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	<title>Rete Agatergon &#187; News</title>
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		<title>Non sui nostri corpi, non in nostro nome, razzismo, sessismo e omo/lesbo/transfobia nell’Italia del pacchetto sicurezza</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 21:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TRENTO: Universinversi 14.05.2010
In occasione dell'incontro a Trento promosso da Universinversi, ho avuto il privilegio di ascoltare quattro voci ormai note al panorama GLBTQI* italiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify">TRENTO: Universinversi 14.05.2010</h2>
<address>
<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/CIE.jpg" alt="CIE" width="180" height="211" /></p>
<p><strong>In occasione dell&#8217;incontro a Trento promosso da Universinversi, ho avuto il privilegio di ascoltare quattro voci ormai note al panorama GLBTQI* italiano.</strong></p>
</address>
<p style="text-align: justify">Erano presenti:<br />
• <span style="color: #800080"><strong>Elena Biagini</strong></span>, attivista di azione gay e lesbica<br />
• <span style="color: #800080"><strong>Cristian Loiacono</strong></span>, <strong>UNI TO</strong>, attivista gay<br />
• <span style="color: #800080"><strong>Porpora Marcasciano</strong></span>, attivista movimenti identità transessuali<br />
• <span style="color: #800080"><strong>Sonia Sabelli</strong></span>, femminista, attivista CIE</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>CRISTIAN LOIACONO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Racconta Cristian che nel decennio a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000 vive in Francia e frequenta movimenti di quel proletariato e sottoproletariato che a Bologna, città da dove proviene, non si vedono.<br />
A Parigi ha modo di analizzare le divisioni di classe e quindi di reddito incarnate nei fenomeni migranti. Frequenta la comunità gay che in quel periodo discute sulla proposta di legge per i matrimoni omosessuali, Pacs.<br />
Attraverso lo studio delle dinamiche sociali legate ai fenomeni omofobici constata l’insorgere di una nuova solidità nazionale cementata dall’omofobia comune ai fondamentalismi religiosi.<br />
Un po quel che accade oggi in Italia, dove si affaccia sulla scena sociale e politica il fenomeno dei migranti di seconda generazione immerso in quel declino sociale che solo la paura del diverso, in questo caso omosessuali e etnie differenti che nel nostro Paese vengono ad incontrarsi/scontrarsi.<br />
Fascisti e clericali xenofobi e omofobici brandiscono la difesa della famiglia tradizionale come uno stendardo, ma anche gruppi di omosessuali si alleano con la destra contro i migranti.<br />
Nascono nuovi studi per smontare l’omofobia delle culture islamiche: no alle espulsioni all’interno delle normative stabilite.<br />
I movimenti di destra cambiano, l’insorgere di nuove destre che vedono nell’On. (?) Gianfranco Fini un degno rappresentante dotato di quella cultura politica a sostegno del proletariato di destra.<br />
La società italiana di oggi è più complessa che in passato: donne migranti soprattutto dall’est europa impiegate nella cura della persona e manodopera impiegata nel settore agricolo proveniente in gran parte dal Marocco.<br />
<span style="color: #333333"><strong>OMOFOBIA-XENOFOBIA-IMPERIALISMO</strong></span><br />
In nome di nessun corpo la guerra è giustificabile.<br />
La politica <span style="color: #333333"><strong>QUEER</strong></span> rifiuta i modelli identitari, rifiuta di catalogare il corpo tanto quanto rifiuta il modello imperialista fondato sul consumo del petrolio, contro la misoginia e l’omofobia (?)<br />
Negli studi femministi post-coloniali vi è una presa di parola che si contrappone alla rappresentanza. Gay di seconda generazione sono spinti da motivi e bisogni che animano questa critica.<br />
Nei fenomeni migranti in Italia si considera la posizione del soggetto iperdominato da culture di tipo patriarcale, maschilista, omofobo.<br />
Il progresso è un prodotto dell’uguaglianza socio-economica basata sul multiculturalismo espresso dalla concezione QUEER.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>SONIA SABELLI</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Attivista antirazzista, studiosa accademica, si adopera a favore delle mobilitazioni contro i <span style="color: #333333"><strong>CIE</strong></span> (centri di identificazione ed espulsione), a sostegno delle donne migranti, che in primis vivono e attraversano sui loro corpi neri i fenomeni conseguenti al post colonialismo.<br />
Negli altri Paesi il dibattito tra soggetti evidenzia una certa criticità dal punto di vista accademico nel riprendere una serie di analisi teoriche in merito allo scontro tra ex colonialisti e colonizzatori che si svolge oggi all’interno delle nostre metropoli.<br />
In Italia è difficile importare modelli francesi e spagnoli. I movimenti ai quali Sonia Sabelli prende parte le permettono di osservare ed assistere i migranti divisi e organizzati in comunità.<br />
I pacchetti sicurezza millantano la protezione del corpo delle donne, suscitando la legittima reazione e presa di distanza dei gruppi femministi.<br />
A Roma per es. le reti nate contro il pacchetto sicurezza hanno permesso la riorganizzazione dei centri sociali in laboratori in cui si intreccia la lotta di classe e i fenomeni migranti.<br />
I collettivi femministi protestano contro l’uso demagogico del corpo delle donne essendo dato certo che la violenza domestica è di gran lunga superiore alla violenza in strada.<br />
La legge sul pacchetto sicurezza emanata nell’estate del 2009 si basa sul controllo sociale, limitando la libertà personale di un categoria di persone., criminalizza chiunque esprima dissenso all’omologazione senza possibilità di ribellione.<br />
L’alleanza tra il conflitto apparente tra femminismo reale e femminismo accademico passa attraverso il limite sancito dal razzismo interiorizzato e deve necessariamente escludere le politiche identitarie.<br />
I CIE sono luoghi di conflitto nei quali si vivono tragicamente le conseguenze della legge del 08.08.2009.<br />
Basti ricordare la donna che nel corso di un processo ha denunciato un tentativo di stupro da parte della polizia. Le associazioni che dovrebbero occuparsi della tutela dei reclusi, in realtà abusano degli stessi con le connivenze delle Istituzioni: è assodato l’impiego si psicofarmaci somministrati attraverso il cibo per sedare i detenuti, che è corretto puntualizzare, altro non sono che soggetti in cerca di condizioni di vita migliori, colpevoli di esser privi di passaporto italiano.</p>
<p style="text-align: justify">La rappresentazione del corpo femminile nero nella pubblicità, nei film, nello spettacolo è fenomeno recente ed è “usato” per promuovere alcuni prodotti coloniali per antonomasia come per es. il cacao.<br />
La sensualità animalesca evocante il corpo di una donna di colore è legata a pregiudizi rappresentativi, ponendo in sordina la voce e i corpi reali delle migranti essendo la tratta, la prostituzione, il fenomeno delle escort e delle badanti, accettata e funzionale al sistema.<br />
La sanatoria promossa dal governo italiano ha spinto all’autodenuncia molte migranti: illuse di essere regolarizzate, sono finite nei CIE.</p>
<p style="text-align: justify">Intervento di Elena Biagini<br />
Sostiene vi siano errori macroscopici di considerazione, riassumibili in:<br />
1. Le donne migranti in Italia, soprattutto rumene, restano sconcertate dall’imperante maschilismo italiano.<br />
2. Si tende ad identificare il soggetto con lo stato dal quale migra.<br />
3. L’assoggettamento del migrante alla classe di proletariato.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>ELENA BIAGINI</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">In Italia si dibatte da meno tempo rispetto a Paesi come Inghilterra e Germania, sulle tematiche legate ai movimenti. Ci si basa su studi fatti da altri ma nel nostro Paese il panorama è differente, il paradigma culturale cambia.<br />
Gay Imperialism di cui anche Christian ha accennato, è scritto da attiviste inglesi migranti di seconda generazione e tratta il paradigma islamico e come le soggettività queer musulmane si rapportano a quelle bianche: singolarità di donne, femministe, gay e la vittima che proviene da queli Paesi (donna, gay, trans etc).<br />
Lo studio contesta le politiche monodirezionali come ad es. gay bianchi omofobi. Facciamo Breccia, movimento di cui Elena Biagini fa parte, è criticata in quanto posizionata contro il Vaticano ma non contro l’integralismo islamico, questo perché, sostiene la Biagini è necessario individuare la lotta prioritaria, in questo caso il Vaticano.<br />
Al contrario dei tempi della guerra in Afganistan, oggi si giustificano meno le guerre, ciò nonostante i media traducono in un ottica bellica le notizie riguardanti solo ed esclusivamente alcuni Paesi, vedi ad es. l’Iran. In Italia le notizie giungono notizie (prive di una lettura critica) che vengono selezionate e vagliate da agenzie di stampa governative o paragovernative come Veri One.<br />
Ad esempio siamo venuti a conoscenza della situazione degli omosessuali a Cuba sotto il generale Castro ma dei Paesi ad essa limitrofi non si sapeva nulla. Siamo inoltre poco aggiornati sull’evoluzione politica: sempre a Cuba ad esempio sono state fatte campagne contro l’omofobia, iniziative che ignoriamo totalmente.<br />
<span style="color: #333333"><strong>Veri One</strong></span> è un gruppo che produce comunicati stampa ed assume in pieno il paradigma di vittime alle quali si attribuiscono fenomeni di sessismo, xenofobia, omofobia.<br />
L’es. di Pegah la ragazza iraniana, presunta lesbica, espulsa dalla Gran Bretagna è emblematico. Da alcune ricerche avviate da Nerina Milletti, pare infatti che la questione relativa al suo caso in Iran non sussistesse neppure, tanto da supporre che fosse montato opportunamente al fine di promuovere comunicati stampa sollecitanti la mobilitazione in Italia.<br />
Giustificare le guerre allo scopo di favorire la retorica della modernizzazione e il processo di democratizzazione quali principi fondamentali per l’U.E. ha avuto come conseguenza l’apertura al dibattito tra valori cristiani e autodeterminazione dei diritti.<br />
La proposta di legge avanzata dall’<span style="color: #333333"><strong>On. Paola Concia</strong></span> era in realtà un’integrazione all’articolo del dispositivo anti-omofobico contenuto nel <a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=7732" target="_blank"><span style="color: #333333"><strong>13 bis riguardante la clandestinit</strong></span></a><a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=7732" target="_blank"><span style="color: #333333"><strong>à</strong></span></a> come reato sancito nel pacchetto sicurezza.<br />
All’omicidio di <a href="http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_01/rom_accusato_omicidio.shtml"><span style="color: #333333"><strong>Giovanna Reggiani</strong></span></a> avvenuto nella capitale, seguirono la caccia allo straniero, soprattutto cittadini rumeni, con rastrellamenti e aggressioni.<br />
In risposta alla pericolosa e millantata associazione &#8220;rumeno = stupratore&#8221; fu indetta la manifestazione contro la violenza maschile sulle donne in cui il messaggio, chiaro e forte, riportava quale dato inequivocabile la violenza domestica a dispetto di quella in strada.<br />
Chiarezza che le comunità LGBT non hanno avuto.<br />
Collocarsi come vittime significa porsi in atteggiamento debole e di immobilizzazione nei confronti di un processo di liberalizzazione.<br />
La patologizzazione, l’etnocizzazione dell’omofobo depotenzia la lettura critica che le comunità LGBT possono dare al mondo.<br />
Chi si lascia assimilare da questi discorsi sono le stesse organizzazioni e persone che si prestano ad aperture a questo genere di fascismi e a posizioni razziste avanzate dalle destre, come ad es. <span style="color: #888888"><strong>casa pound</strong></span>, <a href="http://www.gaylib.it/" target="_blank"><span style="color: #888888"><strong>gaylib</strong></span></a>, <a href="http://www.azionetrans.it/" target="_blank"><span style="color: #888888"><strong>azionetrans</strong></span></a>.<br />
Il pride è un percorso di liberazione, e la partecipazione di elementi che nulla hanno a che fare con l’antirazzismo è il motivo che ha indotto quest’anno coloro, ai quali questi principi non appartengono, a disertare la manifestazione nella capitale.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>PORPORA MARCASCIANO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Porpora Marcasciano nel suo intervento si interroga sul nesso che esiste nei tre approcci sostenuti dagli interventi precendenti: quello teorico di Cristian, quello pratico di Sonia, quello operativo di Elena.<br />
La cooperazione è necessaria al fine di garantire una migliore qualità di vita delle persone.<br />
La rete sociale tra le varie associazioni di volontariato e i progetti sostenuti dai singoli viene trasformata da una regia o scena politica.<br />
Per esempio la rete solidale promossa contro la prostituzione sta divenendo ronda, facendo leva sulla sicurezza, sulle paure, sul decoro delle nostre città.<br />
Bisogna domandarsi cosa ci interessa oggi: aiutare, integrare, o invece eliminare, occultare alla vista. Le comunità cristiane di base sono le uniche che offrono una risposta concreta a questa penosa questione ed è con loro che ci si ritrova a collaborare.<br />
L’<a href="http://materialisociali.wordpress.com/italia-tratta/italia-tratta-di-esseri-umani-a-scopo-di-sfruttamento-sessuale/" target="_blank"><span style="color: #333333"><strong>art. 18</strong></span></a> tratta delle persone sfruttate e prevede l’accompagnamento della richiesta al Ministero degli interni, ed alle questure, deve essere effettuato da una associazione accreditata.<br />
Le questure dispongono di tempi tecnici per vagliare la denuncia ed intanto inviano ai CIE le persone che commettono reato di clandestinità.<br />
Associazioni quali il <a href="http://www.mit-italia.it/" target="_blank"><strong><span style="color: #333333">MIT</span></strong></a> che si occupa dell’accoglienza in strada, la “casa delle donne”, la caritas e varie associazioni cattoliche provvedono a dare la possibilità di un percorso di regolarizzazione.</p>
<h3 style="text-align: justify"><strong>Conclusioni</strong></h3>
<p style="text-align: justify">Far comunicare i tre livelli sopraccitati (anche ideologici) significherebbe operare congiuntamente al fine di una migliore qualità di vita di queste persone.</p>
<p style="text-align: justify">Ringrazio Universinversi e gli intervenuti al dibattito, perché mi hanno permesso una lettura critica e consequenziale delle informazioni che quotidianamente raccolgo, ma che, da comune cittadina, non riesco ad elaborare con la stessa perizia e consapevolezza di chi opera all&#8217;interno  dei vari movimenti. Movimenti che lottano affinché un mondo migliore sia possibile.</p>
<p>Sara</p>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ribelliamoci ai baroni del movimento omosessuale</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 13:42:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1204" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1204 " title="fiaccolata 30 maggio roma contro omofobia" src="http://www.vandilli.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/090944419-67f16e3b-4443-432d-ae15-d7e217c5a45e-300x199.jpg" alt="090944419-67f16e3b-4443-432d-ae15-d7e217c5a45e" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Inizio fiaccolata con i manifestini &quot;infilati nella mia mano&quot; da Arcigay Roma (Foro Repubblica Roma)</p></div>
<p>Ieri sera dopo ormai un anno di manifestazioni contro l&#8217;omofobia ed i casi di aggressioni, <strong>stupri su donne lesbiche</strong>, e insulti della Chiesa Cattolica <strong>che ci chiama pedofili,</strong> ho visto negli occhi delle persone la rabbia e la disperazione.In questi giorni migliaia di studenti in tutta Italia si stanno  ribellando, tra le motivazioni, anche quella del <strong>pensionamento  anticipato dei baroni </strong>che monopolizzano le università, personaggi in  naftalina che dettano leggi ed ostacolano l&#8217;integrazione nell&#8217;organico  dei ricercatori precari.</p>
<p>Questo esempio per farvi capire che  l&#8217;Italia è un paese di <strong>baroni</strong>.</p>
<p><strong>Piccolo potere piccolo uomo, penso io.</strong></p>
<p>Dopo l&#8217;aggressione la settimana scorsa del ragazzo 22 enne, picchiato fino allo svenimento da 4 italiani che lo hanno seguito dopo l&#8217;uscita di un locale gay, il gruppo <a href="http://fiaccolataglbt.wordpress.com/" target="_blank">We Have Dream</a>, nato il 28 Agosto 2009, ha organizzato una manifestazione spontanea la sera dopo l&#8217;uscita della notizia dell&#8217;ultima aggressione omofoba.</p>
<p style="text-align: justify;">I numeri della questura <strong>parlano di 200 persone</strong>, giovani e adulti, uniti sotto la bandiera rainbow.</p>
<div id="attachment_1198" class="wp-caption alignleft" style="width: 269px"><img class="size-full wp-image-1198 " style="margin: 4px;" title="28104_400150257667_544207667_4102700_35783_n" src="http://www.vandilli.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/28104_400150257667_544207667_4102700_35783_n.jpg" alt="28104_400150257667_544207667_4102700_35783_n" width="259" height="173" /><p class="wp-caption-text">Alla partenza gli esponenti del movimento LGBT (Foto Carlo Traina)</p></div>
<p>Arrivata li trovo la sorpresa: l<strong>a sfilata delle associazioni davanti a telecamere e fotografi</strong> (tutto condito da volontari dell&#8217;Arcigay Roma che pubblicizzavano il Roma Pride 2010, mettendo nelle mani fogli come è successo accidentalmente a me in foto) dando per scontato che volessimo pubblicizzare l&#8217;evento.</p>
<p>Dopo circa 40 minuti dal siparietti dei baroni del movimento omosessuale, <strong>molti di questi </strong>(alcuni sono anche gli organizzatori del Roma Pride 2010) <strong>dopo aver pubblicizzato se stessi e l&#8217;evento,  si dileguano e non fanno nemmeno la fiaccolata, </strong>come <strong>Imma Battaglia</strong> (Presidente Associazione DiGayProject).</p>
<p>Come dice giustamente l&#8217;amico <a href="http://elfobruno.wordpress.com/" target="_blank">Elfobruno nel suo blog</a>:</p>
<blockquote><p>Arrivo, con Pinzi e Guglia. Siamo in anticipo di quaranta minuti e le telecamere sono già lì. È <span>Arcigay Roma</span>. <strong>Si è sentito l’odore del sangue</strong>. Il presidente si fa intervistare. <em>We have a dream</em>, che ha organizzato l’evento, ha una piccola filosofia: quando ci scappa la coltellata ci si riunisce dietro l’unico vessillo possibile, il rainbow. Perché contro il sangue delle vittime c’è un’unica risposta che non è quella del logo da conventicola. Non è una questione di marketing. È solo buon senso. È seguire un simbolo, vestiti solo del proprio corpo. Arcigay, invece, ci ha messo il cappello.</p></blockquote>
<p>Ci seguono nella fiaccolata sicuramente l&#8217;<strong>On. Paola Concia</strong>(PD), <strong>Fabrizio Marrazzo</strong> (Presidente Acrigay Roma) <strong>Daniele Sorrentino </strong>(Direttivo Arcigay Roma), oltre a questi nomi è possibile che ci abbiano seguito altri ma io personalmente ho saputo riconoscere solo queste persone.</p>
<div id="attachment_1194" class="wp-caption alignnone" style="width: 442px"><img class="size-full wp-image-1194 " style="margin: 4px;" title="28104_400152222667_544207667_4102778_1801829_n" src="http://www.vandilli.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/28104_400152222667_544207667_4102778_1801829_n.jpg" alt="28104_400152222667_544207667_4102778_1801829_n" width="432" height="287" /><p class="wp-caption-text">Fiaccolata davanti al luogo dell&#39;aggressione. (Foto Carlo Traina)</p></div>
<p>Fermiamo in traffico del Colosseo per passare, camminiamo urlando<em> &#8220;Razzismo, violenza omo-trans fobia, con una risata vi spazzeremo via&#8221;</em> e <a href="http://maurocioffari.splinder.com/" target="_blank"><strong>Mauro Cioffari</strong></a> di We have a dream, legge per tutto il percorso i casi di violenza di  omo-transfobia,  ad oggi consumati.</p>
<div id="attachment_1199" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1199" style="margin: 4px;" title="30434_1471184868288_1493625297_31222475_489164_n" src="http://www.vandilli.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/30434_1471184868288_1493625297_31222475_489164_n-300x209.jpg" alt="30434_1471184868288_1493625297_31222475_489164_n" width="300" height="209" /><p class="wp-caption-text">La folla chiede di perseguire (Foto Mauro Cioffari)</p></div>
<p>Tutto procede tranquillamente, anche se la manifestazione non era stata autorizzata preventivamente, ma grazie a <a href="http://www.cristianaalicata.it/" target="_blank"><strong>Cristiana Alicata</strong></a> e <strong>Valerio Barletta</strong> ed altri componenti di We Have a Dream, abbiamo ottenuto un permesso al momento, per poter  proseguire verso il luogo dell&#8217;aggressione.</p>
<p>Arrivati sul luogo dell&#8217;aggressione,  sciogliamo la fiaccolata.</p>
<p><strong>Ad un tratto, il delirio.</strong></p>
<p>Le persone <span style="text-decoration: underline;">non ci stanno</span>, <strong>urlano che si sentono topi rinchiusi nei soliti spazi</strong>, che vogliono manifestare in luoghi frequentati e non nei percorsi organizzati per non &#8220;disturbare&#8221;.</p>
<p><em><strong>Attimi concitati. La rabbia. La disperazione.</strong></em></p>
<p>Le voci si alzano forti, ci chiedono di andare avanti anche <strong>senza autorizzazione della Questura</strong> (che ci segue passo passo), ci chiedono di <strong>dire al megafono qual è la gelateria che ha rifiutato l&#8217;aiuto al ragazzo ferito.</strong></p>
<p>Un ragazzo della folla urla:</p>
<blockquote><p>Volete sapere perché non l&#8217;hanno aiutato? Perché hanno visto il sangue di un frocio e quindi: frocio = AIDS e si sono rifiutati di soccorrerlo! Vogliamo il nome!</p></blockquote>
<div id="attachment_895" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-895 " style="margin: 4px;" title="30152_1481704400755_1178179865_1463129_3232441_n" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/30152_1481704400755_1178179865_1463129_3232441_n-300x225.jpg" alt="30152_1481704400755_1178179865_1463129_3232441_n" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Le persone davanti alla gelateria di Via Cavour al momento della protesta (Foto Claudio Queerway)</p></div>
<p>Tra la folla in incognito una persona che sa, ci dice il nome, annunciamo al megafono come raggiungere il luogo e partiamo urlando, fischiando,  a passo veloce, verso al gelateria.</p>
<p>Arrivati li (alla biforcazione di Via Cavour), ci mettiamo davanti alla gelateria  e lanciamo davanti alla porta dei fazzolettini bianchi (gli stessi che non avevano voluto dare al ragazzo ferito) urlando &#8220;Vergogna!!! &#8220;.</p>
<p><strong>All&#8217;improvviso</strong>, si fa spazio tra la folla Fabrizio Marrazzo e Daniele Sorrentino (ArcigayRoma), urlando:</p>
<blockquote><p>Stiamo facendo una figura di merda, non è questo il bar, chiediamo subito scusa!</p></blockquote>
<p>La folla rumoreggia. Entriamo nella gelateria e chiediamo spiegazioni,  ammettono: &#8220;Siamo stati noi&#8221;</p>
<p><strong>Alla notizia, la folla urla contro Marrazzo e Sorrentino:</strong></p>
<blockquote><p>Bugiardi! Tornate a casa se non condividete questa azione (pacifica)! Chi siete voi per dirci cosa fare? Non ci rappresentate!</p></blockquote>
<p>Passa una mezz&#8217;ora tra urla e accuse, i due si rifugiano dalla Polizia che stazionava davanti alla gelateria, vengono presi i documenti ad alcuni, <strong>naturalmente non a Marrazzo</strong>. Alcuni documenti verranno <strong>trattenuti</strong> per controlli ulteriori.</p>
<div id="attachment_1215" class="wp-caption alignleft" style="width: 179px"><img class="size-medium wp-image-1215" style="margin: 4px;" title="coppa lesbica" src="http://www.vandilli.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/30434_1471184548280_1493625297_31222469_6254909_n-282x300.jpg" alt="coppa lesbica" width="169" height="180" /><p class="wp-caption-text">Coppia di attiviste lesbiche di baciano alla fiaccolata</p></div>
<p>Dopo l&#8217;intervento pacificatore di Lucky Amato (attivista LGBT), Marrazzo chiede il megafono e dice: &#8220;&#8230;vorrei dire che siamo tutti molto stressati dal momento&#8230;.&#8221;</p>
<p>Partono fischi e urla della folla&#8230;.un tentativo di scuse assurdo, dopo l&#8217;ennesima bugia.</p>
<p>Ci disperdiamo e torniamo al Colosseo per parlare tutti insieme con calma.</p>
<p>Molti strapperanno le tessere, molti racconteranno tutto agli amici, molti le tessere non le faranno mai.</p>
<h2><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p>Ieri notte ho urlato davvero tanto facendo uscire la mia rabbia verso chi dovrebbe proteggerci,<span> </span>mi riferisco sia<span> </span>alle istituzioni che alle associazioni.</p>
<p>Ero davvero stanca, volevo correre per le strade di Roma e far scendere giù le persone dalle case, farle venire con noi, parlare con loro, far capire che i diritti di ogni persona sono la base di una vita rispettosa per tutti, che le discriminazioni rendono marcio il sistema e affondano il nostro Paese impregnato di violenza, disuguaglianza, indifferenza e un sistema fatto di non meritocrazia e di &#8220;concessioni non disinteressate&#8221;.</p>
<p>Per questo dobbiamo lottare per i diritti di tutti, perché il diritto di ciascuno di noi è il diritto dell&#8217;intera comunità.</p>
<div class="im">
<p><strong><em>Diritto di uno, diritto di tutti.</em></strong></p>
<p><strong>Non sono le associazioni che fanno le persone, ma le persone che fanno le associazioni,</strong> i moti popolari, le rivoluzioni culturali.</p>
<p>Stringiamoci insieme e teniamoci pronti ad ogni evento, parliamone, partecipiamo, andiamo oltre il nostro menefreghismo ed il nostro disfattismo del “tanto non cambierà mai nulla”.</p>
<p><strong>Prendiamo in mano il nostro futuro.</strong></div>
</div>
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		<item>
		<title>Donne a pezzi &#8211; la politica del corpo femminile</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 10:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Falchi]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[eterosessismo]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
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		<category><![CDATA[neo-femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corpo della donna è davvero ridotto a pochi segmenti condensati in un scatto fotografico?
Tette, cu.li e silicone sono davvero tutto ciò che deve essere rappresentato, enfatizzato, e recepito allo scopo, suppongo, di ridurre la donna a mero oggetto di piacere?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata di oggi l’ho eletta a “giornata della polemica”.<br />
Su FB un tizio ha postato una foto tratta dal calendario di Anna Falchi di qualche anno fa, commentandola con la frase:- chi nn mette “MI PIACE” è RIKKIONE.-</p>
<p><img class="alignleft" src="http://news2000.libero.it/speciali/foto/i300(2).jpg" alt="" width="142" height="198" />Non ce l’ho fatta a trattenermi nel commentare, non tanto il soggetto inquadrato nella foto, quanto l’appellativo utilizzato per definire chi non si “conforma” agli stereotipi eterosessisti di genere.<br />
Una sorta di fastidioso prurito sollecitato da atteggiamenti omofobici e “da caserma”, mi ha pervaso per l’ennesima volta e mi sono domandata se ogni “persona”, avente orientamento sessuale diverso da quello ufficialmente riconosciuto, reagisse innanzi alla stessa molesta ed irritante sensazione che si prova in questi frangenti, cosa accadrebbe?</p>
<p>Mi lascia inoltre oltremodo perplessa la lettura dei numerosi commenti alla foto: riconoscere il soggetto esclusivamente dal suo fondoschiena, seppur sapientemente ritratto, piuttosto che dal suo volto mi fa riflettere. Sarebbe accaduto lo stesso con una mano, un piede, un ginocchio? </p>
<p>La pubblicità, in Italia ma anche in Francia, e in molti altri paesi, ha completamente adottato questo modello umiliante del genere femminile, identificando molto spesso il corpo femminile, o alcuni suoi &#8220;pezzi&#8221;, con l’oggetto che si vuole vendere. Un sondaggio realizzato da IPSOS nel 2001 ha dimostrato che quattro francesi su dieci sono infastiditi dal modo in cui si presentano le donne nella pubblicità. Secondo questa inchiesta sono le donne, in particolare quelle con più di 35 anni, ad essere le più scioccate, ma la maggioranza degli uomini, così come quella dei più giovani, non ha nulla da ridire.</p>
<p>Il corpo della donna è davvero ridotto a pochi segmenti condensati in un scatto fotografico?<br />
Tette, cu.li e silicone sono davvero tutto ciò che deve essere rappresentato, enfatizzato, e recepito allo scopo, suppongo, di ridurre la donna a mero oggetto di piacere? Soprattutto a che pro&#8217;? Forse per distogliere l’attenzione dal pericolo reale di un neo-femminismo ancor più rivoluzionario del precedente?</p>
<p>Il documentario “<a title="il corpo delle donne" href="http://www.youtube.com/watch?v=wEEyVtiKvK4" target="_blank">Il corpo delle donne</a>” realizzato da Lorella Zanardo,  ha preso visione 400 ore di televisione, passando in rassegna tanto tutte le reti private (proprietà di Silvio Berlusconi) quanto quelle pubbliche. Ci si mostra la banalizzazione e la volgarizzazione del corpo delle donne. In questo Paese dove l’80% delle persone che guardano la televisione ne fanno la loro principale fonte d’informazione e dove il 60% dell’audience televisiva è di sesso femminile, è un orrore misogino permanente.</p>
<p>Non è più qualcosa che riguarda solo la televisione, la pubblicità, i media; tutto quello che si vede in tv è ormai divenuto reale nella vita sociale e politica del nostro Paese. Una sorta di realtà parallela distorta, un bieca illusione che confonde le nostre percezioni, obnubila le nostre menti sul senso autentico delle cose.</p>
<p>Sara</p>
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		<title>Il business dei diritti</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/01/22/il-business-dei-diritti/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 13:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Daily Telegraph]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[matrimoni]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Nepal]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Sunil Babu Pant]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo incuriosita la notizia in cui si rende noto che in Nepal sono stati legalizzati i matrimoni tra le coppie delle stesso sesso, la legge entrerà in vigore il prossimo maggio 2010. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque l’evoluzione umana è tutta una questione di business? I mutamenti sociali sottendono sempre ed esclusivamente a fattori di carattere economico e/o finanziario?<br />
Dalla vecchia idea di modernità siamo passati a parlare di tarda modernità (Giddens) o post-modernità (Bauman, Castells, Harvey, Beck, Hannertz e altri) per descrivere le conseguenze dell&#8217;interdipendenza globale e del consumismo sulla vita e i sistemi sociali. Gli effetti della globalizzazione sono oggetto di studio da parte di chi, mosso da interessi più o meno opportunistici, ma tutt’altro che idealistici, intende servirsi delle connessioni ed interconnessioni che tale fenomeno porta con sé.</p>
<div><img class="alignleft size-full wp-image-578" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/bluediamondsociety1.jpg" alt="bluediamondsociety" width="133" height="180" />Proprio oggi leggo incuriosita la <a title="notizia" href="http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=40d55a78b17fc200" target="_blank">notizia</a> in cui si rende noto che in <a title="Nepal" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nepal" target="_blank">Nepal</a> sono stati legalizzati i matrimoni tra le coppie delle stesso sesso, la legge entrerà in vigore il prossimo maggio 2010. E’ naturalmente un’ottima notizia, considerato che solo fino al 2007 l’omosessualità, in questo Paese, era condannata.<br />
Ciò che mi lascia perplessa è che, a giudicare dall’articolo, tanta solerzia da parte del governo nepalese ad emanare una legge in favore delle coppie gay e lesbiche sia stata sollecitata da mere questioni economiche.<br />
<a title="Sunil Babu PAnt" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sunil_Babu_Pant" target="_blank">Sunil Babu Pant</a>, prima icona gay dichiarata della politica nepalese e fondatore dell’unico movimento per i diritti gay “Blue diamone Society&#8221;, ha creato un’apposita agenzia di viaggi chiamata “Pink Mountain” per attrarre turisti omosessuali con offerte originali e accattivanti e stimolare così l’economia del suo Paese.<br />
Facente parte del partito comunista attualmente al Governo, è anche membro dell’assemblea costituente e avrebbe recentemente dichiarato al <a title="Daily Telegraph" href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/asia/nepal/7027736/Nepal-to-stage-gay-weddings-on-Everest.html" target="_blank">Daily Telegraph</a>:-I gay non sono ben accetti nella maggior parte dei paesi asiatici. Noi potremmo trarre beneficio dalla nostra apertura, invitando turisti e avvantaggiando la fragile economia nepalese. Il Nepal vuole aumentare il suo numero di turisti da 400mila a un milione e questo settore potrebbe dare un forte contributo al raggiungimento di questo obiettivo.-<br />
Il Daily Telegraph riferisce che dal prossimo mese, in Nepal, si terrà anche una conferenza internazionale sul turismo gay.</div>
<p>Sara</p>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>Mi sposo in Portogallo</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/01/13/mi-sposo-in-portogallo/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 19:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Aníbal Cavaco Silva]]></category>
		<category><![CDATA[Egas Moniz]]></category>
		<category><![CDATA[gay lesbiche]]></category>
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		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[Mitras]]></category>
		<category><![CDATA[moral hazard]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Portogallo]]></category>

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		<description><![CDATA[Manca solo la sua firma, dopodiché la legge promossa dal governo portoghese a maggioranza socialista, entrerà in vigore a pieno titolo e finalmente anche le coppie omosessuali potranno contrarre matrimonio e avere pari dignità delle coppie etero anche in Portogallo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-548" title="lesbo_matrimonio" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/lesbo_matrimonio.jpg" alt="lesbo_matrimonio" width="228" height="304" /><em><strong>Manca solo la sua firma, dopodiché la legge promossa dal governo portoghese a maggioranza socialista entrerà in vigore a pieno titolo e finalmente anche le coppie omosessuali potranno contrarre matrimonio e avere pari dignità delle coppie etero anche in Portogallo. Il presidente Aníbal Cavaco Silva avallerà a giorni una legge che, al contrario di quel che è accaduto in Spagna nel 2005, non ha avuto pressoché dibattito nel paese dei mulini a vento e del Fado.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Una grande conquista sociale e giuridica, considerato che solo fino al 1982, dunque solo quattro anni prima dell’entrata nella UE, e ancora ben dopo la fine della cinquantennale dittatura militare terminata nel 1974, in questo paese l’omosessualità era perseguita per legge.<br />
Prima infatti il codice penale portoghese del 1852 non menzionava l&#8217;omosessualità; Egas Moniz, nella sua opera &#8220;La vita sessuale e pathologia&#8221; considerava l&#8217;omosessualità come una malattia mentale e una perversione &#8221; degna di essere trattata come qualsiasi altra&#8221;.<br />
Con l&#8217;avvento del Novo Estado vi fu un ritorno ai valori morali della religione cristiana (il primo dei tre pilastri della dottrina del regime riassunta nella frase &#8220;Fátima, Fado e Futebol&#8221; -<em>madonna di Fatima, musica tradizionale portoghese e calcio</em>-), dove la sessualità era vista esclusivamente come mezzo di procreazione e definizione dei ruoli per ciascun sesso: gli uomini aventi il compito di lavorare per essere il pilastro e il sostegno della famiglia, le donne utili solo per la cura dei loro figli e della casa. Durante questo periodo di declino segnato dalla repressione politica e sociale gli atti omosessuali e i cosiddetti vizi contro natura (era infatti considerato moralmente valido soltanto il sesso genitale, riproduttivo) furono criminalizzati.<br />
Omosessuali ed altri accusati di condotta immorale o vagabondaggio, prostitute, magnaccia, malati di mente, bambini mendicanti o &#8220;moral hazard&#8221; dovevano essere occultati alla società al fine di non turbare l’ordine morale imposto dal regime di Salazar. Tra il 1933 e il 1951 più di 12 mila persone sono state ricoverate in ospedale, spesso per lunghi periodi in luoghi appositi definiti di rieducazione come &#8220;Mitras&#8221;. Senza scordare la tortura e la deportazione dal PIDE (Polizia internazionale difesa Stato) degli omosessuali, spesso associato con la repressione politica. Come il caso di Giulio Fogaça, leader del Partito comunista portoghese, che nel 1962 fu condannato come &#8220;un pederasta passivo e praticante abituale del vizio contro natura&#8221;. Non era la prima volta che Fogaça veniva arrestato &#8211; era stato addirittura espulso due volte &#8211; ma era la prima volta che l&#8217;accusa di omosessualità fu utilizzata per privarlo della libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo la rivoluzione del 25 Aprile del 1974, chiamata anche la rivoluzione dei garofani, vi fu un’apertura verso i fondamenti giuridici che porteranno, seppur con estrema lentezza, a quei cambiamenti sociali che permetteranno l’ottenimento dei diritti di cui oggi godono gli omosessuali portoghesi. Alcuni gruppi di attivisti gay, come MHAR, Movimento Omosessuale Rivoluzionario di azione, di cui Serzedelo Anthony è stato il fondatore, nel maggio 1974 pubblicarono il loro Manifesto libertà Sex prontamente censurato dal generale Galvao de Melo, il quale dichiarò in TV che il 25 aprile non era stato fatto per gli omosessuali e le prostitute.<br />
Come negli altri Stati del mondo nella prima metà degli anni ‘80 l’avvento dell’AIDS in Portogallo, ebbe come effetto l’acquisizione di consistenza associativa da parte dei movimenti gay, nonché la visibilità e rispettabilità, in collaborazione con la Commissione nazionale per l&#8217;AIDS e Abraço.<br />
Il rivoluzionario Partito socialista, ora integrato nel blocco di sinistra, fu il primo partito politico nel 1991 che formalizzò l&#8217;esistenza di una organizzazione interna specificamente dedicata alla lotta contro il sessismo, l&#8217;omofobia e la discriminazione. Con lo slancio di alto profilo del PSR, e dalla metà degli anni 1990, la comunità gay ha cominciato a organizzarsi allo scopo di far sentire la propria voce con la creazione e il consolidamento delle varie associazioni, come ad esempio <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=pt|it&amp;u=http://www.ilga-portugal.pt/glbt/glbt_lei.htm" target="_blank">Associação ILGA il Portogallo</a>, la Safo Clube, il Gay Opus, il Korpus Journal, il PortugalGay.pt sito web, eventi Pride Festival, il marzo Nazionale per LGBT Pride e il Festival di Gay e Lesbica di Lisbona.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Legislazione. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Costituzione del 1975, rivista nel 2004, dispone all&#8217;articolo 13 che ad ogni cittadino sia riconosciuto lo stato di diritto senza distinzione di origine, sesso, razza, lingua, territorio di origine, religione, politica o ideologica, grado di istruzione, situazione economica, stato sociale o tendenze sessuali.<br />
Il codice penale introdotto nel 1982 criminalizza la pratica omosessuale se praticata su individui di età inferiore ai 16 anni, riprendendo il precedente art. 207 e conseguente art. 175 poi giudicato incostituzionale.<br />
Il Codice Penale in vigore, del 15 settembre 2007, ha infatti abrogato l&#8217;articolo 175 eliminando così ogni riferimento esplicito all’incitamento alla discriminazione fondata sull&#8217;orientamento sessuale, stabilendo sanzioni severe per crimini motivati da omofobia. Il nuovo articolo 173 stabilisce che chiunque abbia compiuto atti sessuali con minori di età inferiore ai 14 anni, abusando della loro inesperienza, è punito con la reclusione fino a 2 anni o una multa fino a 240 giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conclusioni. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Portogallo una legge riconosce dal 2001 le unioni di fatto, indipendentemente dal loro sesso, ma fino ad oggi le unioni non erano equiparate al matrimonio. La regolamentazione in merito alle adozioni da parte di coppie omosessuali è stata (al momento?) bocciata: &#8220;Si tratta di una <em>questione differente</em> rispetto al matrimonio&#8221;, ha sottolineato il premier socialista José Socrates nel respingerle: &#8220;L&#8217;adozione non è un diritto della coppia, è un diritto del bambino&#8221;.<br />
Dopo Belgio, Svezia, Norvegia, Spagna e Olanda, anche il Paese che ha dato i natali a Vasco da Gama (a cui è dedicata la torre di Belém a Lisbona) potrà finalmente vantare una evoluzione sociale al pari di Paesi considerati da sempre all’avanguardia in fatto di civiltà ed essere annoverato tra i primi Paesi europei in fatto di sviluppo socio-democratico.<br />
Ci auguriamo che la legge trovi presto applicazione e che le numerose coppie che attendono da anni un riconoscimento da parte della collettività siano finalmente libere di esprimersi e tutelate, così come dovrebbe avvenire in ogni Paese democratico che si rispetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sara</p>
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		<title>Matrimonio si o no</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 19:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Francesco Zanardi]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Incorvaia]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[Michel Foucault]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero della fame]]></category>
		<category><![CDATA[Sessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto vale un sogno?
Per quanti la propria sopravvivenza e incolumità possiedono caratteri di subalternità rispetto all ideale che permea ogni pensiero e muove ogni azione nella propria esistenza?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://lanuovatowanda.blogspot.com/2009/08/lesbiche-e-diritto-il-caso-sharon_08.html" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-545" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/KarentThompsonSharonKowalski_sm1.jpg" alt="KarenThompsonSharonKowalski" width="229" height="320" /></a> <strong>Quanto vale un sogno?<br />
Per quanti la propria <a href="http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=67229" target="_blank">sopravvivenza</a> e incolumità possiedono caratteri di subalternità rispetto all ideale che permea ogni pensiero e muove ogni azione nella propria esistenza?<br />
Molti dei grandi del passato, che tutt’oggi ricordiamo nelle opere d’arte, nei monumenti, e dei quali i nostri libri di scuola ricordano le eroiche gesta, sono artefici della nostra Storia, responsabili encomiabili o deplorevoli di una vita che ha contribuito a plasmare il nostro presente.</strong></p>
<p style="text-align: justify">La suprema aspirazione, l’idea perfetta che abbiamo forgiato nella nostra mente e per la realizzazione della quale combattiamo una <a href="http://www.notiziegay.com/?p=39872" target="_blank">lotta</a> costante e disperata che spinge i nostri umani limiti oltre il tollerabile, ci pervade ogni senso e proietta le nostre risorse verso la conoscenza di un possibile ed auspicabile diverso futuro.</p>
<p style="text-align: justify">Chi lo definisce masochismo, chi stupidità, chi inutile spreco di tempo ed energie. Eppure, chi è mosso da un’ideale possiede in sé tutte quelle caratteristiche di tenacia e forza che ai più sono sconosciute ed estranee.</p>
<p style="text-align: justify">Queste le riflessioni che mi persuadono a credere in qualcosa che vada oltre la quotidianità, oltre ogni singola individualità, oltre l’eterogeneità indotta e omologata a programmi di carattere socio-economico che altri hanno studiato per noi.<br />
E’ lecito in un paese simil-teocratico quale di fatto è l’Italia, domandarsi come mai, oggi nel 2010, i nostri governanti non hanno ancora legiferato in merito alle coppie di fatto, ai <a href="http://www.larena.it/dossiers/Comunit%C3%A0/49/96/113252/" target="_blank">matrimoni tra persone dello stesso sesso</a>, al riconoscimento di pari dignità e diritti? E’ mai possibile che dopo anni di proposte cadute nel vuoto e tentativi puntualmente bocciati (vedi ultima proposta di legge dell&#8217;On. Paola Concia, con giustificazioni gravemente offensive per le comunità LGBT derivate da cognizioni totalmente errate) di regolamentare le molteplici ed esistenti realtà affettive e famigliari che esulano dall’unico modello previsto dal nostro sistema giuridico?</p>
<p style="text-align: justify">Se e quando qualcuno tenta di alzare la testa e far sentire, in modo pacifico e assolutamente legale il proprio dissenso e invita energicamente chi di competenza ad un intervento urgente, viene messo a tacere o semplicemente ignorato. Come è accaduto a <a href="http://www.gayitaliani.eu/" target="_blank">Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia</a> una coppia di Savona che ha deciso di seguire il proprio sogno, il proprio ideale, servendosi di un’azione forte come quella dello sciopero della fame nel tentativo di vedere riconosciuto loro il diritto di unirsi in matrimonio come tutte le persone che si amano che intendono dare forma giuridica alla loro unione.</p>
<p style="text-align: justify">A tal proposito sto leggendo in questo periodo “la volontà di sapere – storia della sessualità” di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Foucault" target="_blank">Michel Foucault</a>.<br />
Non mi perderò in inutili divagazioni ma vorrei riportare qui alcuni passaggi che riguardano il matrimonio, le deviazioni, l’economia e la società e sollecitare, spero, alcune riflessioni.</p>
<p style="text-align: justify"><em>“(…)<span style="color: #333333"> Tutta quest’attenzione loquace con cui facciamo chiasso intorno alla sessualità da due o tre secoli, non è finalizzata ad una preoccupazione elementare: assicurare il popolamento, riprodurre la forza lavoro e la forma dei rapporti sociali; insomma organizzare una sessualità economicamente utile e politicamente conservatrice? (…) Il XIX secolo ed il nostro sono stati piuttosto l’epoca della moltiplicazione: una dispersione delle sessualità, un rafforzamento delle loro forme disparate, un insediamento multiforme delle “perversioni”. La nostra epoca è stata iniziatrice di eterogeneità sessuali.<br />
Fino alla fine del XVIII secolo tre grandi codici espliciti -al di fuori delle regole dei costumi e delle costrizioni dell’opinione- regolavano le pratiche sessuali: diritto canonico, pastorale cristiana e legge civile. Essi fissavano, ciascuno a suo modo, la distinzione fra lecito ed illecito. Erano tutti centrati sulle relazioni matrimoniali(…), la sua fecondità o la maniera in cui ci si dava da fare per renderlo sterile, i momenti in cui lo si richiedeva (periodi pericolosi per la gravidanza e dell’allattamento, tempo proibito della quaresima o delle astinenze), la sua frequenza e la sua rarità – questo soprattutto era saturo di prescrizioni. La vita sessuale dei coniugi era ossessionata di regole e di raccomandazioni. La relazione matrimoniale era il luogo in cui si addensavano il maggior numero di costrizioni; se ne parlava più che in ogni altra, essa doveva confessarsi fin nei particolari. Era particolarmente sorvegliata: se era in difetto, doveva venire alla luce e provar le sue ragioni dinanzi a testimoni. Il “resto” rimaneva molto più confuso: si pensi all’incertezza dello statuto della “sodomia”. (…) Nell’ordine civile come nell’ordine religioso, quel che era preso in considerazione era un illegalismo d’insieme. Probabilmente la “contro natura” vi era caratterizzata in modo particolarmente abominevole: ma era percepita solo come una forma estrema di ciò che è “contro la legge”; infrangeva anch’essa decreti – decreti sacri come quelli del matrimonio e che erano stati stabiliti per governare l’ordine delle cose ed il piano degli esseri. Le proibizioni che si riferivano al sesso erano fondamentalmente di natura giuridica.</span> (…)</em></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>E torniamo al punto di partenza</strong></span>. Se sono così evidenti le motivazioni addotte dalle istituzioni politiche religiose per cui non si deve riconoscere alle persone il diritto di amare chi vogliono e vedere tutelate le loro unioni da parte della legge, perché molti altri paesi nel mondo progrediscono e si ravvedono in materia legale e sociale? Cosa differenzia paesi come il Belgio, l’Olanda, la Spagna, alcuni stati USA a promuovere il riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso, rispetto al nostro?<br />
Perché i movimenti omosessuali insistono tanto sul riconoscimento dei propri diritti, quando, come molti affermano, potrebbero vedere riconosciuti gli stessi attraverso un&#8217; azione notarile per quanto riguarda cure parentali e lasciti?</p>
<p style="text-align: justify">Concludo con una domanda provocatoria:<br />
se è vero che la legge, così come i diritti e doveri di ogni cittadino, è uguale per tutti, perché per qualcuno deve essere sempre più uguale?</p>
<p style="text-align: justify">Sara</p>
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		<title>Huston Texas: Annise Danette Parker prima donna sindaco USA</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 10:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Annise Danette Parker nata il 17 maggio 1956, lesbica dichiarata, è il nuovo sindaco di Houston, Texas. In precedenza ha lavorato nel Houston City Council dal 1997. La città texana di Houston, la quarta degli Stati Uniti per numero di abitanti, vedrà a partire da gennaio 2010 per la prima volta una donna &#8220;lesbica&#8221; in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Parker1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-500" title="Parker" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Parker1.bmp" alt="Parker" width="240" height="243" /></a><span style="color: #800080;"><em><strong>Annise Danette Parker</strong></em></span></strong><em><strong> nata il 17 maggio 1956, lesbica dichiarata, è il nuovo sindaco di Houston, Texas. In precedenza ha lavorato nel Houston City Council dal 1997. La città texana di Houston, la quarta degli Stati Uniti per numero di abitanti, vedrà a partire da gennaio 2010 per la prima volta una donna &#8220;lesbica&#8221; in veste di sindaco in una grande metropoli americana.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Ottenuta la maggioranza di voti nel novembre 2009 per l&#8217;elezione a sindaco, ma non avendo superato la soglia del 50% fu costretta al ballottaggio, sconfiggendo l&#8217;avvocato Gene Locke nel dicembre 2009.<br />
In precedenza Parker corse senza successo per il Consiglio comunale del Distretto C nel 1991 e nuovamente nel 1995, finendo al terzo posto fra gli eletti, grazie al posto lasciato vacante da Sheila Jackson Lee, dopo la sua elezione al Congresso.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1997 Parker prevalse nello scrutinio decisivo diventando la prima lesbica dichiarata ad essere eletta in consiglio comunale. Fu rieletta due volte per lo stesso posto nel 1999 e nel 2001 senza nemmeno andare al ballottaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Parker è nata e cresciuta nella comunità di Spring Branch nella parte occidentale di Houston, dove ha frequentato le scuole pubbliche. Sua madre era una contabile mentre suo padre lavorava per la Croce Rossa. Nel 1971 la sua famiglia si trasferì in Germania per due anni, in una base dell&#8217;esercito americano a Mannheim: Parker all’età di 15 anni, operò come volontaria ospedaliera per l&#8217;organizzazione della Croce Rossa sezione giovani. lavorando altresì nella biblioteca della base.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 1974 ha frequentato la Rice University grazie alla borsa di studio National Merit e per mantenersi ha svolto i più disparati lavori, laureandosi nel 1978.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di divenire parlamentare, ha lavorato nei settori del petrolio e del gas per oltre 20 anni, di cui 18 anni alla Mosbacher Energy. Inoltre, è stata co-proprietaria della Inklings Bookshop dalla fine degli anni 1980 fino al 1997 e presidente della Neartown Civic Association dal 1995 al 1997.</p>
<p style="text-align: justify;">La Parker ricopre il ruolo di direttore del consiglio di amministrazione della Holocaust Museum Houston e Girls Inc. ed è sindaco revisore dello Zoo di Houston, nel Counseling Center Montrose, Bering Omega Servizi comunitari, e di Trees for Houston. La neo sindaco è anche coinvolta negli sforzi di conservazione storica di Houston ed ha ricevuto il &#8220;Good Brick Award&#8221; dalla Alleanza Conservazione Beni Culturali Greater Houston per il suo impegno a far restauraurare immobili storici nella Old Sixth Ward.</p>
<p style="text-align: justify;">Rivolta ai suoi sostenitori ha affermato: &#8220;sono consapevole del senso di questa vittoria per molti di noi, convinti che non saremmo mai stati in grado di accedere ai più alti livelli, questo voto ha cambiato il mondo per i gay, le lesbiche, i bisessuali e la comunità transgender, come ha cambiato in meglio la vita di tutti gli abitanti di Houston, e su questo punterà la mia amministrazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Parker non ha mai nascosto il suo orientamento sessuale, sebbene l’argomento fosse diventato un tema centrale in campagna elettorale dopo gli attacchi degli attivisti anti-gay e dei gruppi religiosi conservatori, che sostenevano Locke, i quali hanno inviato valanghe di mail per condannare «il comportamento omosessuale» della candidata. Il 61enne Locke, che correva in veste di ’secondo sindaco nero di Houston, ha cercato di prendere le distanze dagli attacchi omofobici, corteggiando comunque l’elettorato conservatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Le organizzazioni gay-lesbiche in tutto il paese hanno fatto a gara per sostenere la Parker raccogliendo fondi per la sua campagna e invitando inoltre gli elettori a votarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sindaco eletto, è apparsa nel Convention Center della città, gremito per l&#8217;occasione, insieme con la sua compagna da 19 anni Kathy Hubbard, le loro due figlie adottive, e sua madre Kay. Altre città degli Stati Uniti hanno o hanno avuto un sindaco gay, ma nessuna di loro è grande. Tra queste Cambridge in Massachusetts, Providence in Rhode Island e Portland in Oregon. Houston è una città a maggioranza democratica e circa il 25% della popolazione è di colore, mentre un terzo è ispanica. Circa 60mila residenti si dichiarano omosessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sara</p>
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		<title>25 novembre 2009 &#8211; Giornata Contro la Violenza Sulle Donne</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 23:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La dichiarazione delle Nazioni Unite sull&#8217;eliminazione della violenza contro le donne del 1993, all&#8217;art.1, così recita: &#8221; Violenza contro le donne significa ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/VIOLENZA_CORTEO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-473" title="MANIFESTAZIONE CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/VIOLENZA_CORTEO-300x184.jpg" alt="MANIFESTAZIONE CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE" width="300" height="184" /></a>La <a href="http://www.centrodirittiumani.unipd.it/a_strumenti/testoit/10003it.asp?menu=strumenti" target="_blank">dichiarazione delle Nazioni Unite sull&#8217;eliminazione della violenza contro le donne del 1993, all&#8217;art.1</a>, così recita: &#8221; Violenza contro le donne significa ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dalle ultime ricerche effettuate in materia, la violenza  risulta essere la prima causa di morte o di invalidità grave per le donne italiane di età compresa tra i 15 e  i 50 anni. I dati sono allarmanti, da vero e proprio bollettino di guerra. Nel giugno di quest&#8217;anno la ministra per le Pari Opportunità, <strong><span style="color: #993366;">Barbara Pollastrini,</span></strong> ha denunciato che in   Italia almeno sette donne, ogni giorno, subiscono una forma di violenza, che si tratti di botte, ingiurie o abusi. <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070221_00/" target="_blank">Le indagini <strong><span style="color: #993366;">Istat</span></strong> e i dati del Viminale</a> riportano che, nei primi mesi del 2007, 62 di esse sono state assassinate, 141 hanno subito un tentato omicidio, 1805 sono state violentate, 10383 sono state vittime di percosse. Questi solo i casi che sono stati denunciati.  Non osiamo pensare alla crescita esponenziale che subirebbero queste cifre se venisse fuori tutto il sommerso, cioè quella parte di donne che non osa parlare, che non vuole o non può, perchè terrorizzata dalle conseguenze che ne potrebbero derivare, perchè vittima di quella cultura maschilista e feroce che impone il silenzio e la vergogna, che nasconde l&#8217;aggressività e il disprezzo verso la donna sotto la maschera degli affetti familiari, laddove tutto è permesso e accettato come &#8220;naturale&#8221; dalla società patriarcale: la Famiglia. Come afferma <span style="color: #993366;"><strong>Daniela Danna</strong></span>, in un&#8217;intervista rilasciata a Marilina Russo, le donne stesse sono vittime di un continuo lavaggio del cervello da parte dei loro maltrattatori che &#8220;<em>svalutandole continuamente, dicono alla moglie o alla fidanzata che lei non vale niente, che è tutta colpa sua se lui è violento, che lei lo costringe a picchiarla e così via</em>&#8220;. Un dato che fa riflettere è che, nei paesi occidentali, gran parte delle donne che subiscono soprusi di questo genere appartengono ad un ceto sociale medio-alto. Sono professioniste, laureate, imprenditrici che, evidentemente, devono pagare un prezzo alla società per la loro conquistata autonomia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel nostro Paese sono state molte le manifestazioni organizzate da gruppi di donne della politica e dei sindacati, ma soprattutto da  quelle che hanno  il coraggio e la fierezza di dichiararsi lesbiche e femministe e  si attivano quotidianamente nelle loro lotte per sconfiggere quella cultura che purtroppo ancora serpeggia, spesso in maniera subdola e nascosta e che porta il nome di patriarcato. Una dimostrazione evidente si è avuta a Milano proprio il giorno 25, nella giornata della lotta <span style="color: #993366;">C<strong>ontro la Violenza sulle Donne</strong></span>, quando un gruppo di queste si riunisce per volantinare in <a href="http://www.precaria.org/%C2%ABnei-centri-di-detenzione-si-stupra%C2%BB-tensione-al-presidio-in-piazzale-cadorna.html" target="_blank">Piazzale Cadorna.</a> Con l&#8217;occasione vengono attaccati degli striscioni che denunciano il tentato stupro avvenuto all&#8217;interno del <span style="color: #993366;"><strong>CIE di Via Corelli</strong></span>, nei confronti di una ragazza che verrà poi rinchiusa nel carcere di San Vittore perchè accusata di essersi ribellata. &#8220;<em>Questo</em>&#8221; &#8211; dice il <a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/11/28/nei-cie-alle-donne-accade-molto-peggio-che-essere-stuprate" target="_blank">comunicato</a> &#8211; &#8220;<em>viene evidentemente interpretato come un affronto da parte delle forze dell&#8217;ordine e dunque la Digos intima di rimuovere gli striscioni. All&#8217;ovvio rifiuto,vengono lanciati alla carica due plotoni di celere che iniziano a picchiare, a spargere sangue, lasciando a terra alcun* compagn*</em>&#8220;. Dopo la seconda carica, polizia e carabinieri riescono a impadronirsi dello striscione incriminato che riportava la scritta &#8220;<span style="color: #993366;"><strong>la polizia stupra nei CIE</strong></span>&#8220;. Ancora qualche tafferuglio e solidarietà da parte dei passanti, finchè alle 21 il presidio si scioglie. Ogni commento all&#8217;accaduto appare superfluo. E&#8217; bastato uno striscione che accusava la polizia di stuprare le donne &#8211;  quella polizia che ci viene proposta come &#8220;<em>elemento fondamentale e indispensabile</em>&#8221; nel provvedimento del pacchetto sicurezza varato dal Governo &#8211;  per scatenare l&#8217;inferno e far sì che proprio coloro che dovrebbero proteggerci,  ingiuriassero e picchiassero a sangue, guarda un po&#8217;, proprio le donne.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa tragedia quotidiana purtroppo è endemica e non appartiene soltanto all&#8217;Italia. Nessun Paese del mondo ne è immune, da quelli industrializzati a quelli in via di sviluppo.<br />
Amnesty International quest&#8217;anno ha voluto centare l&#8217;attenzione sul legame tra violenza e povertà, tragico binomio che costringe molte donne nel mondo a vivere nell&#8217;inferno dello sfruttamento che comprende la prostituzione , l&#8217;abuso sessuale, il lavoro forzato, la schiavitù, l&#8217;asservimento e il prelievo di organi. Secondo una stima dell&#8217; <span style="color: #993366;"><strong>OMS</strong></span> sarebbero circa 135 milioni le bambine che ogni anno vengono sottoposte alla mutilazione dei genitali,mentre gli stupri nelle zone di guerra sembrano essere pratica comune. Risulta che in <strong><span style="color: #993366;">Ruanda</span></strong>, durante il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_del_Ruanda" target="_blank">genocidio del 1994</a>, ne siano stati commessi tra i 250 e i 500mila e 20.000 nella sola <span style="color: #993366;"><strong>Bosnia</strong></span>. La presenza dei militari, locali e dei Paesi occupanti, sembra acuire il fenomeno rafforzando gli stereotipi maschili e incoraggiando le aggressioni nei confronti delle donne, lasciando quasi sempre i colpevoli impuniti. Le bambine e le donne fuggite dal <span style="color: #993366;"><strong>Darfur</strong></span> e rifugiate in <strong><span style="color: #993366;">Ciad</span></strong>, subiscono stupri ogni giorno, anche all&#8217;interno dei campi, nonostante la presenza del personale dell&#8217;<span style="color: #993366;"><strong>ONU</strong></span>. Cosa dire poi degli <a href="http://www.ellexelle.com/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=1842&amp;mode=thread&amp;order=0&amp;thold=0" target="_blank"><strong><span style="color: #993366;">stupri correttivi</span></strong></a> perpretrati in Sudafrica nei confronti delle lesbiche?</p>
<p style="text-align: justify;">Molte bambine e ragazze rischiano più di altre la violenza per via del loro orientamento sessuale, per lo status di immigrate o per l&#8217;appartenenza ad un determinato gruppo etnico.  Per combattere questa piaga sociale, il <span style="color: #993366;"><strong>Movimento Internazionale delle Donne,</strong></span> in onore delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sorelle_Mirabal" target="_blank">sorelle Mirabal</a>, attiviste della repubblica Dominicana assassinate il 25 novembre del 1961 per aver osato opporsi al regime dittatoriale del loro Paese, ha scelto questo giorno come simbolo di una lotta che deve continuare finchè i diritti sacrosanti delle donne non saranno rispettati ovunque e quel grido di dolore inascoltato, che si leva da ogni parte del mondo da secoli, possa un giorno, speriamo non lontano, diventare solo un triste ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per evidenziare e approfondire meglio questa drammatica situazione, Amnesty ha redatto un interessantissimo rapporto: &#8220;<a href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.bd4847e65d22cfe7364f/P/BLOB%3AID%3D1795" target="_blank">La Trappola del Genere &#8211; Donne, violenza e povertà</a>&#8220;, scaricabile cliccando sul link.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; inoltre possibile visionare le foto  scattate da <span style="color: #800080;"><strong>Carlo Traina</strong></span> durante la manifestazione tenutasi ieri a Roma cliccando su questo <a href="http://www.flickr.com/photos/karltra/sets/72157622895223480/detail/" target="_blank">link</a>.</p>
<p>Elisabetta per Rete Agatergon</p>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>“Religiosità islamica e diversità/differenze sessuali, valori e relazioni”</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Si è svolto sabato 21 novembre, presso la sala video del Centro Servizi S. Chiara di Trento, il secondo appuntamento dedicato all’omosessualità e le religioni. In sala Stefano Co’, presidente del C.P. di Arcigay del Trentino, che ha presentato il film documentario “Beirut Apt” di Daniele Salaris (Italia, 2008, 50’).
5 interviste a gay e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cinemagay.it/schede.asp?IDFilm=3229"><img class="alignleft" src="http://montreal.helem.net/films/apt2.jpg" alt="" width="183" height="351" /></a> <em><strong>Si è svolto sabato 21 novembre, presso la sala video del Centro Servizi S. Chiara di Trento, il secondo appuntamento dedicato all’omosessualità e le religioni. In sala Stefano Co’, presidente del <a href="http://www.agtrentino.org/" target="_blank">C.P. di Arcigay del Trentino</a>, che ha presentato il film documentario “Beirut Apt” di Daniele Salaris (Italia, 2008, 50’).</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">5 interviste a gay e lesbiche arabi di diverse fedi religiose e background culturali, che prendono campo nello ristretto spazio di un appartamento di Beirut in Libano. Ambientato nel maggio 2007 tale spazio racchiude simbolicamente tematiche di scala internazionale. La legge libanese condanna lesbiche, gay e transessuali, rendendole vulnerabili a minacce e attacchi, anche da parte della polizia. Ne emerge uno spaccato della scena queer libanese attraverso lo sguardo dei protagonisti: l’infanzia trascorsa in una zona di guerra, gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hezbollah" target="_blank">Hezbollah</a> e il rinnovato conflitto contro Israele, questioni d’identità, sicurezza e libertà si combinano con tematiche di sessualità e di genere. Nonostante le differenti culture di origine, queste eloquenti individualità condividono la lotta per vivere autenticamente in una cultura che nega la loro esistenza. Dalla visione del documentario emerge tutto il peso del disonore recato alla famiglia da parte di chi si riconosce in diversi orientamenti affettivo/sessuali, che non siano quelli stabiliti dalla società e dalle rigide imposizioni religiose.<br />
L’<a href="http://itablogsforfreedom.splinder.com/post/5921013/%5BLIBANO%5D+%27Helem%27+%28%27sogno%27%29%2C+la" target="_blank">associazione <span style="color: #800080;"><strong>‘Halem’</strong></span></a> (che in arabo significa FUTURO), fondata nel 2004, è l’unica che milita allo scoperto per la depenalizzazione dell’omosessualità in Libano. Infatti, sebbene l’omosessualità non sia menzionata esplicitamente nel codice penale, l’articolo 534 prevede pene che possono arrivare sino ad un anno di detenzione per relazioni sessuali definite “contro natura”.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito del documentario la testimonianza personale di <span style="color: #333333;"><strong>Kamal Laftomi</strong></span>, giovane musulmano di origine marocchina, volontario del comitato provinciale Arcigay di Piacenza.<br />
Kamal oggi ha 20 anni, ma dalle sue parole scaturisce tutta la forza e la tenacia di chi prende la propria vita tra le mani nonostante un vissuto pesante, lacerato nella mente e nel corpo.<br />
Ha solo 11 anni Kamal, quando scopre la propria natura omosessuale e solo 14 quando decide di dichiararla ai suoi genitori. Il padre, fervente islamico, conservatore e praticante, non comprende le parole di Kamal e lo confina tra le mura domestiche credendo, forse, con preghiere, aggressioni (anche fisiche) e minacce, di riuscire a riconvertire il figlio e riportarlo alla “normalità”. L&#8217;intervento dei servizi sociali fa in modo che Kamal venga allontanato dai genitori e affidato ad una casa famiglia. Insorgono problemi quali depressione e bulimia curati a suon di medicinali da psicologi “esperti in problemi adolescenziali” e di chiaro stampo cattolico (le terapie riparative vi ricordano nulla?).<br />
Ora Kamal è maggiorenne, vive con sua zia, si è diplomato cuoco e l’arcigay, al quale ha chiesto aiuto, oltre ad offrirgli sostegno psicologico ha provveduto a trovargli un posto di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il conflitto tra l’osservanza dei dettami, dei valori, dei modi di vivere che l’islam gli impone e la fede in Dio sono per lui motivo di crisi religiosa e credo di poter supporre che come “Kamal”, nel nostro paese molti altri vivano e condividano angosce e dilemmi apparentemente inconciliabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Sara</p>
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		<title>I sessi sono due: chi sta in mezzo paga!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[“Erano convulsioni del mondo, noi ci scavavamo una tana e tiravamo avanti. Sono i grigi che fanno un paese, chi non conta tace, subisce, o anche applaude ma aspetta che passi.
Si avvezza a credere che passerà, che stia passando. Bisogna che abbia l’acqua alla gola per ammettere l’irreparabile. Così accadono le enormità”. (R. Rossanda)

Si celebra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/tdor09_manif.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-443" title="tdor09_manif" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/tdor09_manif.jpg" alt="tdor09_manif" width="354" height="500" /></a><em><strong>“Erano convulsioni del mondo, noi ci scavavamo una tana e tiravamo avanti. Sono i grigi che fanno un paese, chi non conta tace, subisce, o anche applaude ma aspetta che passi.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Si avvezza a credere che passerà, che stia passando. Bisogna che abbia l’acqua alla gola per ammettere l’irreparabile. Così accadono le enormità”. (R. Rossanda)</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">
Si celebra oggi in tutto il mondo dal 1998 il &#8220;<strong><span style="color: #ff00ff;">TDOR</span></strong>&#8220;, ovvero &#8220;Transgender Day Of Rimembrance&#8221;, la giornata dedica alle vititme della transfobia, per ricordare &#8220;chi ha dovuto pagare con la propria vita il prezzo di poter essere se stess*&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E sarà una tragica coincidenza forse che proprio oggi sia stato <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-spiato-1/morta-brenda/morta-brenda.html" target="_blank">ritrovato</a> il corpo carbonizzato di <span style="color: #ff00ff;"><strong>Brenda, </strong><span style="color: #000000;">la trans brasiliana </span></span>coinvolta nel caso che ha portato alle dimissioni dell&#8217;ex presidente della Regione Piero Marrazzo. Era in queste condizioni nel suo appartamento, un seminterrato trasformato in appartamento, in via Due Ponti, a Roma. Lo si apprende da fonti investigative sul posto gli agenti della polizia scientifica. Secondo le prime testimonianze, accanto al cadavere c&#8217;era una bottiglia di whisky. Alle sue colleghe avrebbe detto ieri sera che non ce la faceva più e che intendeva suicidarsi. Sempre secondo gli inquirenti, i vicini hanno riferito di aver sentito del trambusto nella notte provenire da quell&#8217;appartamento, ma solo alle 6, quando si è sviluppato l&#8217;incendio, sono stati chiamati i pompieri. Si tratta del secondo morto della vicenda. Il primo è stato Gianmarino Cafasso, protettore di transessuali, morto di overdose nel settembre scorso in circostanze non ancora del tutto chiarite: l&#8217;allarme, infatti, fu dato solo la mattina dopo dalla trans che era con lui.</p>
<p style="text-align: justify;">E così nella giornata della memoria si va ad aggiungere un altro nome nella già <a href="http://www.reteagatergon.com/osservatorio-omofobia-2/dossier-2009/dossier-2009-secondo-semestre/" target="_blank">lunga lista</a> di vittime della transfobia in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Vittime anche nei quotidiani, rei di non utilizzare l&#8217;<a href="http://4.bp.blogspot.com/_SZhQjVH8dQs/SwaAv1kQ9WI/AAAAAAAAAvA/GUDcsZAARyo/s1600/brenda.gif" target="_blank">articolo giusto</a> dinnanzi al nome del/della trans, forse per ignoranza o forse per dar vita ad un vero massacro culturale, perché in Italia meno si capisce e meglio é! E così si contribuisce a celare esistenze, a negare la possibilità dell&#8217;autodeterminazione sui corpi, facendo passare il messaggio che queste persone siano degenerate e abominevoli, all&#8217;origine del degrado sociale e distruttrici di famiglie!</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, per esempio, nel caso Marrazzo a provocare sconcerto non è il ricatto ad un politico da parte delle forze dell&#8217;ordine, ma il fatto che l&#8217;oggetto del desiderio fossero <span style="color: #ff00ff;"><strong>le trans</strong></span>! Sì perchè se si fossero organizzati festini più o meno plateali con ragazze minorenni  non sarebbe stato un problema. Ma Marrazzo ha tradito la maschia società italiana decidendo di andare con &#8220;degli uomini travestiti da donna&#8221;, vittime di un&#8217;opinione pubblica che le considererà corruttrici e non consentirà loro di controbattere nulla in tutta questa storia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>Luxuria</strong></span> così si è espressa stamattina a proposito del ritrovamento del corpo di Brenda: &#8220;<em>Brenda non si è suicidata, poteva essere vista come una persona troppo scomoda. Nella giornata del Transgender day of Remember in ricordo di tutte le vittime trans della violenza viene trovato il corpo carbonizzato di Brenda. Io ho sentito le prime dichiarazioni che parlano di suicidio e del fatto che lei avrebbe mostrato l&#8217;intenzione di suicidarsi. Confido nelle indagini tuttavia so in cuor mio che di suicidio non si è trattato, perchè sono successe troppe cose che mi lasciano perplessa sulla casualità. Pochi giorni fa era stata picchiata, le hanno sottratto il cellulare con tutti i numeri e i messaggi. Mi viene il sospetto che probabilmente qualcuno sapeva che Brenda sapeva. Forse c&#8217;era qualche altro nome di politico importante che Brenda frequentava</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">E ancora una volta è più semplice in Italia colpire il più debole anziché proteggerlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Già nel 1994 Berlusconi fece applicare una legge fascista, il Regio decreto del 18 Giugno 1931 numero 773, che punisce chi appare mascherato in pubblico, dando il via ad un rastrellamento dei luoghi dove lavoravano le trans multate perchè &#8220;<strong><span style="color: #333333;">uomini vestiti da donna</span></strong>&#8220;! E risale all&#8217;anno scorso il DDL <a href="http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&amp;site=inlungoeinlargo.wordpress.com&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.google.it%2Furl%3Fsa%3Dt%26source%3Dweb%26ct%3Dres%26cd%3D5%26url%3Dhttp%253A%252F%252Fwww.pariopportunita.gov.it%252FPari_Opportunita%252FUserFiles%252FPrimoPiano%252Frelazione_illustrativa_prostituzione.pdf%26ei%3D5oYlSeuJOon40AWQwoS1Dw%26usg%3DAFQjCNE_-WATuQYt_8Ner26fBburAX6L6g%26sig2%3DPgaZQ9EwBV6u567TW2_RdA" target="_blank">contro la prostituzione</a> che non ha fatto altro che peggiorare la già difficilissima condizione di molt* trans, costrett* a prostituirsi perchè nessuno vorrebbe un trans per un lavoro “normale”, come per esempio quello del/lla  panettier* o dell* segretari*.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"><strong>Cosa si può fare per garantire una cittadinanza piena negli stili di vita e nelle scelte sessuali de** trans**?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #000000;">Sarebbe innanzitutto necessario mettere in atto una profonda trasformazione culturale e sociale garantendo alle persone transessuali uno spazio che non sia solo quello della strada o dello spettacolo, ma che riesca a restituire dignità e normale quotidianità, consentendo di accedere al lavoro, agli affetti e ai servizi come chiunque altro.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #000000;">Poi bisognerebbe applicare una pratica discorsiva corretta: nel transgenderismo l</span></span>&#8216;identità di genere di una persona non è una realtà duale &#8220;maschio/femmina&#8221;, ma un continuum di identità ai cui estremi vi sono i concetti di &#8220;maschio&#8221; e &#8220;femmina&#8221;. Esemplificando, nella frase &#8220;Il trans Brenda è stato ucciso&#8221; si determina un forte discrimine tra la Brenda &#8220;donna genetica&#8221; e <span style="color: #333333;"><span style="color: #000000;">la Brenda transessuale, discrimando di fatto Brenda in quanto transessuale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #000000;">Gli <a href="http://www.mit-italia.it/iniziative/tdor09.htm" target="_blank"><span style="color: #333333;"><strong>organizzatori</strong></span></a> del TDOR di Bologna, Torino, Napoli e Verona così scrivono: &#8220;In un Paese che si è fatto nero, la nostra testimonianza è un grande squarcio fucsia&#8221;. Ma in un Paese dove si consuma il più alto omicidio di transessuali, le aggressioni transfobiche si susseguono a ritmi serrati e l&#8217;emarginazione è altissima, l&#8217;omicidio di Brenda é un&#8217;altra macchia nera sulla carta dei diritti violati!</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Saranno molte le manifestazioni oggi in occasioni del TDOR: a <strong><span style="color: #ff00ff;">Napoli</span></strong> una fiaccolata; a <span style="color: #ff00ff;"><strong>Bologna</strong></span> <span style="color: #000000;">alle 18 in Piazza del Nettuno sit-in/fiaccolata, alle 19 performance dimostrativa altamente visiva</span> e alle 21.30 <span style="color: #333333;"><strong>Davide Tolu</strong></span> e <strong><span style="color: #333333;">Matteo Manetti</span></strong> presenteranno &#8220;<span style="color: #333333;"><strong><a href="http://www.davidetolu.it/1newmanshow.html" target="_blank">One new man show</a>&#8221; </strong><span style="color: #000000;">al Cassero; a <span style="color: #ff00ff;"><strong>Verona </strong><span style="color: #000000;">alle 18 sit-in in piazza Scalette Rubiani con reading di testimonianze in memoria delle eprsone transessuali; a <span style="color: #ff00ff;"><strong>Torino </strong><span style="color: #000000;">alle 14 book-crossing trans all&#8217;Università, organizzato da <a href="http://www.facebook.com/home.php?#/profile.php?id=100000041349725&amp;ref=ts" target="_blank"><span style="color: #333333;"><strong>LaJungla</strong></span></a> e alle 21 proiezione del film &#8220;<span style="color: #333333;"><strong>TransAmerica&#8221;; </strong><span style="color: #000000;">a <strong><span style="color: #ff00ff;">Roma </span></strong><span style="color: #000000;">sit-in dinnanzi alla sede dell&#8217;ordine dei giornalisti in Via Parigi per ricordare le vittime e per protestare contro l&#8217;utilizzo errato del linguaggio da parte dei giornalisti che alimentano così l&#8217;odio transfobico.</span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff00ff;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff00ff;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">In questa giornata di ricordo lascio alle parole della Cortellesi </span></span></span></span></span></span></span></span></span>il compito di stimolare il pensiero con intelligenza e non con compassione, perchè in Italia i sessi sono due, e chi sta in mezzo paga :</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NSCcs6IHWz4&amp;feature=player_embedded">Ramona</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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