Dossier 2010
Torino 27 febbraio 2010 Chiamparino alle nozze gay simboliche È polemica. Il Pdl: «Irresponsabile»
Il sindaco partecipa al matrimonio tra due donne. «Siete cittadine di serie A, come tutti noi»
Ha partecipato commosso al matrimonio simbolico tra due lesbiche, in un locale di Torino, la Rotonda del Valentino, il sindaco del capoluogo piemontese Sergio Chiamparino. Le due donne, Antonella D’Annibale e Debora Galbiati Ventrella, conviventi da nove anni che si sono promesse amore eterno, si erano rivolte al primo cittadino nei mesi scorsi con il desiderio di istituzionalizzare il loro amore. «Non posso sposarvi perché la legge italiana non lo consente – ha detto loro Chiamparino – ma ho voluto presenziare questa bella cerimonia augurandomi che la mia presenza possa servire a far dire a tutti che siete cittadini di serie A, come tutti noi». «Vi ringrazio – ha aggiunto – per aver capito subito che questa cerimonia non poteva svolgersi in un luogo istituzionale, perché nelle istituzioni devono avvenire atti legali. Se cambiano le leggi anche le istituzioni cambiano». Ovviamente senza la fascia tricolore, il sindaco ha ancora detto: «Sono qui per mettere un sigillo simbolico su questa unione. Questo è un momento che manda un messaggio forte di felicità e di sofferenza. Di felicità perché è evidente che vi amate tanto, di sofferenza perché non vi è possibile riconoscere pienamente questo vostro amore».
LE POLEMICHE – Poi è cominciata la festa. Ma la scelta di Chiamparino di essere presente all’unione simbolica e “benedire” in qualche modo le nozze ha suscitato non poche polemiche. Se da una parte, infatti, il Partito democratico, con Roberta Agostini, della segreteria dei democratici, ha elogiato il primo cittadino («Credo sia importante che si torni a discutere la questione delle unioni civili per garantire uguaglianza di diritti, da quelli di assistenza a quelli di successione, a tutti i cittadini»), d’altro canto il Pdl ha attaccato duramente il sindaco di Torino. «È irresponsabile che un uomo delle istituzioni come il sindaco Chiamparino celebri l’unione tra due donne lesbiche quando l’atto non avrà un valore formale, ma solamente propagandistico. Un tema così delicato come quello dei diritti-doveri nelle coppie di fatto, soprattutto se omosessuali, andrebbe affrontato con serietà, sobrietà, equilibrio» ha detto Agostino Ghiglia, parlamentare Pdl.
PRESIDIO DI FORZA NUOVA – Fuori dal ristorante la Rotonda al Valentino di Torino, dove si è svolto il matrimonio simbolico alla presenza di Chiamparino, che ha voluto esserci proprio per dare alla loro unione «il sigillo» che la legge non consente di dare, è stato organizzato un presidio di Forza Nuova, al quale ha partecipato una decina di militanti di estrema destra. Con uno striscione recante la scritta: «Più figli, meno omosessuali». Il gruppetto è stato tenuto a distanza, al di là di corso Massimo D’Azeglio da forze dell’ ordine, ma anche da una sorta di servizio d’ordine preorganizzato dalle associazioni gay torinesi.
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Lodi 25 febbraio 2010 Mozione anti-omofobia Pdl choc: «La violenza se la vanno a cercare»
Il provvedimento più importante approvato ieri in consiglio è stata la modifica del regolamento di contabilità che, dicono l’assessore Cristiano Devecchi e il presidente Foroni, porterà ad una «semplificazione», riducendo, fra l’altro, «del 30% le determine». Dopo una lunga discussione, si è poi raggiunta l’unanimità. Toni tutt’altro che civili invece nella discussione della mozione di Giulia Acquistapace (passata all’unanimità) che impegna giunta e consiglio a esprimere solidarietà alle vittime dell’omofobia e a chiedere alla Camera una legge in materia. Pur stigmatizzando la violenza, Domenico Monti ha detto che, in fondo, «queste persone spesso se la vanno a cercare». Emanuele Arensi, ha aggiunto che ciò accade quando gli omosessuali «si danno al pubblico con forme circensi, ostentate, che spesso l’intera categoria respinge» perché in fondo «l’omosessualità è contro natura». Repliche di Soldati e Canova: «Così si arriva a dire che anche istriani o ebrei se la sono cercata».
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Fermo 24 febbraio 2010 “Dacci 50mila euro e tuo figlio diventerà eterosessuale”
Si spacciavano per maestri di discipline orientali, ma in realtà erano i capi di una setta che truffava persone deboli e bisognose di aiuto. Tra le molteplici vittime anche una famiglia di Fermo, che si era rivolta a loro per risolvere i problemi del figlio 18enne omosessuale. Il padre, nel tentativo di aiutare il figlio, ha versato loro 50 mila euro. A raccontare la terribile odissea è il genitore stesso, un imprenditore di 49 anni – C.A. le sue iniziali – che si è accorto di essere stato truffato solo dopo mesi di frequentazione delle setta. «Tutto è iniziato racconta C.A. quando un conoscente mi ha parlato di questo gruppo che, attraverso metodi alternativi, risolveva gravi problemi di salute, come tumori, Aids, infertilità. La stessa persona, che conosceva il problema di mio figlio, mi ha raccontato di un giovane omosessuale che era diventato etero’ dopo aver preso parte all’attività del gruppo. La sua storia era stata ripresa anche dal cantante Povia che aveva scritto, ispirandosi a lui, la canzone presentata a Sanremo, intitolata Luca era gay’. E’ così che sono entrato i contatto con queste persone che organizzavano in tutta Italia numerosi seminari a pagamento per diffondere le loro filosofie». Solo più tardi l’imprenditore fermano avrebbe scoperto che si trattava di una vera e propria setta con circa 10.000 adepti e che, per partecipare ai loro seminari, bisognava pagare profumatamente. «Il costo minimo si aggirava sui 260 euro – spiega C.A. – e arrivava, man mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Il capo carismatico del gruppo mi disse che il caso di mio figlio era molto complesso e mi chiese 50mila euro. Versai la somma e, senza lontanamente immaginarlo, misi il mio ragazzo nelle mani di una setta senza scrupoli, che lo ha sottoposto alle umiliazioni più assurde, facendogli credere di aver subito una violenza sessuale da piccolo». Sulla vicenda la Procura della Repubblica di Bari ha aperto un’inchiesta, per la quale sono state rinviate a giudizio 11 persone per associazione a delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza.
Fabio Castori
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Web 22 febbraio 2010 FB, in mille chiedono il reato di omosessualità
Sono circa mille gli iscritti a un nuovo gruppo che suscita l’indignazione di molti utenti Facebook. “Reintroduzione del reato di omosessualità” è il nome dato alla pagina che incita all’odio contro i gay, le lesbiche e i transgender. “I rapporti tra persone dello stesso sesso sono illegali in quasi 90 paesi nel mondo e, in alcuni, sono puniti con la pena di morte – si legge nella presentazione del gruppo – in altri (una cinquantina) l’omosessualità è punita col carcere. Fino a 5 anni fa era considerata reato, ed era dunque punita, anche in 13 stati Usa. Noi ci diciamo contrari alla pena di morte ma, essendo il matrimonio ed i rapporti fra due persone di sesso diverso, la forma fondamentale originaria della vita sociale, ci battiamo perché venga reintrodotto il reato di omosessualità”. Un pensiero che trova il supporto dei membri (non tutti, alcuni si iscrivono, paradossalmente, per dissociarsene sulla bacheca). “Non è vero che sono persone dolci” scrive una ragazza. La vostra anima è immonda, puzzate di carogna piena di pus – insulta un altro utente – Auguro a voi disgrazie a tutto spiano”. C’è anche chi dice che, anche se il reato di omosessualità fosse reintrodotto, “potranno continuare a farlo di nascosto, come si fa con le canne e la cocaina, ma almeno ci libereranno dal disgustoso spettacolo delle effusioni che usano scambiarsi in pubblico”. Un delirio omofobo che ha portato alla creazione di un gruppo per segnalarlo e farlo chiudere. Il nuovo scandalo targato Facebook si aggiunge ai recenti casi scoppiati con i gruppi contro gli animali e i bambini down. Per “l’altra faccia” del social network è il momento di mobilitarsi contro l’omofobia.
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Monza 22 febbraio 2010 Rapinano un trans: arrestati tre giovani bulgari
Tre bulgari, due 22enni e un 25enne, sono stati arrestati la scorsa notte dai carabinieri del nucleo radiomobile della Compagnia di Monza per aver rapinato un trans in via Salvadori a Monza. Una pattuglia, intorno alle 3.30, ha notato un uomo che trascinava con estrema violenza un transessuale verso una macchina, una Bmw, parcheggiata a lato della strada. I militari hanno subito cercato di raggiungere l’aggressore, fuggito insieme a due complici sull’auto. I tre prima di farsi bloccare dai carabinieri hanno gettato dal finestrino la borsetta che uno di loro aveva appena rapinato al trans. Dentro c’erano un cellulare e 200 euro. La fuga verso Cologno Monzese non è andata a buon fine. I bulgari sono stati bloccati.
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Magenda 19 febbraio 2010 La Lega contro la manifestazione gay
Cattivo gusto che può favorire le devianze
La manifestazione di domenica 14 febbraio non ha lasciato Magenta indifferente. E neppure la politica ha fatto passare sotto silenzio l’evento. Il primo commento, che ne ha generati altri come conseguenza, è stato quello del capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale Franco Bertarelli che in una nota diffusa giovedì 11 prima quindi dell’evento aveva fatto sapere la propria posizione di contrarietà . Una contrarietà , dice Bertarelli, non nei confronti degli omosessuali in sè, ma nei confronti dell’«americanata» portata in piazza. Anche se sono state proprio alcune espressioni usate da Bertarelli a scatenare la polemica, non ultima l’idea che un evento come quello di domenica rappresenti un rischio per gli adolescenti: «Non abbiamo mai preso posizione contro chi ha tendenze sessuali “diverse e minoritarie” – aveva detto il capogruppo del Carroccio -. Non riteniamo che gli omosessuali debbano essere discriminati e ci schieriamo contro ogni tentativo di emarginazione avanzato nei loro confronti. Potremmo anche arrivare a prendere posizione in favore di determinati diritti civili che oggi non vengono riconosciuti agli omosessuali e che due anni di Governo Prodi non sono stati in grado di garantire. Condanniamo però le chiassate all’americana del tipo del “Gay-Pride”: non riteniamo che ci sia alcun motivo di orgoglio nelle devianze sessuali che il buon gusto, l’educazione, la sensibilità e l’intelligenza vorrebbe fossero vissute con maggiore discrezione e senso del pudore. Queste manifestazioni sostanzialmente di cattivo gusto, anche se fatte in periodo di carnevalate, non giovano a nessuno. Ai promotori perchè allontanano la gente “normale” dalla voglia di trovare una soluzione legislativa ai problemi irrisolti degli omosessuali e agli spettatori perchè la vivono nella migliore delle ipotesi come una buffonata e nella peggiore come un’inutile provocazione. Sono inoltre pericolose nei confronti degli adolescenti “a rischio” e possono favorire devianze che non giovano certo alla felicità e alla serenità di un’esistenza che ha, comunque la si voglia guardare, qualcosa di distorto. Chi scrive queste righe non è cristiano, è un laico dichiarato, ma vive in un paese a larga maggioranza cattolica ed allo spirito cristiano ha in larga misura uniformato atti e pensieri. La religione cattolica condanna l’omosessualità . Non siamo ben lungi dall’arrivare a tanto, ma siamo convinti che una posizione più defilata e rispettosa del buon senso comune gioverebbe a tutti».
Franco Bertarelli
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Forlì 18 febbraio 2010 Un incontro sessuale finito con pugni, calci e… arresti
Tre giovani rumeni erano soliti prostituirsi nella zona della stazione di Forlì: hanno rapinato brutalmente un 45enne forlivese, loro cliente, ma poi sono stati fermati
Un incontro sessuale è finito a pugni, calci e…tre arresti. Tre giovani rumeni, V. B. M., 18 anni, D. S. A., 26 anni, e A. C. P., 19 anni, senza fissa dimora, sono finiti in manette per rapina e lesioni aggravate in quanto sono ritenuti gli autori dell’aggressione e della rapina commessa lo scorso 15 gennaio, ai danni di un forlivese di 45 anni, solito frequentare la zona adiacente la stazione ferroviaria, noto luogo di incontri omosessuali.
E proprio in occasione di uno di questi incontri il forlivese ha agganciato il più giovane dei tre stranieri, accordandosi con il ragazzo per una prestazione da consumarsi in aperta campagna. Giunti sul luogo stabilito con l’auto del 45enne, però, il giovane rumeno ha colpito con un pugno il volto del forlivese intimandogli di consegnare denaro e telefonino. L’italiano ha cercato di fuggire a piedi, ma è stato ben presto bloccato altri due rumeni che, a bordo di un’altra vettura, avevano seguito la sua auto.
Così il 45enne forlivese è stato brutalmente picchiato dai tre e costretto a consegnare il denaro, 300 euro, e il cellulare.
Dopo la denuncia della vittima, sono scattate le indagini dei carabinieri che hanno notato e fermato due dei tre rumeni, sempre nei paraggi della stazione ferroviaria, pochi giorni dopo la rapina. Il forlivese ha poi riconosciuto il più giovane fra i suoi aggressori che, dopo un interrogatorio fiume, ha raccontato tutto, affermando di essere solito prostituirsi, con gli altri due connazionali, a Forlì ed Ancona.
Proprio in provincia di Ancona, a Ostra, è stato arrestato il terzo balordo, di 19 anni. Le indagini dei carabinieri continuano tuttora perché, viste le modalità professionali adottate durante la rapina, c’è il sospetto che i tre possano essere gli autori di altri episodi simili, non denunciati visto il contesto particolare.
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Bologna 13 febbraio 2010 Mons. Caffarra: “Devastante paragonare le unioni gay al matrimonio”
È la riflessione contenuta nella nota dottrinale del Cardinale di Bologna, dedicata a matrimonio e unioni omosessuali, rivolta ai fedeli ma anche a tutti coloro che si pongono davanti al tema senza pregiudizi, diffusa alla vigila della festività di San Valentino
L’equiparazione tra matrimonio e unioni civili avrebbe «dapprima nell’ordinamento giuridico e poi nell’ethos del nostro popolo, una conseguenza che non esito definire devastante». È la riflessione contenuta nella nota dottrinale del Cardinale di Bologna Carlo Caffarra, dedicata a matrimonio e unioni omosessuali, rivolta ai fedeli ma anche a tutti coloro che si pongono davanti al tema senza pregiudizi, diffusa alla vigila della festività di San Valentino per ribadire il valore del matrimonio «entrato in crisi nel senso che di esso non si ha più la stima adeguata alla misura della sua preziosità».
«Se l’unione omosessuale fosse equiparata al matrimonio – spiega Caffarra – questo sarebbe degradato ad essere uno dei modi possibili di sposarsi, indicando che per lo Stato è indifferente che l’uno faccia una scelta piuttosto che l’altra. Detto in altri termini – prosegue il Cardinale – l’equiparazione obiettivamente significherebbe che il legame della sessualità al compito procreativo ed educativo, è un fatto che non interessa lo Stato, poichè esso non ha rilevanza per il bene comune. E con ciò – sottolinea Caffarra – crollerebbe uno dei pilastri dei nostri ordinamenti giuridici: il matrimonio come bene pubblico. Un pilastro già riconosciuto non solo dalla nostra Costituzione, ma anche dagli ordinamenti giuridici precedenti, ivi compresi quelli così fieramente anticlericali dello Stato sabaudo».
Il Cardinale, nel concludere la nota dottrinale, invita alla coerenza sul tema soprattutto i credenti che hanno responsabilità pubbliche, definendo un atto «pubblicamente e gravemente immorale» un eventuale voto in Parlamento sulla equiparazione. «È impossibile ritenersi cattolici – conclude Caffarra – se in un modo o nell’altro si riconosce il diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso».
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Web 12 febbraio 2010 Lettera a “La voce di Venezia”: i gay vanno curati
Un lettore di “La voce di Venezia” esprime la sua informata opinione sull’omosessualità maschile… delle lesbiche non è dato sapere.
La lettera:
Nuova frontiera dell’omosessualita’: sbagliate battaglie per orgoglio gay?
Nell’odierno panorama culturale, l’omosessualità maschile, sdoganata dall’area dei tabù, ammicca dai cartelloni pubblicitari e dagli spot televisivi, viene gridata nei gay pride e in qualunque programma televisivo, ma viene sottaciuta nella sua dimensione di sofferenza individuale.
E’ nota la crisi dell’identità maschile e la crescente incertezza della definizione di “genere sessuale”, ma prevale lo stereotipo politically correct per cui bisogna vivere e accettare serenamente il proprio essere gay. Il malessere legato alla percezione della propria omosessualità è poco riconosciuto e considerato non tanto una drammatica incognita interiore, ma il risultato di una chiusura moralistica-religiosa della società.
Chi si prodiga a difendere i “diritti” degli omosessuali, in realtà opera verso loro una spregiudicata azione di indifferenza e cinismo, mascherata sotto le mentite spoglie della comprensione e della solidarietà. Favorire o assecondare lo stato di omosessualità, non equivale certo a far del bene ai “diversamente orientati” , a meno che si abbia voglia di scherzare, raccontando la favoletta che l’amore sterile tra gay generi alcunchè di buono. Se veramente si avessero a cuore gli omosessuali dovremmo indicare vie e soluzioni meno ipocrite.
Alcune risposte stanno arrivando dalla psicologia cosiddetta “ricostitutiva”, basata sugli studi empirici della identità sessuale. Autorevoli psicologi che da anni lavorano in questo campo possono documentare numerose “guarigioni” di persone gay che hanno iniziato una terapia psicanalitica seria, e sono completamente usciti dal tunnel di una personalità incompiuta (vera radice dell’omosessualità).
Certo, per gli omosessuali il primo passo da fare sarà gettare alle ortiche le bandiere ideologiche dell’orgoglio gay e riconoscere umilmente e senza complessi il proprio bisogno d’aiuto.
La società invece, dovrebbe avere il coraggio di infrangere il luogo comune imposto dai media, secondo cui bisognerebbe arrendersi al fatto che omosessuali si nasce. Il problema dell’omosessualità non si affronta, ne’ demonizzando, ne’ assecondando, ma tentando il recupero, liberamente e senza costrizioni.
Gianni Toffali Verona
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Forlì 11 febbraio 2010 Omofobia, Pdl: “I transgender sono malati”. Bagarre a Forlì
Le frasi del capogruppo Pdl Angelo Sampieri, che ha definito “malati” transessuali e transgender, scatenano la bagarre nel consiglio comunale di Forlì. E’ successo tutto l’altra sera durante la discussione di un ordine del giorno contro l’omofobia. Per il capogruppo dell’Italia dei Valori, Tommaso Montebello, ce n’è abbastanza per parlare di “opposizione retrograda e oltranzista”. Sampieri ha parlato effettivamente di “malattia”, limitatamente però ai transgender, chiedendo la separazione di questo argomento dal tema dell’omosessualità. “Il problema della transfobia e dei transgender è una malattia”, ha detto in consiglio Sampieri. “E’ un problema di natura medica, non di inclinazioni sessuali. Il problema sta nella psiche, che non ha corrispondenza col corpo, e che si è cercato di curare, sbagliando, agendo sulla psiche, mentre ora si agisce sul corpo”.
Montebello non attribuisce però al Pdl un ragionamento così circoscritto, e coinvolge nella bagarre, oltre a Samperi, il coordinatore del centrodestra Alessandro Rondoni. “Ciò che più mi ha lasciato basito sono stati gli interventi dei due, che hanno manifestato profonda preoccupazione, sostenendo che iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica avrebbero potuto in qualche modo trasformare gli eterosessuali in omosessuali”. Ma “l’omosessualità non è una malattia”, tuona Montebello.
Da parte sua, il coordinatore del centrodestra, Alessandro Rondoni, specifica di voler solo ribadire quanto già espresso nel dibattito in Consiglio: “In quell’occasione ho spiegato che nel documento della maggioranza si discriminava l’uomo e la donna mettendoli sul piano delle inclinazioni sessuali, mentre per la natura c’è l’uomo e la donna, poi ognuno è liberissimo nelle inclinazioni sessuali che preferisce”. Rondoni, infine, si dice amareggiato, perché “avevo chiesto un rinvio per poter limare certe espressioni ed arrivare ad un voto condiviso, ma ci è stato rifiutato. Lo avevo chiesto anche cogliendo un certo imbarazzo degli amici dell’ex Margherita”.
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Udine 09 febbraio 2010 Blitz anti-gay a Udine, insulti a sindaco e assessore
Cresce in città il clima di intolleranza. Scritte firmate con svastiche e celtiche nel parco del Cormôr e sui muri della basilica delle Grazie. Il Comune ha deciso di sporgere denuncia, indagini della Digos
Escalation dell’omofobia, tensione in città. Dopo l’aggressione verbale di sabato in centro ai danni dell’ assessore comunale Enrico Pizza, ieri sono state scoperte scritte anti gay (nel mirino sempre Pizza) e contro il sindaco Honsell al parco del Cormôr e sui muri della basilica delle Grazie. Svastiche e apologia del fascismo la “firma” degli autori.
Se il Comune ha immediatamente deciso di sporgere denuncia contro ignoti e ha provveduto a far coprire le frasi offensive scritte in stampatello con lo spray nero, gli episodi, ormai reiterati, hanno scosso il mondo degli omosessuali. Anche lo stesso Pizza, gay dichiarato finito al centro delle “attenzioni” degli estremisti di destra, si dice «preoccupato». E non mancano le reazioni della politica. Alla solidarietà del centro-sinistra, già manifestata domenica, ieri si è aggiunta quella dell’Udc e del Pdl. Tace la Lega, mentre la Rosa Bianca di Marco Belviso va controcorrente e attacca l’assessore invitandolo ad astenersi «dal solito comizio elettorale».
Le scritte al parco. Sono state realizzate tra le 20.30 e le 22.30 di domenica, quando era già calata la sera e tra i vialetti non c’e ra già più nessuno. Il cognome del sindaco storpiato, insulti ripetuti a Pizza e ai gay. Svastiche naziste e simboli ad “ accompagnare” gli epiteti. Imbrattate le pareti esterni del chiosco e di alcuni gazebo, nell’area ristoro e intrattenimento. E’ stato Fabio Ciprian, presidente della Cooperativa “Orizzonte” che gestisce il parco, ad avvertire le forze dell’ordine. Ieri le scritte sono state coperte dai vigili urbani con degli striscioni pubblicitari, in attesa di essere cancellate.
Deturpata la basilica di piazza Primo maggio. Il secondo, grave, episodio in poche ore è stato reso noto nel pomeriggio. Una scritta offensiva, ripetuta più volte, contro l’assessore Pizza è stata tracciata sul muro della basilica delle Grazie di Udine, una delle chiese più importanti della città. Le frasi, dello stesso tenore di quelle del parco del Cormôr, sono state scoperte dal priore della basilica, padre Cristiano, che ha informato personalmente l’a mministrazione comunale. Come per le ingiurie trovate al parco la polizia municipale ha fatto rilievi, anche fotografici, e ha segnalato l’episodio alla Digos della Questura. Le indagini. Non ci sono, per il momento, novità sull’episodio dell’aggressione verbale subita dall’assessore Pizza sabato sera da un uomo sui 30 anni. Gli agenti della Digos che possono contare sulla collaborazione della polizia municipale, da ieri, hanno sul tavolo anche i fascicoli relativi alle scritte, per le quali le indagini sono appena partite. C’è da capire se le scritte omofobe al Cormôr e alle Grazie siano da ricondurre alla stessa mano o allo stesso gruppo di estrema destra.
L’allarme. Pizza e le associazioni degli omosessuali denunciano che «l’omofobia ha raggiunto un livello preoccupante che non può essere trascurato». Il sindaco Honsell “collega” i vari episodi di intolleranza: «È molto probabile – commenta – che queste scritte si colleghino all’aggressione omofoba subita da Pizza sabato sera e stavolta non vogliamo soprassedere. Episodi di intolleranza come questi devono essere condannati con fermezza e all’origine per evitare pericolose derive».
di Maurizio Cescon
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Udine 08 febbraio 2010 Gay dichiarato vittima di aggressione omofoba
Enrico Pizza, assessore alla mobilità del Comune di Udine, è stato vittima di un’aggressione verbale omofoba da parte di tre uomini, tra i quali uno dell’ estrema destra udinese. «Stavo passeggiando con il mio compagno proprio nei pressi del municipio – racconta l’assessore alla mobilità – quando un gruppo di tre uomini, tra i quali ho riconosciuto un noto esponente dell’estrema destra udinese, si è avvicinato a noi con fare minaccioso. Uno dei tre – continua a raccontare Pizza – ha iniziato ad insultarmi, rivolgendomi epiteti inequivocabili. Ho chiesto una spiegazione e l’esponente di estrema destra che conosco ha cercato in qualche modo di calmare lo scalmanato. Ma non è servito a niente.”
“Mentre ci stavamo allontanando – continua a spiegare Enrico Pizza – lo stesso individuo ha continuato a seguirci – lo ha fatto per una cinquantina di metri -, sempre con atteggiamento minaccioso. Una persona di mia conoscenza, che ha assistito all’aggressione verbale – continua Pizza – è allora intervenuta per sedare gli animi, evitando che le cose degenerassero».
«Sono molto scosso per quanto è accaduto. È la prima volta che mi succede una cosa del genere e oltretutto in pieno centro, tra tanta gente. Ma non è la prima volta che accade a Udine. Qualche mese fa un ragazzo gay è stato a sua volta offeso, minacciato e inseguito. Oggi è finita bene ma non vorrei che altri episodi del genere siano capitati ad altri che magari hanno subito in silenzio. Non voglio che fatti simili si ripetano e per questo intendo rivolgermi alla Digos della Questura di Udine».
«Segnalerò l’accaduto alle forze dell’ordine e solleciterò un loro impegno, affinché Udine sia una città più sicura per tutti».
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Web 04 febbraio 2010 GF: gruppi Facebook inneggiano alla morte di Maicol
L’omofobia causa scatenante dell’odio verso il concorrente di Rovereto
Maicol Berti, il concorrente di Rovereto all’interno della casa del Grande Fratello 10 è nell’occhio del ciclone.
Purtroppo non per la spigolosa amicizia con Giorgio, il concorrente veneziano, ma per una questione di omofobia che lo sta coinvolgendo, a sua insaputa.
Ultimamente infatti sono apparsi in rete diversi gruppi – ad oggi diverse decine – che non conoscono mezzi termini ed auspicano la morte del 22enne concorrente che non ha mai celato la propria omosessualità.
A testimonianza della simpatia riscossa dal ferrarese, chhe va al di là della propria inclinazione sessuale, basti pensare che il pubblico che segue il programma l’ha sempre annoverato tra i preferiti e i compagni d’avventura nel reality non l’hanno mai nominato per le eliminazioni.
Ma, girando in Internet, si trovano informazioni quantomeno preoccupanti. Questo uno dei “riassunti” del clima che imperversa sul web. Che accusa nemmeno troppo velatamente gli autori del programma.
Ognuno può trarre le proprie considerazioni dopo aver letto alcuni tratti della disamina di Sabe 73, uno dei più attivi nel cercare di porre all’attenzione generale la delicatissima questione denunciandone la potenziale pericolosità.
“Sono più di trenta i gruppi e fan pages Facebook che inneggiano all’odio o alla morte di Maicol Berti, 22enne ferrarese gay all’interno del “Grande Fratello 10”. Un odio montante, con minacce e parole irripetibili, si riversa continuamente sulle fanpages di Maicol e nelle chat dedicate al Grande Fratello”.
“Ieri (mercoledì 3 febbraio; ndr) in un noto programma televisivo – continua Sabe 73 -, tra le risate generali, un commentatore diceva che bisogna “accettare Maicol”, poi mimava un machete che uccide e seziona una persona, tra le risate e l’assenso dei presenti. Questo è il tenore quotidiano delle emozioni nella pancia di un Paese con dati allarmanti di omofobia e “omocidi” (gay assassinati). In quello show, in quella casa c’è un uomo (26anni) che ogni giorno, alternati a baci e carezze, manifesta agli altri inquilini un fastidio montante verso il gay, alimentando lo schema “gay molestatore, etero molestato””.
“Chi segue la diretta 24ore sa benissimo che le cose stanno molto diversamente – continua il fan di Maicol – e che c’è un uomo presunto etero che sta giocando (non si sa quanto consciamente) col fuoco, moltiplicando gli ammiccamenti (ballo erotico e strusciamenti sul gay), le coccole, le esplicite richieste di baci e le parole ambigue, salvo poi colpire alle spalle confidando agli altri inquilini, ripreso dalla telecamere (e lui sa benissimo che la gente li guarda, lo ripete sempre), il suo viscerale fastidio per i molesti assalti del gay.
Un gioco pericolosissimo. Associazioni gay mute, conduttori televisivi spesso compiacenti stanno al gioco, psicologi del gf canagliamente divertiti (immagino), folle confuse in quanto ritenendo che i gay “devono star chiusi a casa loro” non hanno le cognizioni di base per decodificare quel che sta succedendo. 40 gruppi di persone unite dall’odio dichiarato o addirittura il desiderio di morte di un ragazzino gay 22enne. E se Maicol, nella vita vera, passeggiando per Ferrara riceve in faccia il Duomo di Milano? Se ne riceve due? Se lo buttano in una stradina laterale, lo prendono a botte e lo lasciano là per terra con sangue pianto e denti rotti? E noi cosa facciamo? Cosa ci diciamo?”.
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Roma 30 gennaio 2010 Disapprovazione per Lorella Cuccarini a “Muccassassina”
Da sempre è la più amata dagli italiani, politicamente corretta, sposata da un’infinità di anni sempre con lo stesso uomo, ben quattro figli all’attivo. Casa ridente ai margini di una Roma meno trafficata e alberata. Bionda, occhi azzurri, angelica, sempre giovane e brava. Stiamo parlando della show girl per eccellenza: Lorella Cuccarini. Dopo varie dichiarazioni più o meno interessanti, più o meno degne di nota, che apostroferei semplicemente come un bel tentativo di rilancio, la Cuccarini sembra continuamente pronta, da un po’ di tempo a questa parte, a esprimere qualcosa al mondo (facciamo all’Italia e basta, suvvia…). Tra le varie affermazioni, la più recente rimane in poche parole questa: “Se la Roma vince lo scudetto, mi spoglio!”. Staremo a vedere!
Un po’ di tempo fa invece, ha rilasciato una dichiarazione che ha fatto storcere il naso a tutta la comunità LGBT, da sempre sua fedele sostenitrice. La signora Cuccarini infatti aveva dichiarato di essere contraria ai matrimoni omosessuali.
Alla domanda “Lei è un’icona gay: è favorevole o contraria alle nozze fra persone dello stesso sesso?”, la ballerina ha risposto: “Contraria. Bisogna regolamentare le unioni ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre”.
Questa affermazione ha lasciato di stucco di regola tutta la popolazione, ma ancor di più la comunità gay. Ieri sera, il Muccassasina, famosissimo locale Romano ha voluto ospitarla, ed ovviamente l’accoglienza non è stata delle migliori. Su spetteguless.blogspot.com, infatti, si narra di una serata disastrosa. La show girl è stata accolta da fischi, insulti, e urla di disapprovazione. Lorella, quasi incapace di rispondere sommersa dal rumore dei fischi e delle urla ha esordito dicendo: “Se volete che vi prendo in giro vi dico le cose che volete sentirvi dire, ma non posso farlo… ciò che ho detto deriva dalla mia matrice cattolica”. Ovviamente questa dichiarazione ha soltanto peggiorato le cose ulteriormente. Rossana Praitano, Presidente del Mario Mieli, ha tenuto a precisare il rispetto per le opinioni altrui, convincendo la Cuccarini a tornare sul palco per il medley che la popolazione tanto aspettava di vedere. Ovviamente l’ultima parte, viste le dichiarazioni di quest’ultima, e visto l’insorgere sacrosanto della comunità gay è soltanto una triste ironia.
Emanuela Longo
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Dopo la denuncia all’ Ordine dei medici da parte di alcune organizzazioni gay,il noto criminologo e psichiatra Francesco Bruno risponde a tutto campo. ” Se oggi parlare chiaro é una colpa, sono colpevole”. Professore, i gay la hanno segnalata all’Ordine dei medici: ” sono degli intolleranti. Ma facciano pure, tanto non li temo, ho il coraggio delle mie idee e continuo ad essere della mia opinione. Gli omosessuali sono dei distrurbati e come tali patologicamente rilevanti. Quando mi dimostreranno il contrario, ci crederò. Insomma, mi condannino anche al rogo, non mi muovo dalle mie posizioni”. Fa un esempio: ” io ho il diabete. Non mi offendo se qualcuno mi dice che sono malato, é la realtà. Bene, per quale motivo gli omosessuali si offendono se qualcuno, correttamente, parla di patologia. Peggio ancora di scelte deviate”. Precisa centellinando le parole: ” i gay sono soggetti patologicamente diversi e basta. Dei disturbati”. Il professor Bruno aggiunge: ” il mondo moderno va avanti per lobbies ed oggi quelle più potenti ed influenti sono quelle massoniche, ebraiche, omosessuali. Insomma, come qualle dei tassinari a Roma. Se ti opponi, ti menano”. Preoccupato per la denuncia?: ” io, ma lei scherza. All’ Ordine dirò quello che penso da scienziato. A queste organizzazioni neppure ci penso”. Intanto al professor Bruno, fior di scienziato e galantuomo, va tutta la nostra solidarietà. Professor Bruno, che cosa pensa della ostilità che talvolta circonda il mondo ebraico?: ” l’antisemitismo é una cosa antipatica e va censurato. E va detto chiaramente che la shoa fu una cosa vergognosa, un progetto criminale e spietato. Ma con la stessa fermezza bisogna riconoscere che gli ebrei anche oggi non sono molto benvoluti”. Per quale motivo?: ” quando esiste un rifiuto, bisogna cercare la causa e non fare solo del vittimismo. Loro, spesso, si sentono superiori agli altri. Questo complesso di superiorità,li rende poco graditi in alcune circostanze. Sottolineo che questo non serve mai ad avallare manifestazioni razziste. Mi sembra innegabile che alcune volte, in ambienti estremisti ebraici vi sia la tentazione di forzare la shoah rendendola solo ed esclusivamente come fatto ebraico, mentre perirono anche cittadini di altri credo e nazioni”. Il vescovo polacco Pieronek, ultimamente ha lasciato una controversa intervista, e dopo la pubblicazione a seguito del clamore, ha detto che era stato frainteso o che vi erano state manipolazioni: ” certamente non é un cuor di leone e gli manca carattere. Un uomo debole ed instabile. O taceva prima o dopo. Ma non ha senso ed é poco onorevole fare certe uscite, specie per il ruolo che occupa”.
Bruno Volpe
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Sestri Levante 28 gennaio 2010 Ricatto a politico ligure: “Essere gay, accusa di basso livello”
“E’ un attacco di basso livello ad una persona come il sottoscritto, che probabilmente e’ scomodo, ma proseguo per la mia strada dopo aver denunciato le minacce e il ricatto”. E’ il commento del consigliere comunale ligure finito nel mirino di ignoti che hanno minacciato di dichiarare la sua omosessualita’ nel qual caso non si fosse ritirato dall’attivita’ di consigliere del Comune di Sestri Levante, nella riviera genovese. “Ritengo che queste falsita’ possano arrivare – prosegue il consigliere, che ha chiesto di rimanere anonimo -, da ex colleghi del centrodestra o del centrosinistra, ma per chiarire questa vicenda attendo l’esito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Chiavari”. Cli/Ge/Dib/Mld
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Web 25 gennaio 2010 Vescovo G. Babini: “Non darei mai la comunione a Vendola e agli omosessuali”
Monsignor Giacomo Babini, che pensa della pratica omosessuale?:
” mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura. I Vescovi e i pastori devono parlare chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo, e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio e scandalizza”.
Che cosa devono fare gli omosessuali?:
” chi ha la tendenza ha diritto alla misericordia e non ad essere discriminato, ma colui il quale addirittura ne fa vanto, si mette fuori della comunione della Chiesa e non merita questo sacramento. Fanno in tempo a pentirsi da questo orribile difetto. Lo ribadisco: all’omosessuale praticante e conclamato non va amministrata mai la comunione, quando si presenta davanti, il ministro abbia il coraggio di tirare avanti. Ad uno come Vendola io non la amministrarei mai”. Eccellenza, nella parica quotidiana le nozze in Chiesa sono diventate delle celebrazioni spesso disordinate: “certamente e occorre porre rimedio. Ma come al solito molti Vescovi italiani mettono il lucchetto al cancello quando i buoi sono già scappati. Se certi Vescovi dormono é impossibile celebrare degnamente le nozze in chiesa, senza stravaganze che le rendono ormai spettacoli. Bisogna fra capire che il matrimonio in chiesa é una cosa seria e non limitarsi ad una coreografia. Poi si dica chiaramente ai cattolici che loro devono scegliere il sacramento. Se in tutta libertà vanno al comune, sappiano che opera la scomunica latae sententiae, si mettono fuori da soli dalla chiesa”.
Il Vescovo parla della recente visita del Papa alla Sinagoga: ” l’ Osservatore Romano la ha lodata e penso che il Papa abbia fatto bene a visitarla. Ma con la stessa franchezza é arrivato il momento di affermare che gli ebrei non sono più i nostri fratelli maggiori. Meglio, lo sono stati sino all’arrivo di Cristo, poi lo hanno abbandonato e non conosciuto. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli. Sull’albero dell’ulivo é stato fatto un inserto diverso. La Chiesa é nata da Cristo e non dagli ebrei”.
Ha visto quello che accade in Nigeria?:
” la conferma che l’ Islam é una religione violenta ed anticristiana e che distinguere tra Islam moderato e estremo non ha senso. L’Islam é unico e il brodo di coltura sono proprio i Paesi moderati. Nazioni slamiche ricche ad Haiti non hanno mandato neppure un soldo. Bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall ‘ Islam, prima di essere colonizzati”
Il Vescovo parla della recente visita del Papa alla Sinagoga: ” l’ Osservatore Romano la ha lodata e penso che il Papa abbia fatto bene a visitarla. Ma con la stessa franchezza é arrivato il momento di affermare che gli ebrei non sono più i nostri fratelli maggiori. Meglio, lo sono stati sino all’arrivo di Cristo, poi lo hanno abbandonato e non conosciuto. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli. Sull’albero dell’ulivo é stato fatto un inserto diverso. La Chiesa é nata da Cristo e non dagli ebrei”.
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Empoli 25 gennaio 2010 Il provveditore blocca la “lezione” della trans
Venerdì aveva parlato ai ragazzi del biennio, stamattina doveva fare lo stesso con quelli del triennio. Ma il provveditore agli studi ha espresso, a mezzo stampa, sconcerto per il secondo ‘colloquio’ tra la trans Regina Satariano e gli studenti del liceo scientifico Pontormo di Empoli, così la preside Daniela Borghesi ha rimandato tutto, in attesa di parlarne con lui. Ed è, ovviamente, scoppiata un’accesa polemica sulla questione, soprattutto alla luce del fatto che Regina ha detto che si sarebbe presentata ugualmente al liceo per l’appuntamento con gli studenti. Cesare Angotti, direttore dell’ufficio scolastico toscano, era stato molto duro per l’iniziativa del liceo empolese, così la dirigente scolastica aveva pensato di consultarlo prima di organizzare il secondo incontro tra Regina e i ragazzi. “Sono esterrefatto, sconcertato per ogni valenza pedagogica e chiederò un rapporto alla dirigente”, aveva detto Angotti. Ma esterrefatti sono rimasti anche i ragazzi del liceo Pontormo, che si aspettavano la replica dell’appuntamento di venerdì, svolto peraltro con soddisfazione da parte di tutti, anche degli insegnanti. “I ragazzi mi hanno chiamato e mi hanno chiesto cosa pensavo dell’ipotesi di far saltare l’appuntamento – ha detto Regina al quotidiano Il Tirreno – ho spiegato che il precedente incontro era riuscito bene e non vedevo ragione di non esserci anche questa volta. E loro mi hanno confermato l’appuntamento”. L’assemblea sulla transfobia, non nuova peraltro al liceo empolese (nei mesi scorsi erano stati invitati anche due tossicodipendenti in comunità per parlare di droga e rappresentanti dell’Arcigay per parlare di omofobia), non aveva nemmeno suscitato commenti negativi in città: l’unico a lamentarsi è stato, però, l’unico in grado di bloccare tutto.
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Como 24 gennaio 2010 «Aggredito sul Lungolago perché è omossessuale»
Avrebbe una matrice omofobica la violenta aggressione consumatasi nei giorni scorsi sul Lungolago cittadino costata una prognosi di 40 giorni, in larga misura determinata dalla frattura di un braccio e da una serie di ferite in varie parti del corpo, a un quarantenne residente in città. A dichiararlo è l’associazione ComoGayLesbica onlus impegnata nella difesa dei diritti degli omosessuali, che esprime «la propria solidarietà all’uomo omosessuale aggredito nel pomeriggio del 19 gennaio scorso presso i giardini di Villa Geno», e non Villa Olmo come era sembrato in un primo momento. I responsabili della onlus spiegano che «l’aggredito ci ha contattato per denunciare di essere stato vittima di una violenza omofobica». ComoGayLesbica stigmatizza l’episodio e confida nel sostegno della città verso una maggiore sensibilizzazione e informazione contro questo e ogni altro genere di violenza e incoraggia chiunque a far emergere qualsiasi episodio di violenza omofobica nel nostro territorio».
I motivi del pestaggio non sono ancora chiari del tutto, anche se la denuncia presentata dall’uomo parlerebbe di un aggressione scattata quando il quarantenne avrebbe dichiarato la propria omosessualità alla persona che lo accompagnava sul Lungolago e con il qualche aveva scambiato qualche chiacchiera prima dell’aggressione. Sull’episodio indaga la squadra mobile della questura di Como.
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Venezia 21 gennaio 2010 Patriarcato, contrari ad assegnazione case a coppie gay
Il Patriarcato di Venezia e’ contrario all’assegnazione di alloggi comunali a coppie gay.
Lo fa sapere attraverso una nota. ”Di fronte alla delibera del Consiglio Comunale di Venezia che, nel nuovo regolamento per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, inserisce tra i beneficiari del punteggio necessario ad ottenere l’alloggio anche le famiglie anagrafiche ovvero quelle previste dallarticolo 4 del Dpr 223/89 (i nuclei composti da persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinita’, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune), il Patriarcato di Venezia – considerando che viviamo in uno Stato laico, dove per laicita’ si intende un valore positivo per il quale tutti, nessuno escluso, possono intervenire nella discussione pubblica – non puo’ non esprimere il proprio disagio e la propria contrarieta”’.
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Ponticelli 21 gennaio 2010 Il preside del liceo bandisce i gay dalla giornata della memoria
Rombi di tuono contro Sebastiano Pesce, il preside del liceo Calamandrei che adducendo problemi burocratici che paiono pretestuosi, ha rifiutato di includere gli omosessuali nella cerimonia per la commemorazione nella Giornata della Memoria 2010 che avrà luogo il 27 gennaio. Il liceo che fu inaugurato nel 1993 da Vera Lombardi, presidente dell’istituto Campano per la storia della Resistenza, sorge nella Municipalità 6 del Comune di Napoli, interessata con tutta l’area orientale, da profonde e rapide trasformazioni urbanistiche e dove si sono verificati fenomeni di razzismo, come l’incendio del campo ROM, saliti alla ribalta delle cronache.
“Proprio la scuola che dovrebbe essere il luogo in cui si insegna a valorizzare la cultura per le differenze e in cui viene combattuta ogni forma di discriminazione è stata oggi teatro di oscurantismo culturale” dichiara Fabrizio Sorbara, Presidente dell’Arcigay di Napoli che chiede al preside di tornare sui suoi passi o “di lasciare posto ad altri” che abbiano competenze e sensibilità necessarie al ruolo.
L’unica reazione dal mondo politico viene da Raffaele Carotenuto, capogruppo del PRC al Comune ed originario di Ponticelli, che ha inviato una lettera formale ad Alberto Bottino, Provveditore agli Studi di Napoli, con in copia Rosa Jervolino e l’Assessore alla Pubblica Istruzione del ComuneGioia Rispoli nella quale, citando la legge 211 del 2000 che ha istituito la Giornata della Memoria, dichiara: “Il dirigente probabilmente non conosce la legge ed i suoi contenuti, oltre che le finalità, come debbo supporre ignori che oltre 100 mila omosessuali furono incarcerati dai nazisti tra il 1933 ed il 1945, 60 mila condannati a pene detentive e un numero sconosciuto internati in ospedali psichiatrici. Come può un luogo di cultura e di educazione ignorare tutto ciò? Con quale livello di responsabilità etica e morale un dirigente può offendere, con una modalità omissiva, una pratica educativa come valore fondante della società di domani? Con quale credibilità?”
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TV 11 gennaio 2010 Insulti omofobi al Grande Fratello
Sicuramente passerà tutto insosservato anche perchè per circa 87 giorni adesso dobbiamo parlare di quanto male sta Carmela, o Donna Cammela, perchè è uscito il suo amatissimo George questa sera, ma questi insulti non sono volati nel digitale terrestre e basta, ma bensì durante la diretta in uno spezzone live poco prima che Alessia Marcuzzi prendesse la parola. Tutto è iniziato quando hanno mandato in casa un filmato che ritraeva i momenti più intimi passati fra Sarah e Veronica compresi una moltitudine di baci. Al termine di ciò Mauro ha iniziato ad offendere Sarah con frasi poco felici come “Nel mezzo alle gambe hai i coglioni”, “Sei il più maschio della casa” e “Sei un uomo mancato” ed è proprio quest’ultima la frase che abbiamo sentito tutti. Dire ad una ragazza che bacia un’altra frasi come queste sono da considerarsi omofobe infelici e tristi. Non capisco come un baraccone come Mauro capace solo a fare l’idiota possa piacere così tanto all’interno della casa, neanche da dire che è bello e lo votano le ragazzine arrapate. No! Vedremo se in settimana ne parlano, ma dubito.
Fabiano Minacci
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Torino 07 gennaio 2010 Trans massacrato di botte dalla “banda del Valentino”
Poco prima i malviventi avevano aggredito un giovane davanti allo Chalet
Forse la stessa banda composta da quattro giovani italiani, ha colpito due volte al Valentino e poi lungo il parco, giù fino in corso Galileo Galilei. Per individuare i feroci aggressori sono in corso delicate indagini condotte dagli agenti del commissariato Centro e delle volanti della polizia. « Agiscono sempre allo stesso modo, a volto scoperto e con violenza». La prima rapina è stata perpetrata a notte fonda proprio davanti alla discoteca “Chalet”.
La “banda dei quattro” ha avvicinato un ventenne che stava raggiungendo la sua auto sportiva dopo una serata trascorsa a ballare. Gli aggressori non gli hanno rivolto neppure una parola, lo hanno immobilizzato e poi colpito a calci, pugni e schiaffi. Infine, gli hanno sfilato il portafoglio che conteneva poche decine di euro e se ne sono andati lasciando il giovane quasi privo di sensi disteso sul selciato. Poco dopo, rapina “fotocopia” lungo il Po ma alla periferia della città.
Questa volta la vittima designata è stata un transessuale residente in città che adescava i clienti della notte. Anche in quest’occasione i giovani rapinatori sono subito passati alle vie di fatto. Spintonato, insultato e preso a pugni fino a rendere il volto del trans un’inguardabile maschera insanguinata.
I malviventi si sono impossessati della borsetta che conteneva alcune centinaia di euro e sono poi scappati in direzione Moncalieri. Stranamente, però, in entrambi i casi, nonostante le ferite riportate, le due vittime hanno rifiutato le cure mediche del 118.
[m.bar.]
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