Archivio

Osservatorio Omofobia 2011

Stampa 11 dicembre 2011: Scilipoti contro Paola Concia: ”E’ orgogliosa di essere lesbica? Anche i ladri lo sono’

“Nuova dichiarazione omofoba del deputato Domenico Scilipoti (Movimento di responsabilità) intervistato da Klaus Davi: ”Paola Concia e’ orgogliosa di essere lesbica? Va bene, ma questo che significa? Anche una persona che si dichiara ladro si dice orgoglioso di esserlo proprio perché si comporta in maniera diversa da tutti gli altri”.”

Fonte: REPUBBLCA
Milano, 07 settembre 2011: Presa a pugni in faccia perché lesbica

“La 29enne era al ristorante con la fidanzata: è stata insultata e poi pestata da uno degli avventori

MILANO – Era seduta con le amiche e la fidanzata al ristorante, quando è stata presa di mira da un uomo, che ha iniziato a rivolgerle alcuni pesanti commenti omofobi. E per aver risposto ad uno di questi, è stata picchiata, tra i clienti impietriti di un ristorante. Il fatto è successo ieri sera in via Raffaello Sanzio. Sul posto sono intervenute polizia e 118, che hanno raccolto la testimonianza dell’aggredita. Il caso è stato denunciato su Facebook, da una grafica milanese, Patrizia Lai, presente, mercoledì sera, sul luogo dell’aggressione. Aurelio Mancuso, presidente Equality, e Italia Rosaria Iardino, del coordinamento nazionale delle donne del Pd, hanno denunciato anch’essi il fatto e hanno sollecitato un intervento dell’amministrazione.

LE FOTO AL TAVOLO – La 29enne intorno alle 23.20 si trovava a cena con due amiche a un tavolo nel gazebo esterno del ristorante giapponese «Hama» di via Raffaello Sanzio. «Ieri sera, in una zona centralissima – racconta Patrizia Lai su Facebook – una lesbica a cena con le amiche e la fidanzata è stata pestata a sangue da una bestia d’uomo che poi è scappato e questo solo perché non gradiva vederle teneramente insieme. È stata pestata perché mentre faceva una foto con la fidanzata al tavolo accanto, questo tizio, che per tutta la sera le importunava con occhiate e battute chiaramente omofobe, l’ha appellata molto poco carinamente e lei ha risposto. E nessuno ha fatto niente».

RAFFICA DI PUGNI – «Dopo il violentissimo e fulmineo pestaggio con una raffica di pugni al volto (tanto da impressionare veramente tutti) fatto scagliandosi sulla ragazza seduta accanto alla fidanzata, questo omone palestrato sui 90/100kg, 35 anni di età, pelato e tatuato, ha continuato ad aggredirla verbalmente per almeno 5 minuti, tanto che io e le mie amiche che eravamo nel ristorante accanto ci siamo avvicinate. Lui gridava e voleva ancora picchiarla e la minacciava (era veramente fuori controllo), io mi sono messa in mezzo e con un altro signore siamo riusciti a separarli definitivamente. Lei era ricoperta di sangue. Naso forse rotto, labbra pestatissime. Lui intanto, mentre chiamavano la polizia, ha pensato bene di prendere e andarsene tranquillo verso la metropolitana. Due amiche dell’aggredita lo hanno inseguito ma lui avrebbe cercato di picchiarle».

LA POLIZIA – La Questura conferma di essere intervenuta alle 23.20, in seguito alla segnalazione di una lite «per un uomo infastidito da tre ragazze». La polizia ha identificato la vittima e due amiche, annotando che «dopo una lite verbale, l’uomo seduto al tavolo vicino ha sferrato contro la donna alcuni pugni, infastidito da alcune foto che scattava con le amiche di 29 e 32 anni». La 29enne, colpita al volto, perdeva sangue dal naso e i sanitari del 118 intervenuti hanno deciso di trasportarla in codice verde all’ospedale San Carlo per controlli. Al momento sembra che le vittime non abbiano sporto denuncia. Mancuso però precisa che a conferma del movente omofobo «ci sono le testimonianze di molti avventori».

APPELLO ALLA GIUNTA – «Questo episodio, come altri avvenuti negli ultimi tempi a Milano, segnalano quanto poco in questi anni si sia fatto per costruire strumenti di prevenzione e di repressione della violenza nei confronti delle donne, delle persone lgbt, di tutti i soggetti ritenuti deboli» Aurelio Mancuso e Italia Rosaria Iardino, sottolineando che «la responsabilità politica ricade tutta sulle spalle della passata giunta Moratti che ha sempre ignorato questi episodi». «E’, quindi, ora necessario che l’attuale amministrazione, che ha pronunciato parole chiare sulla necessità di recuperare nella società milanese un forte senso di solidarietà e condivisione nei confronti delle persone che sono più colpite da questo tipo di violenze, prosegua con decisione nell’individuazione di campagne, azioni, servizi che rendano Milano una città sicura, per tutte e per tutti». ”

Fonte: CORRIERE

Roma, 5 luglio 2011: Nuovo tentativo di aggressione omofoba
Ragazzi rincorsi e minacciati con i caschi

“Un nuovo tentativo di aggressione omofoba a Roma verso due ragazzi gay. A denunciarlo è Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center. «Nella serata tra venerdì e sabato della scorsa settimana- afferma – due ragazzi omossessuali di 30 anni si trovavano nei pressi dei viali di Villa Borghese: c’era pochissima gente, tra cui un gruppo di dieci giovani e giovanissimi che hanno preso a rincorrerli. In pochi minuti quella che doveva essere una piacevole passeggiata si è trasformata in un inseguimento».

MINACCIATI CON IN CASCHI – «I protagonisti della vicenda- aggiunge Marrazzo- hanno contattato il servizio ‘Gay help linè (numero verde 800.713.713) per chiedere supporto dichiarando che gli aggressori li avrebbero minacciati con i caschi delle proprie moto». I due ragazzi, secondo quantop afferma il portavoce di Gay Center, sarebbero riusciti a mettersi in salvo grazie all’arrivo di una autobus di linea che i trentenni hanno letteralmente fermato durante la corsa. «Sono saliti a bordo grazie alla tempestività dell’autista – continua Marrazzo- lasciandosi così alle loro spalle il gruppo di aggressori. A pochi giorni da un altro analogo tentativo di aggressione, non possiamo non manifestare tutta la nostra preoccupazione per questo nuovo episodio che, per fortuna, non è sfociato in vera e propria violenza. Si tratta, però, stando al racconto dei due ragazzi, di un episodio intimidatorio inquietante».

LEGAME CON ALTRE AGGRESSIONI? – «Verso queste vicende- conclude Marrazzo- è necessaria grande attenzione unendo misure sulla sicurezza a una vasta operazione culturale. Va capito, in particolare, se tra gli episodi dei giorni scorsi ci sia un qualche legame e se si tratti di singoli esaltati violenti o di gruppi organizzati. Insieme alle altre associazioni gay siamo in prima linea per esaminare i fatti e per costruire un’alleanza su questo tema con le varie forze sociali e le istituzioni».”

Fonte: CORRIERE

Maddalena, 17 agosto 2011: Coppia gay minacciata a Maddalena

“Maddalena, 17 agosto 2011 – Un’aggressione verbale a Maddalena trasforma il Ferragosto di una coppia gay in una giornata orribile. A denunciare il grave episodio, l’Arcigay Brescia in una nota. Una coppia di omosessuali è stata vittima lo scorso 15 agosto di una prolungata aggressione verbale da parte di un uomo.
Mentre i due ragazzi erano abbracciati sul prato a Maddalena, come tante altre coppie nello stesso luogo, l’uomo si sarebbe avvicinato invitandoli ad andare nel bosco a fare quelle cose, perchè lì vi erano famiglie e bambini.

Quando uno dei due ragazzi ha cercato di far ragionare l’interlocutore, questo avrebbe iniziato ad urlare, insultandoli e minacciando la coppia di cacciarla a calci. I due ragazzi, comprendendo che la situazione poteva degenerare, se ne sono andati. Secondo l’Arcigay “potrebbe sembrare un atto non particolarmente grave, non essendovi stata alcuna violenza fisica, anche se le minacce di violenza ci sono state e forse sarebbe finita peggio se i due ragazzi a un certo punto non avessero desistito. Chi riuscisse a mettersi nei panni dei due poveri ragazzi, comprenderebbe che un’aggressione verbale simile non fa meno male della violenza fisica”. ”

Fonte: CORRIERE

 
Stampa 23 maggio 2011 “La pedofilia? Un orientamento sessuale come l’omosessualità”

“Lo afferma Luisa Santolini, parlamentare UdC, durante la discussione in aula del Ddl Concia.
Perchè una legge per punire chi discrimina gli omosessuali? L’omosessualità è un “orientamento sessuale” come tanti altri: c’è chi è gay, poi c’è chi è etero, e poi c’è chi è pedofilo… L’equiparazione fra pedofilia ed omosessualità non è stata pronunciata da qualche buontempone, ma da un deputato della Repubblica proprio nell’aula di Montecitorio, sollevando un vespaio di polemiche da parte di Paola Concia, promotrice del Ddl attualmente in discussione.

UGUALI UGUALI – A pronunciare le parole, invero pesanti e forse poco ponderate, l’esponente dell’UdC Luisa Santolini, che finisce immancabilmente sulle agenzie di stampa. ‘

Il mio orientamento sessuale e’ l’eterosessualita’, ma c’e’ ne sono anche altri, come l’omosessualita’ e la pedofilia’. Lo ha detto la parlamentare dell’Udc, Luisa Santolini, intervenendo in Aula durante la discussione generale sul testo di legge contro l’omofobia. L’affermazione dell’esponente centrista ha fatto andare su tutte le furie la prima firmataria del provvedimento e relatrice di minoranza Paola Concia. ‘La pedofilia e’ una malattia – ricorda il deputato – non certo un orientamento sessuale…’.

Insomma, il grimaldello è chiaro: se l’omosessualità è un orientamento sessuale come tanti, non serve una legge “scudo” che protegga gli omosessuali in maniera particolare. Solo che il riferimento alla pedofilia rovina un po’ il quadretto che la Santolini aveva tentato di dipingere.”

Fonte: GIORNALETTISMO

Palermo, 22 maggio 2011: Aggressione in piazza durante il Gay pride

“A denunciarlo è l’Arcigay che parla di un’aggressione a danno della segretaria dell’associazione e di due volontarie. Al vaglio alcune foto per identificare gli aggressori

Aggressione in piazza durante il Gay pride Una manifestante del Palermo pride

“Un episodio di violenta discriminazione” in piazza Castelnuovo ieri durante il Palermo Pride, è stato denunciato dall’Arcigay Palermo. All’arrivo in piazza, due volontarie e la segretaria di Arcigay Palermo, Giulia Alagna, mentre stavano smontando il carro dalle decorazioni, hanno raccontato di essere state assalite da un gruppo di circa venti persone, uomini e donne, che le hanno apostrofate, palpeggiate, e hanno lanciato loro una bottiglia di birra e le hanno inseguite fino a via Ruggero Settimo. Il grosso dei partecipanti erano ancora fuori dalla piazza, gli organizzatori erano impegnati vicino al palco, la polizia era lontana e le tre ragazze sono rimaste isolate in balia degli aggressori omofobi.

L’associazione valuterà, insieme con il coordinamento Palermo pride e con le volontarie coinvolte, se procedere a una denuncia verso gli aggressori, che potrebbero anche essere stati inquadrati nelle foto scattate dai partecipanti al pride. “Il bilancio complessivo del Pride – dice una nota dell’Arcigay – resta comunque grandemente positivo: pochi imbecilli non sono riusciti a rovinare una giornata di festa e di celebrazione delle libertà civili e dei diritti umani”. ”

Fonte: REPUBBLICA

Roma, 22 aprile 2011: Insulti anti-gay a Concia e alla compagna

“«Questa è una cosa che fa male al cuore…» Paola e Ricarda sono ancora scosse, il giorno dopo l’aggressione. Paola Concia è deputata del Pd e Ricarda Trautman, la sua compagna, fa la psicologa a Francoforte. Mercoledì sera sono state insultate in pieno centro a Roma, a due passi da Montecitorio, mentre si tenevano permano. Stavano per salire in auto e andavano al concerto di Patty Smith e Carmen Consoli, quando un uomo le ha apostrofate: «Lesbiche di merda, ai forni crematori vi devono mandare, non me ne frega se sei deputata… fate schifo». Concia l’ha raccontato lei stessa sul sito Facebook. Ha reagito, non è tipo che se le tiene. Le persone guardavano. «Indifferenti», sottolinea Concia. O addirittura arrabbiandosi, quando l’hanno vista controbattere. «Che cosa siamo diventati?», si chiede. Spiega poi di avere chiesto scusa a Ricarda, che le ha risposto: «E allora io, tedesca, quante volte dovrò ancora chiedervi scusa?». Sensibilità reciproca. Ma il clima italiano vede crescere intolleranza e omofobia. Sono arrivate ieri solidarietà a valanga. «Grazie – afferma Concia – però ci vuole un gesto, basta solidarietà generica, approviamo la legge contro l’omofobia». Che peraltro è una proposta di Paola. Il Guardasigilli Alfano ne conosce il dispositivo: prevede l’aggravante per omofobia e transfobia e non si capisce perché non abbia il via libera.

Ricarda ammette: «Sì mi sono spaventata. Potrebbe certo succedere anche in Germania ma non resterebbe impunito, ci sarebbero delle conseguenze. Manca in Italia la politica che metta un freno, c’è una politica omofoba». Su Facebook scorrono decine e decine di commenti solidali. Il mondo politico, in modo bipartisan, e delle istituzioni condanna. Il presidente del Senato, Renato Schifani parla di «vile e volgare intolleranza che va condannata con fermezza». Gianfranco Fini esprime la solidarietà personale e della Camera dei deputati per «l’increscioso episodio di omofobia e intolleranza». I Democratici – il segretario Bersani, la presidente Bindi e i capigruppo Franceschini e Finocchiaro – telefonano, inviano messaggi. «Cara Paola tutta la mia solidarietà per l’incredibile aggressione…- le scrive Bersani – la brutta vicenda conferma la necessità di una battaglia culturale nel paese e l’approvazione della legge contro l’omofobia». Anche il fronte cattolico – che ha sempre messo i bastoni tra le ruote a qualsiasi tentativo di riconoscimento delle copie gay-partecipa allo sdegno. Pier Ferdinando Casini, il leader dell’Udc, afferma: «Le mie opinioni sono antitetiche a quelle dell’onorevole Concia ma esprimo a Paola la mia totale e incondizionata solidarietà per un episodio che ritengo barbaro e incivile». Di Pietro s’indigna. «Il ministro Alfano la giudica «una aggressione indegna, che non rappresenta il clima del paese». La cattolicissima Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute, intransigente contro le richieste omosex, esprime «solidarietà e amicizia». Non manca la condanna della Lega (Lussana) e del Pdl (Cicchitto). Flavia Perina, parlamentare finiana, propone un’inversione dell’ordine dei lavori alla Camera: prima della legge sul biotestamento, le norme anti omofobia. Concia riceve la solidarietà della ministra Carfagna. I Radicali denunciano: «I veti sul riconoscimento del diritto alimentano la violenza».”

Fonte: RADICALI

Napoli, 11 aprile 2011:  Picchiato giovane gay L’aggressione a Napoli

“Fanno più male le ferite dell’anima che i lividi. Lo choc è stato forte. Federico Esposito, segretario del comitato provinciale di Pistoia dell’Arcigay, componente del direttivo, è reduce da un bruttissimo episodio che lo ha visto vittima, sabato sera, a Napoli, di una brutale aggressione subìta insieme a un altro dirigente, Antonello Sannino, presidente dell’Arcigay di Salerno. Sono stati presi a calci all’uscita da un corso di formazione, poi a male parole e a lanci di uova da una finestre. Per Federico, che ha 24 anni e lavora al call center di Sant’Agostino, è ancora difficile comprendere come l’omofobia sia sempre in agguato. E’ lui stesso che ci racconta quei terribili momenti.

“Eravamo quaranta, da tutta Italia, inviati a Napoli per un corso di formazione dell’Arcigay. Stavamo andando via e camminavo a fianco dell’altro ragazzo. Ad un certo punto si è avvicinata una persona che così, senza motivo apparente, ha cominciato a prenderci a calci. In un primo momento non abbiamo pensato ad una aggressione omofoba. Abbiamo invece avuto paura che si trattasse di un rapinatore, aveva un brosello e abbiamo temuto che avesse un arma”. Ma il vero intento è stato subito dopo fin troppo chiaro: dalla finestra del piano di sopra sono piovute uova e male parole.

“Ci urlavano “lavatevi” — racconta Federico, addolorato, ma pacato — . E’ arrivata un’altra persona con una spranga e a quel punto siamo rientrati a corsa nella sede dell’associazione. Ci avevano visto uscire di lì ed era stato quello il motivo dell’aggressione. Poi siamo andati al pronto soccorso, ci hanno dato degli antidolorifici e poi abbiamo presentato la denuncia. Per i prossimi passi valuteremo. Siamo rimasti molto male e sono rimasti malissimo anche i ragazzi di Napoli, una città dalla mentalità aperta”.  L’aggressore è stato fermato e identificato dalla polizia. Al pronto soccorso le ferite dei due giovani sono state giudicate guaribili in sette giorni.

Moltissimi, e immediati, i messaggi di solidarietà: “Per prima — sottolinea Federico Esposito — dalla nostra presidente provinciale, Daiana Leporatti, e poi dal presidente nazionale, Patanè”. “Continueremo il lavoro di difficile promozione dei diritti degli omosessuali —ha fatto poi sapere Paolo Patanè —. Ringraziamo le forze dell’ordine per la prontezza dell’intervento e per la sensibilità dimostrata con gli aggrediti”. Esposito è impegnato nell’Arcigay da due anni: “La strada è lunga — ha commentato infine ieri sera —, ma sono molto fiducioso, tante cose si stanno muovendo”.”

Fonte: LANAZIONE

Milano, 13 febbraio 2011: Insulta e aggredisce coppia gay Indagato minorenne

“Ha insultato e aggredito ferendo lievemente una coppia di gay mentre camminavano mano nella mano in una zona sud di Milano. Per questo un ecuadoregno di 16 anni è stato bloccato dalla polizia ed indagato a piede libero per lesioni aggravate.

L’aggressione è avvenuta quasi all’alba di questa mattina in via Carlo de Angeli, all’angolo con via Ripamonti. Poco prima delle sei un italiano di 31 anni e il suo compagno sono stati presi a male parole dal ragazzo che ha incrociato il loro cammino: “Andate via brutti fr..”, ha gridato il minorenne il quale ha poi sferrato un pugno sul volto di uno dei due uomini e ha tentato di aggredire l’altro con un coccio di bottiglia recuperato rovesciando e rovistando in un bidone dell’immondizia poco distante.. Il 31enne si è però difeso ed è rimasto lievemente ferito a una mano.

Subito è stata chiamata la polizia che ha fermato l’immigrato, G.F., poi denunciato. I due invece sono andati all’ospedale San Paolo per le medicazioni.”

Fonte: ILIGIORNO

Stampa 26 gennaio 2011 Mario Adinolfi e il commento omofobo su Alfonso Signorini

“Se il social network Facebook spesso si rivela un mezzo utile, accade che a volte il suo essere informale e luogo di incontro vastissimo, seppur virtuale, diventi un grande problema. Solo qualche giorno fa proprio grazie a Facebook il giornalista, blogger, ed ex candidato alle primarie del Pd, Mario Adinolfi aveva denunciato l’aggressione subita e ottenuto in cambio affettuose parole di solidarietà. Adesso un commento espresso con troppa leggerezza ha scatenato il putiferio.

Se Adinolfi si è più volte posto quale paladino contro le discriminazioni, questa volta si è trasformato da vittima a carnefice. E il popolo di Facebook, ma non solo, non gliel’ha perdonata. C’è chi, anche, ha chiesto la sua espulsione dal Pd.

Ma di cosa stiamo parlando? Domenica discutendo dei saldi con gli utenti sulla sua pagina Facebook, nel rispondere ad un utente che gli aveva detto ‘stai attento che non ti becchi Signorini…’ Adinolfi ha scritto in tono romanesco: ‘Me fa ‘na p… a due mani quel fr…etto’. L’ex candidato alle primarie del Pd ha poi aggiunto, scherzando: ‘Ho anche dialogato amichevolmente con i servetti gay su maculati, leopardati e affini’. Il giornalista voleva solo fare qualche battuta, ma le associazioni gay non l’hanno presa in questo modo.

Aurelio Mancuso, presidente dell’associazione ‘Equality Italia’, ha detto: ‘Adinolfi eviti di usare un linguaggio omofobo e chieda scusa’. Aggiungendo: ‘Trovo insopportabile che giornalisti e commentatori si lascino andare a questo linguaggio da caserma. Conoscendo bene il linguaggio della comunicazione e, quindi, il peso delle parole, devono sapere il messaggio che viene veicolato da certi termini spregiativi’.

Mancuso ha poi aggiunto: ‘Mi viene da domandare ad Adinolfi se non abbia un po’ imparato la lezione, quando qualche tempo è stato aggredito al grido di ‘brutto grassone’. Così come quella è stata una violenza fisica e morale, anche lui dovrebbe essere più cauto nel dileggiare i cosiddetti ‘frocetti’. Questi sono i linguaggi da evitare. Se qualcuno per strada urla qualche termine del genere io lo riprendo, a prescindere. Figuriamoci se a farlo è una persona pubblica, che frequenta anche le trasmissioni televisive. Non sono un fan del politically correct, ma bisogna fare attenzione a queste cadute. Continui pure a parlare in romanesco, ma lo faccia senza offendere le persone’.

Sulla vicenda è intervenuto anche Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay. ‘Siamo chiaramente in un contesto scherzoso e sono certo che Adinolfi non è una persona omofoba – ha detto Patanè – Quello che, però, emerge da questi commenti, è che spesso gli atteggiamenti omofobi e discriminatori sono involontari. Questi comportamenti devono farci riflettere, perché sono segnali di un’abitudine a voler fare dei gay degli oggetti di scherno. Non voglio drammatizzare il contesto. Penso che il suo comportamento, però, racconti di una incapacità di valutare che certe affermazioni possono anche ferire. Una cosa del genere la troveremmo, per fortuna, insopportabile se detta nei confronti di un ebreo e di una persona di colore. Ma dobbiamo interrogarci perché continua ad avvenire con i gay. Il rispetto deve diventare automatico’.

Come si legge sul quotidiano La Repubblica, Imma Battaglia, presidente di DìGayProject, ha affermato: ‘Siamo circondati, a ogni livello, dalla volgarità. Sono anni che lotto perché questo linguaggio la smetta di riprendere gli stessi stereotipi contro i gay. E’ un segno che non siamo andati avanti, a livello culturale. Il salto ci sarà, quando si potrà criticare Signorini in quanto giornalista, e non perché omosessuale. L’affettività delle persone non deve diventare un elemento per criticare le persone. L’omofobia, in questo Paese, non è stata ancora risolta, a prescindere dalle appartenenze politiche’. E Paola Concia, deputata del Pd, ha detto: ‘Proprio perché Adinolfi dice di essere vittima di discriminazione, in quanto persona obesa, dovrebbe sapere, avendo in teoria una cultura democratica, cosa significhi essere vittime di pregiudizi e del disprezzo altrui. Sicuramente può non stimare Signorini, questi son fatti suoi. Ma utilizzando quell’aggettivo omofobo, dimostra di disprezzare un’intera categoria di cittadini. Purtroppo viviamo in un Paese in cui ci siamo dimenticati i fondamentali per il rispetto delle persone’.

Dal canto suo Adinolfi si è così difeso: ‘Sono battute che capita di fare su Facebook. Era un momento in cui ero particolarmente arrabbiato con Signorini, per il ruolo che sta svolgendo in questo periodo, e un’invettiva contro di lui avevo tutta la voglia di farla’. E ha poi aggiunto: ‘Sono oltre ogni possibile sospetto di discriminazione, anche perché, ogni giorno, la subisco sulla mia pelle, in quanto persona obesa’.

In un post scritto ieri sulla sua pagina Facebook il giornalista ha scritto: ‘Ho detto ‘frocetto’ ad Alfonso Signorini ed è successo un putiferio perché l’avrei discriminato…a sollevare il putiferio è Repubblica, figuriamoci come ci sguazzeranno i giornali di destra…e io ripeto l’invettiva, magari servirà a far ragionare sul potere enorme che detiene il Grande Architetto del berlusconismo……contro i potenti, si può essere volgari: non si discrimina, si inveisce e rivendico l’invettiva’. Tanti i commenti. Così qualche ora più tardi Adinolfi, scrivendo un nuovo post, ha detto: ‘Vabbè, famo così, scusa signorini, non vorrei che ti sentissi discriminato, già fai ‘na vita dura…’. E nell’ultimo post del giornalista si legge: ‘Una Cristina Alicata cerca 5 minuti di visibilità chiedendo la mia espulsione dal Pd per omofobia reiterata, mostrando come prova della reiterazione il mio no al matrimonio e all’adozione per i gay: faccio sommessamente notare che la linea del Pd è identica alla mia (chiedere a Bersani se è favorevole al matrimonio gay,… per conferma), ma mi piacerebbe subire un bel processo staliniano di espulsione per reato d’opinione’.”

Fonte: POLITICAEXCITE