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Il business dei diritti

Dunque l’evoluzione umana è tutta una questione di business? I mutamenti sociali sottendono sempre ed esclusivamente a fattori di carattere economico e/o finanziario?
Dalla vecchia idea di modernità siamo passati a parlare di tarda modernità (Giddens) o post-modernità (Bauman, Castells, Harvey, Beck, Hannertz e altri) per descrivere le conseguenze dell’interdipendenza globale e del consumismo sulla vita e i sistemi sociali. Gli effetti della globalizzazione sono oggetto di studio da parte di chi, mosso da interessi più o meno opportunistici, ma tutt’altro che idealistici, intende servirsi delle connessioni ed interconnessioni che tale fenomeno porta con sé.

bluediamondsocietyProprio oggi leggo incuriosita la notizia in cui si rende noto che in Nepal sono stati legalizzati i matrimoni tra le coppie delle stesso sesso, la legge entrerà in vigore il prossimo maggio 2010. E’ naturalmente un’ottima notizia, considerato che solo fino al 2007 l’omosessualità, in questo Paese, era condannata.
Ciò che mi lascia perplessa è che, a giudicare dall’articolo, tanta solerzia da parte del governo nepalese ad emanare una legge in favore delle coppie gay e lesbiche sia stata sollecitata da mere questioni economiche.
Sunil Babu Pant, prima icona gay dichiarata della politica nepalese e fondatore dell’unico movimento per i diritti gay “Blue diamone Society”, ha creato un’apposita agenzia di viaggi chiamata “Pink Mountain” per attrarre turisti omosessuali con offerte originali e accattivanti e stimolare così l’economia del suo Paese.
Facente parte del partito comunista attualmente al Governo, è anche membro dell’assemblea costituente e avrebbe recentemente dichiarato al Daily Telegraph:-I gay non sono ben accetti nella maggior parte dei paesi asiatici. Noi potremmo trarre beneficio dalla nostra apertura, invitando turisti e avvantaggiando la fragile economia nepalese. Il Nepal vuole aumentare il suo numero di turisti da 400mila a un milione e questo settore potrebbe dare un forte contributo al raggiungimento di questo obiettivo.-
Il Daily Telegraph riferisce che dal prossimo mese, in Nepal, si terrà anche una conferenza internazionale sul turismo gay.

Sara

Mi sposo in Portogallo

lesbo_matrimonioManca solo la sua firma, dopodiché la legge promossa dal governo portoghese a maggioranza socialista entrerà in vigore a pieno titolo e finalmente anche le coppie omosessuali potranno contrarre matrimonio e avere pari dignità delle coppie etero anche in Portogallo. Il presidente Aníbal Cavaco Silva avallerà a giorni una legge che, al contrario di quel che è accaduto in Spagna nel 2005, non ha avuto pressoché dibattito nel paese dei mulini a vento e del Fado.

Una grande conquista sociale e giuridica, considerato che solo fino al 1982, dunque solo quattro anni prima dell’entrata nella UE, e ancora ben dopo la fine della cinquantennale dittatura militare terminata nel 1974, in questo paese l’omosessualità era perseguita per legge.
Prima infatti il codice penale portoghese del 1852 non menzionava l’omosessualità; Egas Moniz, nella sua opera “La vita sessuale e pathologia” considerava l’omosessualità come una malattia mentale e una perversione ” degna di essere trattata come qualsiasi altra”.
Con l’avvento del Novo Estado vi fu un ritorno ai valori morali della religione cristiana (il primo dei tre pilastri della dottrina del regime riassunta nella frase “Fátima, Fado e Futebol” –madonna di Fatima, musica tradizionale portoghese e calcio-), dove la sessualità era vista esclusivamente come mezzo di procreazione e definizione dei ruoli per ciascun sesso: gli uomini aventi il compito di lavorare per essere il pilastro e il sostegno della famiglia, le donne utili solo per la cura dei loro figli e della casa. Durante questo periodo di declino segnato dalla repressione politica e sociale gli atti omosessuali e i cosiddetti vizi contro natura (era infatti considerato moralmente valido soltanto il sesso genitale, riproduttivo) furono criminalizzati.
Omosessuali ed altri accusati di condotta immorale o vagabondaggio, prostitute, magnaccia, malati di mente, bambini mendicanti o “moral hazard” dovevano essere occultati alla società al fine di non turbare l’ordine morale imposto dal regime di Salazar. Tra il 1933 e il 1951 più di 12 mila persone sono state ricoverate in ospedale, spesso per lunghi periodi in luoghi appositi definiti di rieducazione come “Mitras”. Senza scordare la tortura e la deportazione dal PIDE (Polizia internazionale difesa Stato) degli omosessuali, spesso associato con la repressione politica. Come il caso di Giulio Fogaça, leader del Partito comunista portoghese, che nel 1962 fu condannato come “un pederasta passivo e praticante abituale del vizio contro natura”. Non era la prima volta che Fogaça veniva arrestato – era stato addirittura espulso due volte – ma era la prima volta che l’accusa di omosessualità fu utilizzata per privarlo della libertà.

Subito dopo la rivoluzione del 25 Aprile del 1974, chiamata anche la rivoluzione dei garofani, vi fu un’apertura verso i fondamenti giuridici che porteranno, seppur con estrema lentezza, a quei cambiamenti sociali che permetteranno l’ottenimento dei diritti di cui oggi godono gli omosessuali portoghesi. Alcuni gruppi di attivisti gay, come MHAR, Movimento Omosessuale Rivoluzionario di azione, di cui Serzedelo Anthony è stato il fondatore, nel maggio 1974 pubblicarono il loro Manifesto libertà Sex prontamente censurato dal generale Galvao de Melo, il quale dichiarò in TV che il 25 aprile non era stato fatto per gli omosessuali e le prostitute.
Come negli altri Stati del mondo nella prima metà degli anni ‘80 l’avvento dell’AIDS in Portogallo, ebbe come effetto l’acquisizione di consistenza associativa da parte dei movimenti gay, nonché la visibilità e rispettabilità, in collaborazione con la Commissione nazionale per l’AIDS e Abraço.
Il rivoluzionario Partito socialista, ora integrato nel blocco di sinistra, fu il primo partito politico nel 1991 che formalizzò l’esistenza di una organizzazione interna specificamente dedicata alla lotta contro il sessismo, l’omofobia e la discriminazione. Con lo slancio di alto profilo del PSR, e dalla metà degli anni 1990, la comunità gay ha cominciato a organizzarsi allo scopo di far sentire la propria voce con la creazione e il consolidamento delle varie associazioni, come ad esempio Associação ILGA il Portogallo, la Safo Clube, il Gay Opus, il Korpus Journal, il PortugalGay.pt sito web, eventi Pride Festival, il marzo Nazionale per LGBT Pride e il Festival di Gay e Lesbica di Lisbona.

Legislazione.

La Costituzione del 1975, rivista nel 2004, dispone all’articolo 13 che ad ogni cittadino sia riconosciuto lo stato di diritto senza distinzione di origine, sesso, razza, lingua, territorio di origine, religione, politica o ideologica, grado di istruzione, situazione economica, stato sociale o tendenze sessuali.
Il codice penale introdotto nel 1982 criminalizza la pratica omosessuale se praticata su individui di età inferiore ai 16 anni, riprendendo il precedente art. 207 e conseguente art. 175 poi giudicato incostituzionale.
Il Codice Penale in vigore, del 15 settembre 2007, ha infatti abrogato l’articolo 175 eliminando così ogni riferimento esplicito all’incitamento alla discriminazione fondata sull’orientamento sessuale, stabilendo sanzioni severe per crimini motivati da omofobia. Il nuovo articolo 173 stabilisce che chiunque abbia compiuto atti sessuali con minori di età inferiore ai 14 anni, abusando della loro inesperienza, è punito con la reclusione fino a 2 anni o una multa fino a 240 giorni.

Conclusioni.

In Portogallo una legge riconosce dal 2001 le unioni di fatto, indipendentemente dal loro sesso, ma fino ad oggi le unioni non erano equiparate al matrimonio. La regolamentazione in merito alle adozioni da parte di coppie omosessuali è stata (al momento?) bocciata: “Si tratta di una questione differente rispetto al matrimonio”, ha sottolineato il premier socialista José Socrates nel respingerle: “L’adozione non è un diritto della coppia, è un diritto del bambino”.
Dopo Belgio, Svezia, Norvegia, Spagna e Olanda, anche il Paese che ha dato i natali a Vasco da Gama (a cui è dedicata la torre di Belém a Lisbona) potrà finalmente vantare una evoluzione sociale al pari di Paesi considerati da sempre all’avanguardia in fatto di civiltà ed essere annoverato tra i primi Paesi europei in fatto di sviluppo socio-democratico.
Ci auguriamo che la legge trovi presto applicazione e che le numerose coppie che attendono da anni un riconoscimento da parte della collettività siano finalmente libere di esprimersi e tutelate, così come dovrebbe avvenire in ogni Paese democratico che si rispetti.

Sara

Matrimonio si o no

KarenThompsonSharonKowalski Quanto vale un sogno?
Per quanti la propria sopravvivenza e incolumità possiedono caratteri di subalternità rispetto all ideale che permea ogni pensiero e muove ogni azione nella propria esistenza?
Molti dei grandi del passato, che tutt’oggi ricordiamo nelle opere d’arte, nei monumenti, e dei quali i nostri libri di scuola ricordano le eroiche gesta, sono artefici della nostra Storia, responsabili encomiabili o deplorevoli di una vita che ha contribuito a plasmare il nostro presente.

La suprema aspirazione, l’idea perfetta che abbiamo forgiato nella nostra mente e per la realizzazione della quale combattiamo una lotta costante e disperata che spinge i nostri umani limiti oltre il tollerabile, ci pervade ogni senso e proietta le nostre risorse verso la conoscenza di un possibile ed auspicabile diverso futuro.

Chi lo definisce masochismo, chi stupidità, chi inutile spreco di tempo ed energie. Eppure, chi è mosso da un’ideale possiede in sé tutte quelle caratteristiche di tenacia e forza che ai più sono sconosciute ed estranee.

Queste le riflessioni che mi persuadono a credere in qualcosa che vada oltre la quotidianità, oltre ogni singola individualità, oltre l’eterogeneità indotta e omologata a programmi di carattere socio-economico che altri hanno studiato per noi.
E’ lecito in un paese simil-teocratico quale di fatto è l’Italia, domandarsi come mai, oggi nel 2010, i nostri governanti non hanno ancora legiferato in merito alle coppie di fatto, ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, al riconoscimento di pari dignità e diritti? E’ mai possibile che dopo anni di proposte cadute nel vuoto e tentativi puntualmente bocciati (vedi ultima proposta di legge dell’On. Paola Concia, con giustificazioni gravemente offensive per le comunità LGBT derivate da cognizioni totalmente errate) di regolamentare le molteplici ed esistenti realtà affettive e famigliari che esulano dall’unico modello previsto dal nostro sistema giuridico?

Se e quando qualcuno tenta di alzare la testa e far sentire, in modo pacifico e assolutamente legale il proprio dissenso e invita energicamente chi di competenza ad un intervento urgente, viene messo a tacere o semplicemente ignorato. Come è accaduto a Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia una coppia di Savona che ha deciso di seguire il proprio sogno, il proprio ideale, servendosi di un’azione forte come quella dello sciopero della fame nel tentativo di vedere riconosciuto loro il diritto di unirsi in matrimonio come tutte le persone che si amano che intendono dare forma giuridica alla loro unione.

A tal proposito sto leggendo in questo periodo “la volontà di sapere – storia della sessualità” di Michel Foucault.
Non mi perderò in inutili divagazioni ma vorrei riportare qui alcuni passaggi che riguardano il matrimonio, le deviazioni, l’economia e la società e sollecitare, spero, alcune riflessioni.

“(…) Tutta quest’attenzione loquace con cui facciamo chiasso intorno alla sessualità da due o tre secoli, non è finalizzata ad una preoccupazione elementare: assicurare il popolamento, riprodurre la forza lavoro e la forma dei rapporti sociali; insomma organizzare una sessualità economicamente utile e politicamente conservatrice? (…) Il XIX secolo ed il nostro sono stati piuttosto l’epoca della moltiplicazione: una dispersione delle sessualità, un rafforzamento delle loro forme disparate, un insediamento multiforme delle “perversioni”. La nostra epoca è stata iniziatrice di eterogeneità sessuali.
Fino alla fine del XVIII secolo tre grandi codici espliciti -al di fuori delle regole dei costumi e delle costrizioni dell’opinione- regolavano le pratiche sessuali: diritto canonico, pastorale cristiana e legge civile. Essi fissavano, ciascuno a suo modo, la distinzione fra lecito ed illecito. Erano tutti centrati sulle relazioni matrimoniali(…), la sua fecondità o la maniera in cui ci si dava da fare per renderlo sterile, i momenti in cui lo si richiedeva (periodi pericolosi per la gravidanza e dell’allattamento, tempo proibito della quaresima o delle astinenze), la sua frequenza e la sua rarità – questo soprattutto era saturo di prescrizioni. La vita sessuale dei coniugi era ossessionata di regole e di raccomandazioni. La relazione matrimoniale era il luogo in cui si addensavano il maggior numero di costrizioni; se ne parlava più che in ogni altra, essa doveva confessarsi fin nei particolari. Era particolarmente sorvegliata: se era in difetto, doveva venire alla luce e provar le sue ragioni dinanzi a testimoni. Il “resto” rimaneva molto più confuso: si pensi all’incertezza dello statuto della “sodomia”. (…) Nell’ordine civile come nell’ordine religioso, quel che era preso in considerazione era un illegalismo d’insieme. Probabilmente la “contro natura” vi era caratterizzata in modo particolarmente abominevole: ma era percepita solo come una forma estrema di ciò che è “contro la legge”; infrangeva anch’essa decreti – decreti sacri come quelli del matrimonio e che erano stati stabiliti per governare l’ordine delle cose ed il piano degli esseri. Le proibizioni che si riferivano al sesso erano fondamentalmente di natura giuridica.
(…)

E torniamo al punto di partenza. Se sono così evidenti le motivazioni addotte dalle istituzioni politiche religiose per cui non si deve riconoscere alle persone il diritto di amare chi vogliono e vedere tutelate le loro unioni da parte della legge, perché molti altri paesi nel mondo progrediscono e si ravvedono in materia legale e sociale? Cosa differenzia paesi come il Belgio, l’Olanda, la Spagna, alcuni stati USA a promuovere il riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso, rispetto al nostro?
Perché i movimenti omosessuali insistono tanto sul riconoscimento dei propri diritti, quando, come molti affermano, potrebbero vedere riconosciuti gli stessi attraverso un’ azione notarile per quanto riguarda cure parentali e lasciti?

Concludo con una domanda provocatoria:
se è vero che la legge, così come i diritti e doveri di ogni cittadino, è uguale per tutti, perché per qualcuno deve essere sempre più uguale?

Sara

Madonna Nera

Madonna nera di rosarno I giornali in questi giorni sono pieni di immagini e resoconti circa le vicende di un paesetto insignificante della Calabria, dove si sta verificando un’esplosione incontenibile di violenza razzista. Uno dei paradossi della faccenda è che proprio a Rosarno, nella chiesa parrocchiale, la comunità venera una statua lignea raffigurante una madonna nera, come succede a Loreto o in molte chiese dell’est europeo. Mentre sul sagrato, all’uscita dalla messa, alcuni (non tutti si badi bene) commentano amareggiati che le case a questi disgraziati, sfruttati dal caporalato agricolo, non le possono proprio dare, perché questi ‘extracomunitari’, non per essere razzisti, ma non le sanno tenere.

La mia visione della Calabria è data non solo dai fatti di cronaca, ma anche dall’avere un padre che da lì proviene e che da lì si è allontanato molti anni fa, come tanti, in cerca di miglior fortuna lavorativa. In Calabria ci torno tutte le estati, i miei parenti, per lo più agricoltori, sono gente semplice, che non si pone grandi questioni intellettuali e filosofiche, ma che lavora sodo e sa sacrificarsi per i figli e la casa. E’ una terra di contraddizioni, di grande cuore ma anche di grande povertà sociale, oltre che materiale. Mi sono sempre chiesta come sia possibile che in un territorio, con uno dei più grandi parchi naturali del sud (il Pollino), un litorale invidiabile, un clima quasi africano, una terra rigogliosa, non si riesca a creare un’economia sostenibile capace di dare lavoro a tutti e di dare benessere a questa regione.

Io, che vivo in Trentino, so bene che in un moderno territorio organizzato si riesce a ricavare da quattro mele e un po’ di neve un’industria turistico-agricola fiorente e pur con tutto il bene che voglio alla regione in cui vivo, con la Calabria e la sua natura (dalle piste da sci della Sila agli scavi archeologici e i musei di Reggio Calabria, per non parlare del mare) non c’è paragone.

Dove sta quindi il problema? I calabresi sono tutti ‘ciucci’ e al nord invece sono più intelligenti?

Forse dobbiamo uscire dagli stereotipi e cercare di vedere con altre lenti la realtà.

La ‘ndrangheta è certamente il grosso cappio al collo di un territorio in potenza così fiorente. Quante volte mi sono sentita dire dai miei stessi parenti: meglio non allargarsi troppo, non alzare troppo la testa altrimenti arriva qualcuno a chiederti il pizzo o peggio. E allora forse questa ‘mafia’ non è solo un’organizzazione che si mette alla pari dello Stato e lo sfida per accaparrarsi il controllo di un territorio, ma è anche e soprattutto una questione culturale e di ‘controllo’ delle coscienze.

La gente vede che le cose potrebbero andare meglio, qualcuno si batte anche perché questo accada, ma una larga maggioranza di persone forse non capisce che dai piccoli gesti – dall’ossequio al don di turno, dal chiedere il favore per il figlio da sistemare e poi doverlo restituire centuplicato, dal vedere certe dinamiche corrotte ma non dire nulla perché forse un giorno potrebbero tornarmi utili, o forse solo per paura e pigrizia e via dicendo – dal piccolo nasce e si allarga il marcio di un sistema malsano.

Io credo che la Calabria abbia la possibilità di rialzarsi e di trovare strade sostenibili e alternative al buco nero degli influssi mafiosi che impediscono da oltre cinquant’anni l’avvio sereno di questo territorio verso la modernità. Lo credo perché ci sono giovani che scendono in piazza accanto agli ‘extracomunitari’ di Rosarno per dire no al razzismo e allo sfruttamento. Lo credo perché ci sono insegnanti che aderiscono a ‘Libera’ associazione contro le mafie e a scuola comunicano questi principi. Lo credo perché dei genitori e imprenditori hanno denunciato più volte il pizzo, rischiando in prima persona.

Io voglio un paese non solo onesto, ma anche aperto e liberale, in cui i giovani non vengano soggiogati e limitati dallo strapotere e dagli stereotipi delle vecchie generazioni, in cui la scuola sia libera e educhi alla legalità e alla civiltà, un paese in cui ci sia posto per tutti i colori della diversità etnica, religiosa, politica, affettiva. Un paese che abbia leggi e sistemi normativi capaci di tutelare i cittadini e che non privilegi alcuni per danneggiare i più deboli. Un paese moderno e civile, un posto dove vivere serenamente, che dia spazio alla creatività e alla capacità individuale di inventarsi un futuro, un paese che stia in Europa non solo geograficamente, ma anche per lo sviluppo culturale e civile.

Perché là dove un diritto viene negato, un gruppo di persone viene perseguitato, dove viene messo un bavaglio su alcune opinioni, o strumentalizzati i fatti per condizionare le scelte collettive, dove al posto dello Stato garante dei diritti di tutti i cittadini si pone la mafia, o una mentalità mafiosa e di clan, abbiamo perso tutti. Abbiamo perso dalla cima delle alpi alla punta dello stivale, nessuno escluso.

Di Federica Mandato

Picchetto Circolare a Montecitorio

picchetto circolareRiceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa lanciato in occasione del sit-in che si terrà stasera davanti a Montecitorio, a partire dalle 21, in sostegno dello sciopero della fame che una coppia gay di Savona, Manuel e Francesco, stanno portando avanti dal 4 Gennaio. Insieme a loro, anche una coppia lesbica di Verona, Rita e Luigia, porta avanti dal 4 Gennaio uno sciopero della fame ad oltranza.

Numerose stasera le iniziative in tutta Italia.


PICCHETTO CIRCOLARE
Martedì 12 Gennaio 2010,
visto il totale silenzio da parte della stampa italiana
e sopratutto delle maggiori Associazioni LGBT italiane,
tutti coloro che supportano Manuel e Francesco hanno deciso di indire un sit-in circolare dinnanzi a Montecitorio, dalle 21 ad oltranza.

L’evento costituisce un’importante occasione per dare visibilità anche alla vicenda dei due ragazzi che dal 4 Gennaio stanno portando avanti uno sciopero della fame per richiedere la calendarizzazione di una legge per il matrimonio civile in Italia.

Sarà una manifestazione pacifica con bandiere rainbow e cartelli a sostegno dei due ragazzi.

Si invitano tutti coloro ritengono che l’azione di Manuel e Francesco vada sostenuta a replicare nelle proprie città la manifestazione alla stessa ora nello stesso giorno,
in un sit-in circolare dinnanzi ai loro comuni di appartenenza.

Le bandiere o simboli politici e sopratutto associativi non sono graditi,
visto che la stessa manifestazione nasce a seguito del loro silenzio.

La peggior sconfitta è arrendersi senza aver lottato!

Francesco Zanardi  – www.gayitaliani.euf.zanardi@gayitaliani.eu – +39 3348914655   oppure +39 3482697387

ADESIONI DI SUPPORTO A MANUEL E FRANCESCO (AGGIORNATE IN TEMPO REALE):

  • Gruppo Naussa
  • Opus  GAY  Association,in Lisbon,Portugal – Antonio Serzedelo-presidente of the association
  • Redazione di Liberamente noi.it
  • Redazione di Tellus Folio.it
  • Patrizia Colosio ( Lista Lesbica Italiana)
  • We have dream ( LGBT Gruppo Spotaneo)
  • MIT (Movimento Idetintà Transessuale)
  • Saverio Aversa (Attivista Gay- Queer.SEL Sinistra Ecologia e Libertà)
  • Maurizio Cecconi (Bologna – Attivista Gay – Rete Laica Bologna)
  • Le Ninfe Genova Lgbt (Association LGBT)
  • Associazione Famiglie Arcobaleno;
  • Ecumenici;
  • Valentina Vandilli (Roma – Attivista Lesbica);
  • Don Franco Barbero, esponente delle comunità cristiane di base;
  • Sergio Rovasio, segretario associazione Radicale Certi Diritti;
  • Donatella Poretti, Senatrice radicale – Pd;
  • Anna Paola Concia, deputata Pd;
  • Vladimir Luxuria, già parlamentare;
  • Franco Grillini già parlamentare, Direttore di Gaynet;
  • Alessandro Cecchi Paone, giornalista;
  • I rappresentanti regionali del movimento Gay Italiani e del movimento Europa Intervieni.

Huston Texas: Annise Danette Parker prima donna sindaco USA

ParkerAnnise Danette Parker nata il 17 maggio 1956, lesbica dichiarata, è il nuovo sindaco di Houston, Texas. In precedenza ha lavorato nel Houston City Council dal 1997. La città texana di Houston, la quarta degli Stati Uniti per numero di abitanti, vedrà a partire da gennaio 2010 per la prima volta una donna “lesbica” in veste di sindaco in una grande metropoli americana.

Ottenuta la maggioranza di voti nel novembre 2009 per l’elezione a sindaco, ma non avendo superato la soglia del 50% fu costretta al ballottaggio, sconfiggendo l’avvocato Gene Locke nel dicembre 2009.
In precedenza Parker corse senza successo per il Consiglio comunale del Distretto C nel 1991 e nuovamente nel 1995, finendo al terzo posto fra gli eletti, grazie al posto lasciato vacante da Sheila Jackson Lee, dopo la sua elezione al Congresso.

Nel 1997 Parker prevalse nello scrutinio decisivo diventando la prima lesbica dichiarata ad essere eletta in consiglio comunale. Fu rieletta due volte per lo stesso posto nel 1999 e nel 2001 senza nemmeno andare al ballottaggio.

Parker è nata e cresciuta nella comunità di Spring Branch nella parte occidentale di Houston, dove ha frequentato le scuole pubbliche. Sua madre era una contabile mentre suo padre lavorava per la Croce Rossa. Nel 1971 la sua famiglia si trasferì in Germania per due anni, in una base dell’esercito americano a Mannheim: Parker all’età di 15 anni, operò come volontaria ospedaliera per l’organizzazione della Croce Rossa sezione giovani. lavorando altresì nella biblioteca della base.

Dal 1974 ha frequentato la Rice University grazie alla borsa di studio National Merit e per mantenersi ha svolto i più disparati lavori, laureandosi nel 1978.

Prima di divenire parlamentare, ha lavorato nei settori del petrolio e del gas per oltre 20 anni, di cui 18 anni alla Mosbacher Energy. Inoltre, è stata co-proprietaria della Inklings Bookshop dalla fine degli anni 1980 fino al 1997 e presidente della Neartown Civic Association dal 1995 al 1997.

La Parker ricopre il ruolo di direttore del consiglio di amministrazione della Holocaust Museum Houston e Girls Inc. ed è sindaco revisore dello Zoo di Houston, nel Counseling Center Montrose, Bering Omega Servizi comunitari, e di Trees for Houston. La neo sindaco è anche coinvolta negli sforzi di conservazione storica di Houston ed ha ricevuto il “Good Brick Award” dalla Alleanza Conservazione Beni Culturali Greater Houston per il suo impegno a far restauraurare immobili storici nella Old Sixth Ward.

Rivolta ai suoi sostenitori ha affermato: “sono consapevole del senso di questa vittoria per molti di noi, convinti che non saremmo mai stati in grado di accedere ai più alti livelli, questo voto ha cambiato il mondo per i gay, le lesbiche, i bisessuali e la comunità transgender, come ha cambiato in meglio la vita di tutti gli abitanti di Houston, e su questo punterà la mia amministrazione”.

Parker non ha mai nascosto il suo orientamento sessuale, sebbene l’argomento fosse diventato un tema centrale in campagna elettorale dopo gli attacchi degli attivisti anti-gay e dei gruppi religiosi conservatori, che sostenevano Locke, i quali hanno inviato valanghe di mail per condannare «il comportamento omosessuale» della candidata. Il 61enne Locke, che correva in veste di ’secondo sindaco nero di Houston, ha cercato di prendere le distanze dagli attacchi omofobici, corteggiando comunque l’elettorato conservatore.

Le organizzazioni gay-lesbiche in tutto il paese hanno fatto a gara per sostenere la Parker raccogliendo fondi per la sua campagna e invitando inoltre gli elettori a votarla.

Il sindaco eletto, è apparsa nel Convention Center della città, gremito per l’occasione, insieme con la sua compagna da 19 anni Kathy Hubbard, le loro due figlie adottive, e sua madre Kay. Altre città degli Stati Uniti hanno o hanno avuto un sindaco gay, ma nessuna di loro è grande. Tra queste Cambridge in Massachusetts, Providence in Rhode Island e Portland in Oregon. Houston è una città a maggioranza democratica e circa il 25% della popolazione è di colore, mentre un terzo è ispanica. Circa 60mila residenti si dichiarano omosessuali.

Sara