<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Rete Agatergon &#187; Racconti</title>
	<atom:link href="http://www.reteagatergon.com/category/racconti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.reteagatergon.com</link>
	<description>Uguaglianza, diritti, differenza, rispetto</description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 Jun 2010 07:01:28 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Un esempio di lotta e libertà: Laura Arconti</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/05/17/un-esempio-di-lotta-e-liberta-laura-arconti/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2010/05/17/un-esempio-di-lotta-e-liberta-laura-arconti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 13:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Adelaide Aglietta]]></category>
		<category><![CDATA[anticoncordataria]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Baslini]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Vita e Disarmo]]></category>
		<category><![CDATA[Dom Franzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Bonino]]></category>
		<category><![CDATA[Food and Disarmament International]]></category>
		<category><![CDATA[FRI]]></category>
		<category><![CDATA[Fuori!]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Satyagraha]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Arconti]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Terni]]></category>
		<category><![CDATA[lista radicale]]></category>
		<category><![CDATA[Loris Fortuna]]></category>
		<category><![CDATA[Pannella]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Signorelli]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Navona]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Radicale]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=879</guid>
		<description><![CDATA[In occasione della IV Giornata Mondiale contro l&#8217;omofobia in tutto il continente e in più di 50 città italiane si svolgeranno numerose iniziative atte a sensibilizzare contro l&#8217;intolleranza verso ogni orientamento sessuale. A Roma il capo dello Stato incontrerà nel pomeriggio i rappresentanti delle associaizoni LGBT.
In generale é sicuramente una giornata importante, quasi istituzionale , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Laura-Arconti1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-881" title="Laura Arconti" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Laura-Arconti1.jpg" alt="Laura Arconti" width="283" height="422" /></a><em><strong>In occasione della <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=141031" target="_blank"><span style="color: #800080;">IV Giornata Mondiale contro l&#8217;omofobia</span> </a>in tutto il continente e in più di 50 città italiane si svolgeranno numerose iniziative atte a sensibilizzare contro l&#8217;intolleranza verso ogni orientamento sessuale. A Roma il capo dello Stato incontrerà nel pomeriggio i rappresentanti delle associaizoni LGBT.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">In generale é sicuramente una giornata importante, quasi istituzionale , per ricordare e stimolare alla riflessione sull&#8217; intolleranza e i numerosi casi di violenza e discriminazione a causa dell&#8217;orientamento sessuale in tutto il mondo, sia per lesbiche, gay, trans e intersessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è a mio avviso anche un importante momento di valutazione dei passi effettuati dal movimento in Italia specie in un periodo di grandi spaccature e di <a href="http://www.facebook.com/?ref=home#!/note.php?note_id=117675724934991" target="_blank">forti malumori</a> per la confusa organizzazione di un pride e per la grande distanza delle Associazioni e della politica dalle quotidiane esigenze reali delle persone LGBT.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra a volte di sentire una certa <em>solitudine sociale</em>, come se fossi  circondata da gente che vede e si volta dall&#8217;altra parte, quasi come se non capisse, non sapesse o pensasse che tanto non può fare proprio nulla. Eppure proprio in questo periodo ho avuto la fortuna e l&#8217;onore di consocere una persona speciale, che mi ha restituito coraggio, forza, voglia di andare avanti e di non smettere mai di credere e lottare.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlo di <a href="http://www.facebook.com/?ref=home#!/profile.php?id=1730782396&amp;ref=ts" target="_blank"><strong><span style="color: #800080;">Laura Arconti</span></strong></a><span style="color: #800080;">, <span style="color: #333333;">nata a Milano nel 1925</span></span> e trasferitasi da giovane a Roma, dove ha portato avanti in particolare due battaglie: l&#8217;<a href="http://www.uaar.it/uaar/sac/" target="_blank"><span style="color: #800080;"><strong>anticoncordataria</strong></span></a> e quelle per i diritti civili delle minoranze, in particolare per il <span style="color: #800080;"><strong>FRI</strong></span> e il <strong><span style="color: #800080;">FUORI!</span></strong>, ispirandosi all&#8217;articolo 3 della Costituzione al fine di far rimuovere tutti gli ostacoli che limitano la libertà e l&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini, come avviene ad esempio per i disabili o per le persone LGBT.</p>
<p style="text-align: justify;">Se dovessi descriverla brevemente userei le parole che lei stessa utilizza per definirsi e che le piacciono tanto: radicale &#8220;storica&#8221;, militante, non-violenta e omosessuale! Aver avuto la possibilità di parlare con lei, di toccare con mano pezzi di storia importanti e di farmi toccare da un attaccamento alla vita e dalla voglia di non mollare mai per rendere questo mondo migliore, sono diventati per me tutti punti di forza che hanno dato un senso a quel percorso di liberazione che sto seguendo&#8230; e mai come in questa giornata le sue parole ed il suo esempio sono tracce di coraggio e libertà contagiose!</p>
<p style="text-align: justify;">Lascio dunque al suo racconto il compito di attraversarvi e contaminarvi:</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/TESSERA-del-FUORI-1980.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-882" title="TESSERA del FUORI ! 1980" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/TESSERA-del-FUORI-1980-300x179.jpg" alt="TESSERA del FUORI ! 1980" width="300" height="179" /></a>&#8220;</span></span><span style="color: #333399;">Sono nata nel 1925, appartengo alla generazione che ha compiuto vent’anni alla fine della seconda guerra mondiale. Negli anni in cui gli adolescenti vanno in bicicletta e conoscono i primi amori, noi abbiamo avuto le sirene dell’allarme aereo, le bombe, i rastrellamenti di casa in casa, gli incendi e i cadaveri, atrocità indescrivibili, la carta annonaria e la fame. Nel decennio successivo, in molti ci siamo ammalati di tubercolosi per le privazioni subite. Siamo quelli che hanno sempre rimproverato ai propri padri di aver assistito in silenzio, e senza reagire, all’instaurarsi del fascismo con tutte le conseguenze che ne sono derivate. La guerra  mi ha portato via anche mia madre, il dopoguerra mi ha indotta ad abbandonare un padre ricco, di cui non riuscivo a condividere idee ed azioni. Ho lavorato per sessant’anni, senza un giorno di pausa, all’inizio studiando di notte per strappare una laurea, e poi crescendo negli anni, senza alcun aiuto che il mio lavoro, rinunciando orgogliosamente anche alla parte di patrimonio paterno che la legge voleva assegnarmi, alla sua morte. Pannella l’ho sfiorato all’ Università: lui, più giovane di me di cinque anni, faceva già politica, io tiravo angosciosamente alla laurea, e annullavo le schede elettorali scrivendoci: “studiate, perdigiorno!”. Negli anni cinquanta leggevo  “Espresso” e il “Mondo”, che allora erano due enormi  “lenzuoli”, pieni di fotografie e di articoli con firme straordinarie. Il “Mondo” di Pannunzio, e i Convegni degli “Amici del Mondo”&#8230; che ricordi! E venne poi la volta che ci presentammo alle elezioni politiche insieme ai Repubblicani: votai con orgoglio “la bicicletta”, rappresentata dai due simboli affiancati, l’edera e la Marianna con berretto frigio dei radicali.  Fu eletto solo un deputato, repubblicano, ma io ero gonfia d’orgoglio per aver votato quel simbolo, che mi parlava di libertà, di Rivoluzione francese, di grandi sogni, cose di cui il mio cuore sentiva il bisogno. E poi per vent’anni non pensai che al lavoro, “ai fatti miei”; nel frattempo il “Mondo” aveva chiuso, era arrivato  il sessantotto, anno che per me è stato di grande svolta professionale, (e anche lì: gli studenti a Valle Giulia, e io &#8211; correndo al lavoro &#8211; “andate a studiare, perdigiorno!”). Ma qualcosa mi mancava. <strong>Loris Fortuna </strong>ed <strong>Antonio Baslini</strong> (un socialista e un liberale, ma con tessera radicale in tasca)  avevano fatto approvare in Parlamento la legge sul divorzio, ma la curia vaticana aveva scatenato i circoli cattolici a raccoglier firme per un referendum abrogativo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;">Nel ’74 si arrivò alla campagna referendaria: Marco condusse per cinquanta giorni un drammatico digiuno, perché la RaiTV non dava spazio alla tesi della <strong>LID</strong> (Lega Italiana per il Divorzio) sostenuta anche da <strong>Dom Franzoni</strong>, l’abate di San Paolo sospeso a divinis. I giornali dicevano che <strong>Pannella</strong> era all’Hotel Minerva, io decisi di telefonare e chiesi di parlare con qualcuno del suo staff.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Marco-in-digiuno1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-885" title="Marco in digiuno" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Marco-in-digiuno1-300x128.jpg" alt="Marco in digiuno" width="300" height="128" /></a>Non c’era staff, c’era solo lui, disteso sul letto, col telefono accanto, immerso nel fumo di mille sigarette, come documenta una fotografia che nessun giornale ha mai pubblicato (e che noi pubblichiamo in anteprima, per gentile concessione n.d.r.). Rispose immediatamente. “Sono Laura Arconti, una qualunque”. E lui, che frequenta quotidianamente centinaia di nomi di grandi personalità storiche del passato, ma che con i contemporanei ha spesso un problema di nomi, mi scambiò puntualmente per Laura Conti, medico milanese molto nota all’epoca. Chiarito l’equivoco, dissi che volevo fare qualcosa per la sua causa.  “Bene. Vai al Partito, parla con i compagni. Ti daranno loro qualcosa da fare”. Lasciai in Albergo una rosa rossa e una busta, con dentro tutto quello che avevo nel portafoglio, e andai di corsa alla vecchia sede di via di Torre Argentina 18. Cominciò così la mia lunga militanza radicale, una militanza silenziosa ed umile, fatta di fiducia ed amore. Chiusa in un bugigattolo senza finestre, alle prese con un ciclostile antidiluviano che sputava inchiostro per ogni dove, o in giro per la città con una scatola da scarpe su cui avevo incollato il simbolo del partito e praticato una fessura a mo’ di salvadanaio, a raccoglier soldi per la battaglia politica di turno. Mi si chiede spesso quale sia stata la battaglia radicale che mi ha più impegnata, o che ho amato di più. Non so, davvero non so dirlo. Ogni volta ci ho messo l’anima, ed ogni volta è stata sconfitta o vittoria, ma sempre vissuta con orgoglio e con totale partecipazione. Forse le nottate a <strong>Radio Radicale</strong>, forse la mia trasmissione anticoncordataria, forse il tendone a piazza Navona contro lo sterminio per fame nel mondo, nell’82, con il lungo digiuno e le lettere personali ai parlamentari, che Marco definì “un millimetro in più, nella teoria della nonviolenza radicale”… O forse le centinaia di tavoli per la raccolta delle firme referendarie, o le nottate con i compagni a riordinare gli incartamenti per la presentazione delle firme in Tribunale. O la posta di Pannella, curata per anni di notte e nei giorni festivi. O i milioni di passi delle marce, dei sit-in, dei walk around. O il lavoro fatto con l’<strong>Associazione Vita e Disarmo</strong>, insieme ad <strong>Emma Bonino</strong> con <strong>Food and Disarmament International</strong>. O il lavoro di appoggio a <strong>Laura Terni</strong>, segretaria del <strong>Gruppo Satyagraha</strong>, durante il suo digiuno per salvare la vita di <strong>Paolo Signorelli</strong>, un fascista accusato di tutto da sette anni senza processo: una azione che <strong>Adelaide Aglietta</strong> definì paradigmatica della radicalità, perché  destinata ad un avversario politico, che fu poi assolto, mentre avrebbe potuto  morire di carcere.  No, davvero non so dire quale di queste giornate, e settimane, e mesi ed anni abbia avuto più importanza per me. Neppure quando, nel 1979, fui candidata alla Camera nella lista radicale con il gruppetto dei radicali del “<strong>FUORI!</strong>” (Fronte Unitario Omosessuale) e risultai la prima dei non eletti, la  cosa mi sembrò così importante: faceva parte della militanza, del servizio alle  nostre idee.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;">Ed ora? Ho 85 anni, non pochi acciacchi riferibili alla “<em>senectus ipsa</em>”,  ma posseggo un computer, uno scanner ed una stampante.  Ho fatto campagna  elettorale  per <em>Emma Presidente della Regione Lazio</em>, sto aspettando di farne un’ altra per qualsiasi obiettivo radicale scaturisca da una mozione congressuale o dalla mente di qualcuno dei Compagni.  E, intanto, continuo a diffondere le  nostre idee: la tolleranza, la nonviolenza come metodo di lotta politica, la ricerca della verità, i princìpi di etica personale, la trasparenza degli atti pubblici e la certezza del Diritto. Con fiducia nella parte migliore di qualsiasi interlocutore, così come insegna la nonviolenza gandhiana, e con un grande amore verso i compagni, con i quali è bello condividere  il pane della comune fede: la religione della libertà</span><span style="color: #333399;"><span style="font-family: Arial;">&#8220;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"><span style="font-family: Arial;"><span style="color: #333333;"> </span><br />
</span></span></p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=879&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_879" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2010/05/17/un-esempio-di-lotta-e-liberta-laura-arconti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Incontri e relazioni sul Femminismo</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2009/11/10/incontri-e-relazioni-sul-femminismo/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2009/11/10/incontri-e-relazioni-sul-femminismo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 13:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Storie attorno a noi]]></category>
		<category><![CDATA[diritto di voto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[estremista]]></category>
		<category><![CDATA[femminismi]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo lesbico]]></category>
		<category><![CDATA[femministe]]></category>
		<category><![CDATA[gruppi di autocoscienza]]></category>
		<category><![CDATA[lesbica]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[lesbico]]></category>
		<category><![CDATA[lesbofemminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Margaret Brent]]></category>
		<category><![CDATA[movimento femminista]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero della differenza]]></category>
		<category><![CDATA[separatismo]]></category>
		<category><![CDATA[tavola rotonda]]></category>
		<category><![CDATA[teoria della differenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=413</guid>
		<description><![CDATA[Comincerò quest’articolo con una banalità: certe volte la vita riserva delle sorprese inaspettate.
Eh già, è proprio una diceria, ma è ciò che, in occasione di quest’incontro, mi è capitato.
Solo un anno fa non avrei neppure immaginato che mi sarei trovata coinvolta in una tavola rotonda sul femminismo e sul separatismo, termini che mi sembravano parolacce, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/femministe1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-414" title="femministe" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/femministe1-300x166.jpg" alt="femministe" width="300" height="166" /></a><em><strong>Comincerò quest’articolo con una banalità: certe volte la vita riserva delle sorprese inaspettate.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Eh già, è proprio una diceria, ma è ciò che, in occasione di quest’incontro, mi è capitato.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Solo un anno fa non avrei neppure immaginato che mi sarei trovata coinvolta in una tavola rotonda sul femminismo e sul separatismo, termini che mi sembravano parolacce, intrisi di un’accezione negativa, distruttiva e anacronistica.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Poi è stata costituita la Rete e mi sono trovata a confrontarmi con persone provenienti da percorsi, realtà e riflessioni diverse dalla mia e mi sono scoperta a riflettere sulle mie “convinzioni”, su come e perché le avevo fatte mie, ho dovuto esternare le mie paure e mi è stato proposto di affrontarle e metterle su un tavolo, insieme a quelle delle altre.</p>
<p style="text-align: justify;">Così è nata questa tavola rotonda, dalla relazione di donne di diverse generazioni e dalle differenze che ciascuna di noi aveva (e magari ha ancora) nel rapporto col femminismo e col separatismo, dalla pazienza di alcune e dalla volontà di capire di altre.</p>
<p style="text-align: justify;">Con naturalezza – ma anche con reciproca apertura – è nata l’idea di incontrarsi e trascorrere un fine settimana insieme ad ascoltarci e confrontarci sul percorso delle donne femministe, sulle varie accezioni della parola “femminismo”, sulle diverse sfaccettature che il movimento femminista ha sviluppato nel tempo e nelle diverse realtà in cui si è manifestato.</p>
<p style="text-align: justify;">E con altrettanta naturalezza quest’idea è stata accolta.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato impegnativo, s’intenda, sia per chi ha (anche) organizzato, sia per chi ha (solo) partecipato.</p>
<p style="text-align: justify;">L’incontro è stato pensato e gestito in maniera accurata: è stata individuata la casa che ci avrebbe (e ci ha) accolte sia per la tavola rotonda che per quella mangereccia, cercato e messo a disposizione una serie di testi emblematici e rappresentativi sia del femminismo in generale che delle singole posizioni all’interno di esso, pensato e organizzato un metodo di discussione che ci vedesse tutte partecipanti attive.</p>
<p style="text-align: justify;">Per prepararci a quest’incontro, a partecipare al quale eravamo circa venti donne, abbiamo letto un testo comune a tutte e ognuna di noi ha poi scelto, da una lista, un articolo del quale ha proposto una relazione nel corso della tavola rotonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo metodo è stato molto stimolante, poiché ci ha permesso non solo di dare in nostro contributo alla discussione – seppur molte di noi fossero completamente a digiuno dell’argomento -, ma anche di cominciare a imparare a gestire i nostri pensieri e le nostre considerazioni nell’ambito di un gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, le mie presunte (e presuntuose, oserei ormai dire) certezze sul femminismo sono piano piano crollate.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho scoperto che il <strong><span style="color: #993366;">movimento femminista</span></strong> non è nato negli anni ’60, ma ha avuto i primi virgulti addirittura a metà del 1600, quando una donna americana &#8211; Margaret Brent &#8211; ha chiesto di poter votare (ma, contestualmente, anche in Europa le donne si davano da fare!); ho saputo che, nonostante la battaglia delle donne fosse contemporanea rispetto a quella dei neri d’america, questi ultimi (uomini, sia chiaro) hanno visto riconosciuti il proprio diritto di voto quasi cinquant’anni prima delle donne; ho, per la prima volta, sentito parlare della “teoria della differenza”, ho conosciuto la differenza tra femminismo radicale e non, ho capito che femminismo e femminismo lesbico non coincidono e non sempre hanno proceduto di pari passo, ho (finalmente) compreso cosa sono i gruppi di autocoscienza e, soprattutto, cos’è il separatismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong><span style="color: #993366;">separatismo</span></strong>, che ho sempre pensato essere una presa di posizione estremista di donne che anelavano a un mondo esclusivamente al femminile, è semplicemente un modo di essere, di incontrarsi, di confrontarsi tra donne.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna parolaccia, nessun sentimento discriminatorio nei confronti del genere maschile, solo una modalità di incontro.</p>
<p style="text-align: justify;">E, con somma sorpresa (nonché con estremo piacere, devo dire), ho scoperto non solo di essere sempre stata femminista, ma anche di aver praticato, spesso nella mia vita, il separatismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Già. Perché il separatismo altro non è che un incontrarsi tra donne.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò mi ha fatto riflettere sulle costruzioni che ci portiamo dietro dall’educazione cattolica, dall’ignoranza e dalla mentalità in cui siamo cresciuti e che, spesso, non riconosciamo; sulla necessità del confronto, dell’apertura verso ciò che non conosciamo e che ci fa paura, sull’importanza delle relazioni con gli altri, del tramandare le proprie conoscenze e su come tutto ciò ci arricchisca, non solo dal punto di vista “culturale” ma anche sotto il profilo personale.</p>
<p style="text-align: justify;">La tavola rotonda e tutto ciò che l’ha preceduta (e che la seguirà, spero), infatti, è stata non solo un momento di conoscenza del femminismo, ma anche un’occasione di profonda crescita personale.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato un momento di accoglienza e rispetto per tutto ciò che ciascuna delle partecipanti era ed è, a prescindere dall’approccio che essa aveva (e ha) sull’argomento che saremmo andate a trattare, con un’attenzione per i particolari che mi ha fatto sentire a mio agio e partecipante ad un momento importante, in certo modo solenne (basti pensare che, all’arrivo, ciascuna di noi ha trovato una piccola cartella, contenente un breve sunto delle posizioni fondamentali nella storia del femminismo e una bibliografia curatissima, nonché un cartellino col proprio nome, da appuntare sugli abiti, come un convegno con tutti i crismi!).</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo e per tutto ciò che verrà, io ringrazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio Rete Agatergon e tutt* coloro che ne fanno o faranno parte.</p>
<p style="text-align: justify;">E spero che continueremo così, donne!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=413&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_413" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2009/11/10/incontri-e-relazioni-sul-femminismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le favole al tempo di oggi</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2009/06/20/le-favole-al-tempo-di-oggi/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2009/06/20/le-favole-al-tempo-di-oggi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 11:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[biancaneve]]></category>
		<category><![CDATA[cappuccetto rosso]]></category>
		<category><![CDATA[favole]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[oggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=75</guid>
		<description><![CDATA[Stasera er mio figliolo m&#8217;ha guardato e mi ha detto: A ma&#8217; me poi raccontà na fiaba?
Mi son detta ma che sara&#8217; mai e che c&#8217;e&#8217; vole.  L&#8217;ho messo a letto ed ho incominciato, ma poi a un certo punto me so fermata,  questa de capuccetto rosso&#8230; no, non gliela posso mica racconta&#8217;, non sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-76" title="Favole" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Favole-186x300.jpg" alt="Favole" width="186" height="300" /><strong><em>Stasera er mio figliolo m&#8217;ha guardato e mi ha detto: A ma&#8217; me poi raccontà na fiaba?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi son detta ma che sara&#8217; mai e che c&#8217;e&#8217; vole.  L&#8217;ho messo a letto ed ho incominciato, ma poi a un certo punto me so fermata,  questa de capuccetto rosso&#8230; no, non gliela posso mica racconta&#8217;, non sia mai domani a scuola &#8230;.  se n&#8217;e&#8217; esce de sto lupo, che i regazzini con le nonne se vole magna&#8217;, rischio che me mannano quelli de le servizi sociali che dicono che insegno a mi figlio &#8216;e cose brutali.  Allora me son detta mo&#8217; gli racconto biancaneve, no no ma che sto fa&#8217; non sia mai che se gli do&#8217; na mela questo pensa che lo voglio avvelena&#8217; , er telefono azzurro me se mette a chiama&#8217;.  Ma forse quella de Hans e Gretel potrebbe anna&#8217;, e no mannaggia a me e se poi me se mette a morde i mobili della casa co&#8217; sti tempi me tocca chiede un mutuo e chi o finisce de paga&#8217;.  Ci ho pensato ancora un po&#8217; e me so detta : ma si&#8217; mo&#8217; gli racconto qualcosa di moderno!</p>
<p style="text-align: justify;">E gli ho incominciato a racconta&#8217; le favole de sto governo&#8230;</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=75&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_75" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2009/06/20/le-favole-al-tempo-di-oggi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
