazioni che contano più di 1 milione di abitanti.

Il livello di democrazia è il risultato di uno studio su diversi aspetti, come il livello di corruzione dell’amministrazione pubblica, il rispetto dei diritti umani e politici e la libertà di parola. Il diritto e la libertà di voto sono stati considerati solo negli Stati che garantiscono elezioni libere e trasparenti.

Di seguito il testo dell’interrogazione tratto da CertiDiritti :

Interrogazione sulle “Discriminazioni contro le persone LGBT in Italia compiute da parte delle istituzioni, le autorità e i privati” depositata da Jeanine Hennis-Plasschaert e Sophie In ‘t Veld.

Il 22 giugno, Maria Luisa Mazzarella é stata attaccata da tre persone a Napoli dopo avere difeso alcuni amici da un attacco omofobico; é stata picchiata e ha dovuto subire un’operazione all’occhio.

Il 29 giugno, i Carabinieri – chiamati secondo quanto riportato da una persona che denunciava “comportamenti osceni” – hanno controllato uno stand dell’organizzazione LGBT Certi Diritti a Catania, presso il quale si raccoglievano firme a favore del matrimonio delle persone dello stesso sesso.

Luana Zanaga, un’agente di polizia che lavora a Padova, ha subito persecuzioni e discriminazioni dopo avere dichiarato di essere lesbica: é stata messa sotto inchiesta disciplinaria, sottoposta ad un controllo medico, minacciata dai colleghi ed ha infine ricevuto una lettera del Questore della città che la informava che una procedura per la sua espulsione dalla polizia era stata avviata.

I Ministri italiani per l’eguaglianza e per l’educazione hanno recentemente firmato un accordo per il lancio d’iniziative nell’ambito del programma della “Settimana contro la violenza” previsto per il 12-18 ottobre 2009, che include attività di prevenzione e lotta alla violenza e alla discriminazione quali “l’intolleranza religiosa, razzista e di genere” nelle scuole. L’accordo non menziona l’età, la disabilità e l’orientamento sessuale, sebbene queste siano elencate dell’articolo 13 TCE e nelle direttive europee contro la discriminazione.

Questo accade mentre i media riportano del caso di un ragazzo di 13 anni di Pavia che dopo essere stato perseguitato ed attaccato da alcuni compagni, ha tentato due volte il suicidio e poi é stato costretto a cambiare scuola, anche a causa della sottovalutazione della situazione da parte degli insegnanti e del direttore.

E’ la Commsisione al corrente dell’ondata di omofobia operata dalle istituzioni, dalle autorità e da privati contro le persone LGBT in Italia? Cosa intende fare per assicurare che gli Stati membri implementino i programmi contro la discriminazione e la violenza, incluso nelle scuole e nella polizia, al fine di combattere tutte le ragioni di discriminazione – e non solo una selezione di esse? Non ritiene la Commissione che sia necessario condizionare lo stanziamento di fondi europei contro la discriminazione al fatto che tutte le ragioni elencate all’articolo 13 TCE e nelle direttive UE siano affrontate in modo appropriato dagli Stati membri? –

Sara

Some prefer cakes – Festival di corti

banner-hp-manifattura09LaManifattura – Cultura fresca di stagione – Mercoledì 8 luglio 09 ore 21.30.
Fuoricampo Lesbian Group presenta Some prefer cakeFestival di corti di cinema lesbico – Terza edizione.

Giardino Lorusso – Via Berti 2/3 – Via Dello Scalo 21 – Bologna
Ingresso gratuito

Mercoledì 8 luglio, per il ciclo Visioni Short, LaManifattura presenta la prima di tre serate dedicate alla proiezione dei corti lesbici di Some prefer cake. Giunto al suo terzo anno di età, infatti, il festival realizzato dall’associazione Fuoricampo Lesbian Group si fa in tre! Mercoledì 15 e 22 luglio gli altri due appuntamenti con le visioni lesbiche.

Ad accogliere il festival è ancora LaManifattura, luogo ideale per ospitare corti gustabili come cakes per finire in bellezza la serata. Sicuramente belle immagini e ricchi contenuti che il cinema lesbico indipendente, in questo caso nella forma del cortometraggio ci regala ormai da anni, sia con documentari, che con video sperimentali o fiction. Un altro ingrediente inserito quest’anno nella scelta della programmazione è l’umorismo, l’ironia e l’autoironia. Nell’arco degli anni abbiamo visto registe scegliere l’ironia e l’umorismo, e a volte addirittura la comicità, per fare satira su tanti stereotipi e abitudini che le lesbiche hanno costruito all’interno della comunità. Ma l’ironia risponde anche al mondo esterno e ai suoi drammi. Aprirà e chiuderà ogni serata la proiezione di un espisodio di Lizzy the Lezzy, una serie animata a tematica lesbica creata da Ruth Selwyn e distribuita su internet. Lizzy the Lezzy è diventato un fenomeno non solo in Israele dov’è nato, ma in tutto il mondo.
Tra web, cinema e tv l’immagine lesbica si moltiplica!

Apriranno la serata dell’8 luglio alcuni dei migliori cortometraggi di nuova produzione: Svegliati Miriam di Sarah Sajetti, Italia 2009, 6′, Don’t Mess With Texas di Carrie Scrhader e Trinci Cooke USA 2008, 5′, Coming Out di Francesca De Isabella, Italia 2009, 7′, The Premiere di Margret Bergheim, Norvegia 2007, 9′, Velocipède di Anne Cremieux, Francia/USA 2003, 5’

Seguirà una retrospettiva dedicata a Nathalie Percillier, eclettica, brillante e ironica regista della scena indipendente europea. Nathalie Percillier, nata a Parigi, ha studiato alla School of Fine Arts di Berlino e alla German Film & Television Academy Berlin. Fra i suoi cortometraggi: Abyss Story, Bloody Well Done, A Little Square in Bilbao, Heroines of Love – vincitore del Teddy Award al Festival di Berlino nel 1997 -, Sticky Dough, che ha vinto numerosi premi nazionali ed internazionali, e Never Trust a Cow, che ha partecipato in competizione a Berlino nel 2003. Fra i lungometraggi in fase di sviluppo In the Milk, premio Master School per lo script nel 2001, e Heidi, The World is Mine!

Heldinnen der liebe, Germania 1996, 10′
Una delle solite guerre fra Francia e Germania. Due donne soldato, una tedesca e una francese, sono sperse nel bosco. L’incontro è inevitabile…
Bloody Well Done, Germania 1994, 5′
Essere un idolo con una pistola non è una cosa facile. Ma lei vuole tutto e vola per il cielo…
They Called him Thingy, Germania 2007, 5’20”
Una stracolma sala d’attesa di ospedale. Thingy è seduto vicino alla mamma. Il tempo sembra interminabile. Entra un uomo con le stampelle. Qualcuno dovrebbe alzarsi, qualcuno come Thingy.
Sticky Dough, Germania 2002, 5′
Sia le apparecchiature che lo staff del panificio lavorano alacremente. Le ragazze sono sempre di corsa e perfettamente produttive. La ragazza nuova però, la numero 423, ha qualche difficoltà ad andare d’accordo con le macchine. Pare che stia combattendo una battaglia già persa. Ma vedremo chi vincerà alla fine.
Never Trust A Cow, Germania 2002, 5′
La telecamera smette di girare: la mucca ha dimenticato di muggire al momento giusto. La regista si infuria e l’apostrofa duramente. Ute cerca di difendere la sua collega con la regista. Oddio, non l’avrebbe dovuto fare!

Aprirà e chiuderà la serata la proiezione di un espisodio di Lizzy the Lezzy, una serie animata a tematica lesbica creata da Ruth Selwyn e distribuita su internet.
Lizzy the Lezzy di Ruth Selweyn, Israele 2007- 09
Episodio 1 – Lizzy dichiara di essere “out and proud” e ci spiega molto semplicemente cosa significa. 1’34’’
Episodio 10 – Lizzy tira fuori la chitarra e dedica una canzone alla sua adorabile ex-fidanzata. 2’ 57’’

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