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Lombardia

I candidati sono: Roberto Formigoni (Centrodestra), Filippo Penati (Centrosinistra), Savino Pezzotta (UDC), Vittorio Agnoletto (Rifondazione e Comunisti Italiani), Vito Claudio Crimi (Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo), Gian Marco Invernizzi (Forza Nuova).

V. Agnoletto (Rifondazione comunista e Comunisti italiani)

«I diritti delle persone omosessuali sono diritti umani: in Italia dettano legge ancora il pregiudizio e l’ideologia»

Fonte: Vittorio Agnoletto presidente del giorno 22/03/2010 consultabile all’indirizzo http://www.agnolettopresidente.it/2010/03/diritti-gay-domani-la-corte-costituzionale-si-pronuncia-sulla-legittimita-del-rifiuto-delle-pubblicazioni-matrimoniali-ricevuto-da-due-coppie-gay-agnoletto-al-presidio-di-certi-diritti/

V. C. Crimi (Movimento 5 stelle)

Il sito che indica la candidatura: Lombardia 5 stelle consultabile all’indirizzo http://www.lombardia5stelle.org/candidato-presidente.html

Non si hanno notizie di affermazioni del candidato su tematiche LGT

R. Formigoni (Centrodestra)

Sostegni solo alle coppie “regolari”. I gay? Garrotiamoli

Per capire il clima in cui si muovono Formigoni e la sua giunta, nella legge regionale sull’assistenza il presidente inserisce una norma che garantisce la tutela solo a chi pratica “una sana e responsabile sessualità”. Fin dal 1999, Formigoni si scaglia contro le famiglie irregolari (clandestine?). Da Repubblica: «La Lombardia governata dal Polo e dal cattolico Roberto Formigoni premia con 100 miliardi le famiglie bisognose ma “regolari”. Niente coppie di fatto, fuori i gay. Critiche da sinistra: depennate anche i divorziati?». La linea, nel corso degli anni, non cambia. Nel 2005, al Corriere della Sera, Formigoni ribadisce: «No a leggi per le coppie di fatto». Gli fa eco, in campagna elettorale, nel 2006, Letizia Moratti: «No ai Pacs, sì alla famiglia». Al Meeting di CL dello stesso anno, Formigoni patrocina una sorta di campagna contro i Pacs, con la collaborazione di Andreotti e Mastella. Nel marzo del 2007, Piergianni Prosperini, assessore ai Giovani (!) e allo Sport concede una lunga intervista al Giornale, in cui si diffonde sulla chiusura dei centri sociali («sentine d’ogni male da chiudere con il ferro e con il fuoco») e sugli zingari (per cui ha in mente una cura barbaricina), propone, infine, la garrota per i gay: «Non ho niente contro di loro. Convivano pure. Ma l’omosessualità è una devianza. Quindi niente famiglia e niente adozioni. Il gay dichiarato non può essere né insegnante, né militare, né istruttore sportivo. […] Ecco, qua vien fora el mejo del dotor. Garrotiamoli, ho concluso. Ma non con la garrota di Francisco Franco. Alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta intorno al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia». Le opposizioni chiedono le dimissioni di Prosperini, ma per Formigoni sono sufficienti le sue imbarazzate e a tratti imbarazzanti scuse presentate in aula, qualche giorno dopo. In effetti, parlare in questo modo dei gay non è così grave per il presidente lombardo.

(da “Il libro grigio della giunta Formigoni” di Giuseppe Civati & Carlo Monguzzi)

Fonte: Chartitalia del 01 marzo 2010 consultabile all’indirizzo http://chartitalia.blogspot.com/2010/03/formigoni-dalla-alla-z-d-come-diritti.html

G. M. Invernizzi (Forza Nuova)

Pescara: Forza Nuova minaccia il GayPride

Fonte:  Antifa del giorno 07/02/2009 consultabile all’indirizzo http://www.ecn.org/antifa/article/2498/pescara-forza-nuova-minaccia-il-gaypride

FILIPPO PENATI (Centrosinistra)

Penati: “Un quartiere gay? Perché no.”

Lo ha dichiarato il presidente della provincia di Milano, che si è detto favorevole alla costruzione di un quartiere “come Castro a San Francisco. Purché non sia un ghetto”.

“Si ai quartieri gay nelle metropoli italiane”, come avviene a Londra, con Soho, e a Parigi, con il Marais, “purché non concepiti come dei ghetti”. È quanto afferma il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, nel corso del programma “KlausCondicio”, in onda su YouTube.

Piuttosto, precisa Penati, “li immagino come Castro, il bellissimo e vecchio quartiere gay di San Francisco, tenuto bene sia sul piano estetico che su quello urbanistico. Un punto di attrazione turistica anche per gli eterosessuali”. Secondo il presidente della Provincia di Milano, dunque, “se si presentasse l’opportunità di avere a Milano un quartiere simile, potrei senza dubbio favorirne la realizzazione”

Fonte: gay.it dell’11 aprile 2008 consultabile all’indirizzo http://www.gay.it/channel/attualita/24481/Penati-Un-quartiere-gay-Perche-no-.html

SAVINO PEZZOTTA (UDC)

Questione di categorie

Savino Pezzotta, ex sindacalista e uno dei portavoce del Family Day, ha espresso la sua opinione sui diritti degli omosessuali: “I gay, per esempio, sono persone ma non categorie e perciò hanno dei bisogni, non diritti”.

Fonte: L’estinto del 21 aprile 2007 consultabile all’indirizzo http://www.lestinto.it/articoli/questione-di-categorie/

Dai lavoratori alla famiglia.

“Per me la famiglia è innanzitutto quella definita dalla Costituzione: fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna. Poi ho anche una visione cattolica, che però tengo distinta, e riguarda ad esempio l’indissolubilità del matrimonio. Ma non vogliamo imporre a nessuno il matrimonio in chiesa. In Piazza San Giovanni ci sarà una manifestazione laica e civile, non religiosa.”

Sarà anche una manifestazione laica, ma al Family day ci saranno quasi soltanto cattolici…

“No. Ci saranno tutti i laici cristiani. La famiglia è di tutto il Paese, non soltanto della Chiesa.”

Laici ma contro i Dico. Nel manifesto di convocazione l’avversione è molto chiara.

“Non vogliamo i Dico. Ma non vogliamo nemmeno discriminazioni. Chiediamo una distinzione tra matrimonio e altri tipi di unione. Vogliamo, ad esempio, che agli omosessuali sia riconosciuta la libertà di persone, ma non accetteremo mai che alle coppie gay sia riconosciuto uno status matrimoniale.”

Perché?

“Perché noi crediamo nel diritto naturale.”

Non è che fra un po’ la vedremo in politica?

“Quando sono uscito dalla Cisl mi era stato offerto di fare il capolista al Senato per la Margherita e ho rifiutato.”

Perché?

“Non sarebbe stato coerente uscire da via Po e infilarmi a Palazzo Madama, tanto più con un seggio sicuro. Ogni percorso deve avere le proprie tappe.”

Piazza San Giovanni è la prima tappa per una nuova avventura politica?

“No. Avrei altre possibilità. Il Family day è solo un appuntamento civile e repubblicano.”

Fonte: Blog Panorama del 05 maggio 2007 consultabile all’indirizzo http://blog.panorama.it/italia/tag/savino-pezzotta/