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	<title>Rete Agatergon &#187; Cultura</title>
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		<title>Non sui nostri corpi, non in nostro nome, razzismo, sessismo e omo/lesbo/transfobia nell’Italia del pacchetto sicurezza</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 21:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TRENTO: Universinversi 14.05.2010
In occasione dell'incontro a Trento promosso da Universinversi, ho avuto il privilegio di ascoltare quattro voci ormai note al panorama GLBTQI* italiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify">TRENTO: Universinversi 14.05.2010</h2>
<address>
<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/CIE.jpg" alt="CIE" width="180" height="211" /></p>
<p><strong>In occasione dell&#8217;incontro a Trento promosso da Universinversi, ho avuto il privilegio di ascoltare quattro voci ormai note al panorama GLBTQI* italiano.</strong></p>
</address>
<p style="text-align: justify">Erano presenti:<br />
• <span style="color: #800080"><strong>Elena Biagini</strong></span>, attivista di azione gay e lesbica<br />
• <span style="color: #800080"><strong>Cristian Loiacono</strong></span>, <strong>UNI TO</strong>, attivista gay<br />
• <span style="color: #800080"><strong>Porpora Marcasciano</strong></span>, attivista movimenti identità transessuali<br />
• <span style="color: #800080"><strong>Sonia Sabelli</strong></span>, femminista, attivista CIE</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>CRISTIAN LOIACONO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Racconta Cristian che nel decennio a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000 vive in Francia e frequenta movimenti di quel proletariato e sottoproletariato che a Bologna, città da dove proviene, non si vedono.<br />
A Parigi ha modo di analizzare le divisioni di classe e quindi di reddito incarnate nei fenomeni migranti. Frequenta la comunità gay che in quel periodo discute sulla proposta di legge per i matrimoni omosessuali, Pacs.<br />
Attraverso lo studio delle dinamiche sociali legate ai fenomeni omofobici constata l’insorgere di una nuova solidità nazionale cementata dall’omofobia comune ai fondamentalismi religiosi.<br />
Un po quel che accade oggi in Italia, dove si affaccia sulla scena sociale e politica il fenomeno dei migranti di seconda generazione immerso in quel declino sociale che solo la paura del diverso, in questo caso omosessuali e etnie differenti che nel nostro Paese vengono ad incontrarsi/scontrarsi.<br />
Fascisti e clericali xenofobi e omofobici brandiscono la difesa della famiglia tradizionale come uno stendardo, ma anche gruppi di omosessuali si alleano con la destra contro i migranti.<br />
Nascono nuovi studi per smontare l’omofobia delle culture islamiche: no alle espulsioni all’interno delle normative stabilite.<br />
I movimenti di destra cambiano, l’insorgere di nuove destre che vedono nell’On. (?) Gianfranco Fini un degno rappresentante dotato di quella cultura politica a sostegno del proletariato di destra.<br />
La società italiana di oggi è più complessa che in passato: donne migranti soprattutto dall’est europa impiegate nella cura della persona e manodopera impiegata nel settore agricolo proveniente in gran parte dal Marocco.<br />
<span style="color: #333333"><strong>OMOFOBIA-XENOFOBIA-IMPERIALISMO</strong></span><br />
In nome di nessun corpo la guerra è giustificabile.<br />
La politica <span style="color: #333333"><strong>QUEER</strong></span> rifiuta i modelli identitari, rifiuta di catalogare il corpo tanto quanto rifiuta il modello imperialista fondato sul consumo del petrolio, contro la misoginia e l’omofobia (?)<br />
Negli studi femministi post-coloniali vi è una presa di parola che si contrappone alla rappresentanza. Gay di seconda generazione sono spinti da motivi e bisogni che animano questa critica.<br />
Nei fenomeni migranti in Italia si considera la posizione del soggetto iperdominato da culture di tipo patriarcale, maschilista, omofobo.<br />
Il progresso è un prodotto dell’uguaglianza socio-economica basata sul multiculturalismo espresso dalla concezione QUEER.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>SONIA SABELLI</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Attivista antirazzista, studiosa accademica, si adopera a favore delle mobilitazioni contro i <span style="color: #333333"><strong>CIE</strong></span> (centri di identificazione ed espulsione), a sostegno delle donne migranti, che in primis vivono e attraversano sui loro corpi neri i fenomeni conseguenti al post colonialismo.<br />
Negli altri Paesi il dibattito tra soggetti evidenzia una certa criticità dal punto di vista accademico nel riprendere una serie di analisi teoriche in merito allo scontro tra ex colonialisti e colonizzatori che si svolge oggi all’interno delle nostre metropoli.<br />
In Italia è difficile importare modelli francesi e spagnoli. I movimenti ai quali Sonia Sabelli prende parte le permettono di osservare ed assistere i migranti divisi e organizzati in comunità.<br />
I pacchetti sicurezza millantano la protezione del corpo delle donne, suscitando la legittima reazione e presa di distanza dei gruppi femministi.<br />
A Roma per es. le reti nate contro il pacchetto sicurezza hanno permesso la riorganizzazione dei centri sociali in laboratori in cui si intreccia la lotta di classe e i fenomeni migranti.<br />
I collettivi femministi protestano contro l’uso demagogico del corpo delle donne essendo dato certo che la violenza domestica è di gran lunga superiore alla violenza in strada.<br />
La legge sul pacchetto sicurezza emanata nell’estate del 2009 si basa sul controllo sociale, limitando la libertà personale di un categoria di persone., criminalizza chiunque esprima dissenso all’omologazione senza possibilità di ribellione.<br />
L’alleanza tra il conflitto apparente tra femminismo reale e femminismo accademico passa attraverso il limite sancito dal razzismo interiorizzato e deve necessariamente escludere le politiche identitarie.<br />
I CIE sono luoghi di conflitto nei quali si vivono tragicamente le conseguenze della legge del 08.08.2009.<br />
Basti ricordare la donna che nel corso di un processo ha denunciato un tentativo di stupro da parte della polizia. Le associazioni che dovrebbero occuparsi della tutela dei reclusi, in realtà abusano degli stessi con le connivenze delle Istituzioni: è assodato l’impiego si psicofarmaci somministrati attraverso il cibo per sedare i detenuti, che è corretto puntualizzare, altro non sono che soggetti in cerca di condizioni di vita migliori, colpevoli di esser privi di passaporto italiano.</p>
<p style="text-align: justify">La rappresentazione del corpo femminile nero nella pubblicità, nei film, nello spettacolo è fenomeno recente ed è “usato” per promuovere alcuni prodotti coloniali per antonomasia come per es. il cacao.<br />
La sensualità animalesca evocante il corpo di una donna di colore è legata a pregiudizi rappresentativi, ponendo in sordina la voce e i corpi reali delle migranti essendo la tratta, la prostituzione, il fenomeno delle escort e delle badanti, accettata e funzionale al sistema.<br />
La sanatoria promossa dal governo italiano ha spinto all’autodenuncia molte migranti: illuse di essere regolarizzate, sono finite nei CIE.</p>
<p style="text-align: justify">Intervento di Elena Biagini<br />
Sostiene vi siano errori macroscopici di considerazione, riassumibili in:<br />
1. Le donne migranti in Italia, soprattutto rumene, restano sconcertate dall’imperante maschilismo italiano.<br />
2. Si tende ad identificare il soggetto con lo stato dal quale migra.<br />
3. L’assoggettamento del migrante alla classe di proletariato.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>ELENA BIAGINI</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">In Italia si dibatte da meno tempo rispetto a Paesi come Inghilterra e Germania, sulle tematiche legate ai movimenti. Ci si basa su studi fatti da altri ma nel nostro Paese il panorama è differente, il paradigma culturale cambia.<br />
Gay Imperialism di cui anche Christian ha accennato, è scritto da attiviste inglesi migranti di seconda generazione e tratta il paradigma islamico e come le soggettività queer musulmane si rapportano a quelle bianche: singolarità di donne, femministe, gay e la vittima che proviene da queli Paesi (donna, gay, trans etc).<br />
Lo studio contesta le politiche monodirezionali come ad es. gay bianchi omofobi. Facciamo Breccia, movimento di cui Elena Biagini fa parte, è criticata in quanto posizionata contro il Vaticano ma non contro l’integralismo islamico, questo perché, sostiene la Biagini è necessario individuare la lotta prioritaria, in questo caso il Vaticano.<br />
Al contrario dei tempi della guerra in Afganistan, oggi si giustificano meno le guerre, ciò nonostante i media traducono in un ottica bellica le notizie riguardanti solo ed esclusivamente alcuni Paesi, vedi ad es. l’Iran. In Italia le notizie giungono notizie (prive di una lettura critica) che vengono selezionate e vagliate da agenzie di stampa governative o paragovernative come Veri One.<br />
Ad esempio siamo venuti a conoscenza della situazione degli omosessuali a Cuba sotto il generale Castro ma dei Paesi ad essa limitrofi non si sapeva nulla. Siamo inoltre poco aggiornati sull’evoluzione politica: sempre a Cuba ad esempio sono state fatte campagne contro l’omofobia, iniziative che ignoriamo totalmente.<br />
<span style="color: #333333"><strong>Veri One</strong></span> è un gruppo che produce comunicati stampa ed assume in pieno il paradigma di vittime alle quali si attribuiscono fenomeni di sessismo, xenofobia, omofobia.<br />
L’es. di Pegah la ragazza iraniana, presunta lesbica, espulsa dalla Gran Bretagna è emblematico. Da alcune ricerche avviate da Nerina Milletti, pare infatti che la questione relativa al suo caso in Iran non sussistesse neppure, tanto da supporre che fosse montato opportunamente al fine di promuovere comunicati stampa sollecitanti la mobilitazione in Italia.<br />
Giustificare le guerre allo scopo di favorire la retorica della modernizzazione e il processo di democratizzazione quali principi fondamentali per l’U.E. ha avuto come conseguenza l’apertura al dibattito tra valori cristiani e autodeterminazione dei diritti.<br />
La proposta di legge avanzata dall’<span style="color: #333333"><strong>On. Paola Concia</strong></span> era in realtà un’integrazione all’articolo del dispositivo anti-omofobico contenuto nel <a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=7732" target="_blank"><span style="color: #333333"><strong>13 bis riguardante la clandestinit</strong></span></a><a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=7732" target="_blank"><span style="color: #333333"><strong>à</strong></span></a> come reato sancito nel pacchetto sicurezza.<br />
All’omicidio di <a href="http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_01/rom_accusato_omicidio.shtml"><span style="color: #333333"><strong>Giovanna Reggiani</strong></span></a> avvenuto nella capitale, seguirono la caccia allo straniero, soprattutto cittadini rumeni, con rastrellamenti e aggressioni.<br />
In risposta alla pericolosa e millantata associazione &#8220;rumeno = stupratore&#8221; fu indetta la manifestazione contro la violenza maschile sulle donne in cui il messaggio, chiaro e forte, riportava quale dato inequivocabile la violenza domestica a dispetto di quella in strada.<br />
Chiarezza che le comunità LGBT non hanno avuto.<br />
Collocarsi come vittime significa porsi in atteggiamento debole e di immobilizzazione nei confronti di un processo di liberalizzazione.<br />
La patologizzazione, l’etnocizzazione dell’omofobo depotenzia la lettura critica che le comunità LGBT possono dare al mondo.<br />
Chi si lascia assimilare da questi discorsi sono le stesse organizzazioni e persone che si prestano ad aperture a questo genere di fascismi e a posizioni razziste avanzate dalle destre, come ad es. <span style="color: #888888"><strong>casa pound</strong></span>, <a href="http://www.gaylib.it/" target="_blank"><span style="color: #888888"><strong>gaylib</strong></span></a>, <a href="http://www.azionetrans.it/" target="_blank"><span style="color: #888888"><strong>azionetrans</strong></span></a>.<br />
Il pride è un percorso di liberazione, e la partecipazione di elementi che nulla hanno a che fare con l’antirazzismo è il motivo che ha indotto quest’anno coloro, ai quali questi principi non appartengono, a disertare la manifestazione nella capitale.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>PORPORA MARCASCIANO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Porpora Marcasciano nel suo intervento si interroga sul nesso che esiste nei tre approcci sostenuti dagli interventi precendenti: quello teorico di Cristian, quello pratico di Sonia, quello operativo di Elena.<br />
La cooperazione è necessaria al fine di garantire una migliore qualità di vita delle persone.<br />
La rete sociale tra le varie associazioni di volontariato e i progetti sostenuti dai singoli viene trasformata da una regia o scena politica.<br />
Per esempio la rete solidale promossa contro la prostituzione sta divenendo ronda, facendo leva sulla sicurezza, sulle paure, sul decoro delle nostre città.<br />
Bisogna domandarsi cosa ci interessa oggi: aiutare, integrare, o invece eliminare, occultare alla vista. Le comunità cristiane di base sono le uniche che offrono una risposta concreta a questa penosa questione ed è con loro che ci si ritrova a collaborare.<br />
L’<a href="http://materialisociali.wordpress.com/italia-tratta/italia-tratta-di-esseri-umani-a-scopo-di-sfruttamento-sessuale/" target="_blank"><span style="color: #333333"><strong>art. 18</strong></span></a> tratta delle persone sfruttate e prevede l’accompagnamento della richiesta al Ministero degli interni, ed alle questure, deve essere effettuato da una associazione accreditata.<br />
Le questure dispongono di tempi tecnici per vagliare la denuncia ed intanto inviano ai CIE le persone che commettono reato di clandestinità.<br />
Associazioni quali il <a href="http://www.mit-italia.it/" target="_blank"><strong><span style="color: #333333">MIT</span></strong></a> che si occupa dell’accoglienza in strada, la “casa delle donne”, la caritas e varie associazioni cattoliche provvedono a dare la possibilità di un percorso di regolarizzazione.</p>
<h3 style="text-align: justify"><strong>Conclusioni</strong></h3>
<p style="text-align: justify">Far comunicare i tre livelli sopraccitati (anche ideologici) significherebbe operare congiuntamente al fine di una migliore qualità di vita di queste persone.</p>
<p style="text-align: justify">Ringrazio Universinversi e gli intervenuti al dibattito, perché mi hanno permesso una lettura critica e consequenziale delle informazioni che quotidianamente raccolgo, ma che, da comune cittadina, non riesco ad elaborare con la stessa perizia e consapevolezza di chi opera all&#8217;interno  dei vari movimenti. Movimenti che lottano affinché un mondo migliore sia possibile.</p>
<p>Sara</p>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;amore è semplice</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 19:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sarah</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Barbara Rendina]]></category>
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		<category><![CDATA[tematica omosessuale]]></category>

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		<description><![CDATA[“L'Amore è semplice"  pubblicato da Edizioni Libreria Croce è il romanzo d'esordio della giovane scrittrice Barbara Rendina e racconta dell'amore che nasce tra il sole e il mare vacanzieri di Sicilia fra due ragazze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-481" title="rendina1031" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/rendina1031.jpg" alt="rendina1031" width="160" height="200" /></p>
<p><a href="http://www.edizionicroce.com/libro.asp?idlibro=103" target="_blank">“L&#8217;Amore è semplice&#8221;</a> pubblicato da Edizioni Libreria Croce è il romanzo d&#8217;esordio della giovane scrittrice Barbara Rendina e racconta dell&#8217;amore che nasce tra il sole e il mare vacanzieri di Sicilia fra due ragazze, del respiro che si ferma, del cuore che accelera i battiti, degli inciampi cui va incontro, di un fiore che sboccia.</p>
<p>L&#8217;amore nasce in modo semplice, da un incontro, un&#8217;intesa a pelle, e amare è semplice nel romanzo di Rendina, o meglio lo sarebbe, lascia intuire l&#8217;autrice, se noi a volte non facessimo di tutto per complicarci la vita, per rendere tutto più difficile.</p>
<p>Ma “L&#8217;amore è semplice” non è un Harmony, ma un&#8217;educazione sentimentale e tocca temi attuali e a volte drammatici come l&#8217;abuso di alcol e droghe tra i giovani per risolvere le piccole difficoltà che paiono insormontabili, delle storie passate che lasciano dentro turbamenti e paure, del coming out temuto forse più del necessario, dell&#8217;accettazione di sé, di un percorso di crescita personale e di coppia.</p>
<p>L&#8217;autrice non sempre riesce a scrivere con un tono spontaneo lieve, ma alcune frasi sono di rara limpidezza e ben rendono l&#8217;immediatezza di un&#8217;impressione, dell&#8217;amore che dalla minima inflessione della voce ci fa percepire l&#8217;universo di emozioni che si agita nel cuore dell&#8217;amata.</p>
<p>Si tratta dell&#8217;opera di una coraggiosa esordiente, di cui attendiamo con curiosità il prossimo libro, aspettandoci che l&#8217;autrice affini ulteriormente le doti di freschezza che ci ha lasciato intuire in questo suo primo romanzo.</p>
<p><span style="color: #993366;"><strong>INTERVISTA  ALL&#8217; AUTRICE</strong></span></p>
<p><strong>Ciao Barbara,</strong></p>
<p><strong>alcune domande per presentare il tuo libro e farti conoscere:</strong></p>
<p><strong>Innanzitutto ti va di raccontarci qualcosa di te? Studi? Lavori?</strong></p>
<p>Lavoro, anche se non è semplice (come l’amore …). La precarietà dei nostri tempi mi ha portato spesso a cambiare, e a volte anche inventare il modo per mantenermi, scendere a compromessi ma non troppo, cercare di conciliare le aspirazioni con la realtà dei fatti e delle proposte</p>
<p><strong>Com’è nata l’idea di scrivere un libro? E’ autobiografico?</strong></p>
<p>L’idea nasce dal desiderio di narrare una storia d’amore, come dice il titolo, semplice, a dispetto della credenza consueta per cui l’amore vero debba sempre e per forza essere difficile e tormentato, postulato secondo il quale la quotidianità diventa amore di “serie B”. E, mostrando una storia normale, liberare l’omosessuale dallo stereotipo negativo che  lo dipinge spesso come una persona profondamente infelice o, come accade soprattutto nelle serie tv, come una “macchietta”, fino a sfociare nel ridicolo.</p>
<p>Posto che è comunque un romanzo, sarebbe ipocrita dire che nulla c’è di autobiografico: è importante, per me, “metterci la faccia”. È fondamentale che io mi scopra in quanto lesbica, perché è l’unica possibilità che ho perché gli altri capiscano, entrino in contatto con questa realtà e mettano in discussione credenze e pregiudizi, fino magari a mutare il loro punto di vista. Se si inizia a capire che il gay. la lesbica sono il tuo vicino di casa, o il panettiere, la collega con cui scambi due parole tutte le mattine alla macchinetta del caffè, forse qualcosa può cambiare davvero.</p>
<p><strong>Parlaci un po’ delle protagoniste.</strong></p>
<p>Le due protagoniste, Marta e Clara, sono profondamente diverse: l’una inquieta, con un passato di sofferenze segnato anche dall’abuso di alcool , l’altra positiva e solare, che scopre la sua omosessualità con Marta e deve imparare a far propria questa nuova condizione. Le due hanno però qualcosa di importante in comune: il processo di crescita che sono obbligate ad intraprendere per iniziare questa nuova storia, che necessariamente le porta ad abbandonare ciò che è stato prima e a non aver paura della novità. Per Clara tutto questo rappresenta lo stare insieme ad una donna, per Marta allontanarsi dall’ideale del “poeta maledetto” e credere nella possibilità di poter stare bene.</p>
<p><strong> Hai avuto difficoltà per far pubblicare il libro?</strong></p>
<p>In realtà, no, nessuna difficoltà. La ricerca della casa editrice, però, è stata orientata su quelle che avevano una vasta gamma, o una collana, di libri a tematica omosessuale.</p>
<p><strong>Quanto tempo hai impiegato per scrivere il tuo romanzo? Che tipo di scrittura pensi di avere: di getto o programmata?</strong></p>
<p>Ho impiegato circa una anno, forse anche qualcosa in più. Non sono una di quelle che si costringe a scrivere ogni giorno, probabilmente per pigrizia. Ma, quando inizio, sento davvero il piacere, lo stimolo ad andare avanti, le idee continuano girarmi in testa fino a trovare il loro sbocco naturale: il foglio.</p>
<p>La fase di scrittura si divide in due parti: la prima è sicuramente di getto, istintiva; la seconda, imprescindibile, è l’attività di limatura, forse meno creativa, ma necessaria per un risultato che mi soddisfi.</p>
<p><strong>La domanda può sembrarti scema, ma più sono stupide e più mi piacciono: cosa volevi trasmettere scrivendo questo romanzo? Qual è lo scopo o il messaggio intrinseco (se ce n’è uno)?</strong></p>
<p><strong> </strong>Sì, uno scopo c’è. Oltre a tutto quanto detto sulla nascita del romanzo poche righe più su (in cui già si spiegava parzialmente il messaggio), ho voluto (o avrei voluto) lasciare un alone di positività e di leggerezza, dopo anni di storie tristi e passionali, nell’accezione negativa del termine. E spero che, leggendolo, qualcuno riesca a cogliere le opportunità che la vita ci offre, senza tutte quelle aspettative negative che noi stessi ci creiamo davanti agli eventi o alle persone. (E io mi sforzo di pensarla così, perché non sono una persona di natura ottimista!)</p>
<p><strong>Nella tua scrittura ti sei ispirata a qualcuno in particolare? </strong></p>
<p>No, anche se una notevole influenza si può involontariamente rimandare a Raymond Carver, che scriveva di semplice quotidianità, e, alla fine della vita, nel suo “Ultimo frammento” si ritrova a scrivere: “E hai ottenuto quello che/volevi da questa vita, nonostante tutto?/Sì/E cos’è che volevi? Potermi dire amato, sentirmi/amato sulla terra”.</p>
<p>E ad Augusten Burroughs, scrittore americano che racconta episodi della sua vita, in infanzia e adolescenza davvero difficile, ma che, sappiamo da alcuni suoi racconti, viene “salvato” dall’amore di un uomo.</p>
<p>Entrambi con un passato difficile, riescono a trovare finalmente la serenità, e a trasmetterla nei loro scritti</p>
<p><strong>Il tuo romanzo sembra una sorta di favola romantica: cosa vorresti dire alle persone che non accettano o vivono con difficoltà la propria omosessualità?</strong></p>
<p>Ricordo i momenti in cui pensavo di essere l’unica e sola, faticavo ad accettarmi e farmi accettare, pensavo di essere in errore. Gradatamente, con l’aiuto anche delle persone a me vicine, ho capito che non ero io l’errore, ho imparato a non considerare più concetti come “tolleranza” o “accettazione”, a non pormi in partenza in una situazione di svantaggio, ma di apertura verso l’esterno. Dichiararmi con semplicità mi ha fatto scoprire che, il più delle volte, gli altri continuavano ad amarmi allo stesso modo, senza differenze, e quando ci sono state persone pronte ad allontanarsi ho capito che avrei potuto fare a meno di loro.</p>
<p>Sono stata fortunata: vivo in una grande città, dove le occasioni di incontro e scambio, non solo tra omosessuali ma in generale, sono notevoli; forse in un paesino ristretto non è così  facile. Per questo, non  mi sento in grado di dare consigli, posso solo portare la mia esperienza a testimonianza della possibilità di una vita serena. Ma sono anche convinta che, se le istituzioni italiane tutte si muovessero seriamente a favore degli omosessuali e dei loro diritti, sarebbe un riconoscimento ufficiale della nostra esistenza, cosa che potrebbe aiutare concretamente molte persone a vivere il loro orientamento sessuale con maggiore serenità</p>
<p><strong>Un’ultima domanda: l’amore è davvero così semplice?</strong></p>
<p>Io credo di sì, se non confondiamo “semplice” con “facile”: la realtà riserva continuamente piccoli o grandi problemi, situazioni complicate e inaspettate. E le cose belle, in più delle volte, sono anche le più faticose. Ma vale la pena tentare. In nome della semplicità, di un fluire naturale degli avvenimenti che conducono verso una serenità necessaria, verso un equilibrio stabile e fortunato, vale davvero la pena di fare uno sforzo.  In fondo, tutti hanno il diritto di sforzarsi di essere felici.</p>
<p>Rachele e Sarah</p>
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		<title>“Religiosità islamica e diversità/differenze sessuali, valori e relazioni”</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Si è svolto sabato 21 novembre, presso la sala video del Centro Servizi S. Chiara di Trento, il secondo appuntamento dedicato all’omosessualità e le religioni. In sala Stefano Co’, presidente del C.P. di Arcigay del Trentino, che ha presentato il film documentario “Beirut Apt” di Daniele Salaris (Italia, 2008, 50’).
5 interviste a gay e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cinemagay.it/schede.asp?IDFilm=3229"><img class="alignleft" src="http://montreal.helem.net/films/apt2.jpg" alt="" width="183" height="351" /></a> <em><strong>Si è svolto sabato 21 novembre, presso la sala video del Centro Servizi S. Chiara di Trento, il secondo appuntamento dedicato all’omosessualità e le religioni. In sala Stefano Co’, presidente del <a href="http://www.agtrentino.org/" target="_blank">C.P. di Arcigay del Trentino</a>, che ha presentato il film documentario “Beirut Apt” di Daniele Salaris (Italia, 2008, 50’).</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">5 interviste a gay e lesbiche arabi di diverse fedi religiose e background culturali, che prendono campo nello ristretto spazio di un appartamento di Beirut in Libano. Ambientato nel maggio 2007 tale spazio racchiude simbolicamente tematiche di scala internazionale. La legge libanese condanna lesbiche, gay e transessuali, rendendole vulnerabili a minacce e attacchi, anche da parte della polizia. Ne emerge uno spaccato della scena queer libanese attraverso lo sguardo dei protagonisti: l’infanzia trascorsa in una zona di guerra, gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hezbollah" target="_blank">Hezbollah</a> e il rinnovato conflitto contro Israele, questioni d’identità, sicurezza e libertà si combinano con tematiche di sessualità e di genere. Nonostante le differenti culture di origine, queste eloquenti individualità condividono la lotta per vivere autenticamente in una cultura che nega la loro esistenza. Dalla visione del documentario emerge tutto il peso del disonore recato alla famiglia da parte di chi si riconosce in diversi orientamenti affettivo/sessuali, che non siano quelli stabiliti dalla società e dalle rigide imposizioni religiose.<br />
L’<a href="http://itablogsforfreedom.splinder.com/post/5921013/%5BLIBANO%5D+%27Helem%27+%28%27sogno%27%29%2C+la" target="_blank">associazione <span style="color: #800080;"><strong>‘Halem’</strong></span></a> (che in arabo significa FUTURO), fondata nel 2004, è l’unica che milita allo scoperto per la depenalizzazione dell’omosessualità in Libano. Infatti, sebbene l’omosessualità non sia menzionata esplicitamente nel codice penale, l’articolo 534 prevede pene che possono arrivare sino ad un anno di detenzione per relazioni sessuali definite “contro natura”.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito del documentario la testimonianza personale di <span style="color: #333333;"><strong>Kamal Laftomi</strong></span>, giovane musulmano di origine marocchina, volontario del comitato provinciale Arcigay di Piacenza.<br />
Kamal oggi ha 20 anni, ma dalle sue parole scaturisce tutta la forza e la tenacia di chi prende la propria vita tra le mani nonostante un vissuto pesante, lacerato nella mente e nel corpo.<br />
Ha solo 11 anni Kamal, quando scopre la propria natura omosessuale e solo 14 quando decide di dichiararla ai suoi genitori. Il padre, fervente islamico, conservatore e praticante, non comprende le parole di Kamal e lo confina tra le mura domestiche credendo, forse, con preghiere, aggressioni (anche fisiche) e minacce, di riuscire a riconvertire il figlio e riportarlo alla “normalità”. L&#8217;intervento dei servizi sociali fa in modo che Kamal venga allontanato dai genitori e affidato ad una casa famiglia. Insorgono problemi quali depressione e bulimia curati a suon di medicinali da psicologi “esperti in problemi adolescenziali” e di chiaro stampo cattolico (le terapie riparative vi ricordano nulla?).<br />
Ora Kamal è maggiorenne, vive con sua zia, si è diplomato cuoco e l’arcigay, al quale ha chiesto aiuto, oltre ad offrirgli sostegno psicologico ha provveduto a trovargli un posto di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il conflitto tra l’osservanza dei dettami, dei valori, dei modi di vivere che l’islam gli impone e la fede in Dio sono per lui motivo di crisi religiosa e credo di poter supporre che come “Kamal”, nel nostro paese molti altri vivano e condividano angosce e dilemmi apparentemente inconciliabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Sara</p>
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		<title>Ultima stagione in serie A</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 19:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Teatro Argot: torna in scena “Ultima Stagione in Serie A” sul  delicato tema dell’omosessualità nel mondo del calcio.
Diretta da Mauro Mandolini e interpretata da Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci la pièce sarà in scena dal 17 novembre al 6 dicembre 2009.
Dopo il grande consenso di pubblico e il tutto esaurito della passata stagione dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Marco-Bocci-e-Fabrizio-Sabatucci2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-420" title="Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci2" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Marco-Bocci-e-Fabrizio-Sabatucci2-300x271.jpg" alt="Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci2" width="300" height="271" /></a><em><strong>Teatro Argot: torna in scena “Ultima Stagione in Serie A” sul  delicato tema dell’omosessualità nel mondo del calcio.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Diretta da <a href="http://www.filmfilm.it/persone.asp?idpersona=102114" target="_blank">Mauro Mandolini</a> e interpretata da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Bocci" target="_blank">Marco Bocci</a> e <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=73231" target="_blank">Fabrizio Sabatucci</a> la pièce sarà in scena dal 17 novembre al 6 dicembre 2009.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il grande consenso di pubblico e il tutto esaurito della passata stagione <strong><span style="color: #333333;">dal 17 novembre al 6 dicembre 2009</span></strong> la <a href="http://www.produzioni-cinematografiche.com/" target="_blank">Azteca Produzioni Cinematografiche</a> porterà nuovamente in scena al <a href="http://www.argot.it/" target="_blank">Teatro Argot</a> “<strong><span style="color: #333333;">Ultima stagione in serie A</span></strong>”, pièce sul delicato tema della diversità repressa nel mondo del calcio firmata dal regista e autore Mauro Mandolini e splendidamente interpretata da <span style="color: #333333;"><strong>Marco Bocci</strong></span> (reduce dal successo di Romanzo Criminale) e <strong><span style="color: #333333;">Fabrizio Sabatucci</span></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo allestimento dello spettacolo risale al 1996 all’interno del Festival di Todi per la regia di Lorenzo Gioielli, con lo stesso Mandolini e Gianluca Ferrato, riscuotendo grande interesse e consenso della critica.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, a quasi dieci anni dall’ultima replica, la forza metaforica della storia è più che mai attuale perché, quando l’argomento “omosessualità” sfiora il mondo del calcio, subito si innalzano barricate in difesa della “virilità” dell’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ultima stagione in serie A” racconta il mondo del calcio nel chiuso silenzio degli spogliatoi. I due protagonisti, Luigi detto Zio (Fabrizio Sabatucci), 36 anni, che dalla professione ha ottenuto una dignitosa carriera, soprattutto nelle serie inferiori, e Giancarlo, detto Zamora (Marco Bocci), 34 anni, portiere titolare e inamovibile fino alla domenica precedente (conclusasi con un sonoro 6-0 per l’Inter), in piena crisi professionale e familiare, si stanno cambiando dopo l’allenamento. Giocatori di serie A, ma né fuoriclasse, né famosi al grande pubblico, due atleti nella fase calante della loro carriera. Nella scarna, ma funzionale, scenografia (firmata da due figli d’arte, Valentina Fragasso, figlia di Claudio, e Oliver Montesano, figlio di Enrico) ubicata da una doccia e da una struttura in legno a gradoni, parlano, sognano, ricordano, soffrono, si prendono in giro, ridono. Amano. Ed è l’amore, descritto con profonda leggerezza, al centro di questa commedia ambientata in un mondo sbirciato da dietro la porta.</p>
<p style="text-align: justify;">L’amore per il calcio e non solo..</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le caratteristiche spacconate dei personaggi e del loro ambiente i due sportivi compagni di squadra riescono a raccontarsi, attraverso il linguaggio della confidenza a muscoli rilassati, le segrete pieghe dell’animo, i fallimenti e addirittura le più nascoste tendenze, quelle di un sesso proteso al proprio simile, dove prevale il desiderio della tenerezza e l’esigenza della fuga dalla solitudine e da rapporti eterosessuali vissuti come superficialità e routine. Quindi la scoperta graduale di sentimenti insospettati. Le emozioni che si creano travalicano il tempo e toccano il cuore, perché i due protagonisti, prima che calciatori, sono uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa storia è una salutare doccia fredda sul mondo dei calciatori che spacca i luoghi comuni e smaschera l’arretratezza e l’ipocrisia di uno sport, quello del calcio, che ha paura di un amore diverso, nel quale l’omosessualità viene ancora concepita come una colpa, una condanna senz’appello. Nei personaggi di Zio e Zamora troveremo molte delle nostre speranze, le gioie, le delusioni. Soprattutto il coraggio. Perché ci vuole molto coraggio per giocare l’ultima stagione in serie A. Le Musiche originali sono di <span style="color: #333333;"><strong>Devis Eskaloska Anibaldi</strong></span> e di <strong><span style="color: #333333;">Danilo Stazi</span></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #333333;">Spettacolo dal martedì al sabato h. 20.45 – domenica h. 18.45</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #333333;">Info: Teatro Argot – Via Natale del Grande, 27 &#8211; tel 06 5898111</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Artura. I colori delle donne di Teatro</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 18:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da domani 1 Ottobre fino all&#8217;11 Ottobre al Teatro San Martino a Bologna si svolgerà la rassegna &#8220;Artura. I colori delle donne di Teatro&#8221;, ciclo di eventi realizzati dalla cooperativa teatrale Il Gruppo Libero, in collaborazione con Libero Fortebraccio Teatro e con la partecipazione delle &#8220;Arture&#8221; e di Paola Bignami dell&#8217;Università di Bologna e Laura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address style="text-align: justify;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/bianca_maria_pirazzoli.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-308" title="bianca_maria_pirazzoli" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/bianca_maria_pirazzoli-926x1023.jpg" alt="bianca_maria_pirazzoli" width="281" height="310" /></a><strong>Da domani 1 Ottobre fino all&#8217;11 Ottobre al <a title="Teatro San Martino" href="http://www.teatrosanmartino.it/" target="_blank">Teatro San Martino</a> a Bologna si svolgerà la rassegna &#8220;Artura. I colori delle donne di Teatro&#8221;, ciclo di eventi realizzati dalla cooperativa teatrale <a title="Coop. Il Gruppo Libero" href="http://www.artura09.splinder.com/" target="_blank">Il Gruppo Libero</a>, in collaborazione con <a title="Libero Fortebraccio Teatro" href="http://www.fortebraccioteatro.com/index.asp" target="_blank">Libero Fortebraccio Teatro </a>e con la partecipazione delle &#8220;Arture&#8221;</strong><strong> e di <a title="Paola Bignami" href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=paola.bignami@unibo.it" target="_blank">Paola Bignami </a>dell&#8217;Università di Bologna e <a title="Laura Mariani" href="http://www.dllc.unicas.it/mariani/mariani.htm" target="_blank">Laura Mariani</a> dell&#8217;Università di Cassino</strong><strong>. Undici giorni di appuntamenti con 5 spettacoli, appuntamenti giornalieri con la poesia e i documentari, un laboratorio condotto da <a title="Laura Curino" href="http://www.lauracurino.it" target="_blank">Laura Curino</a>, una mostra, la presentazione del libro &#8220;Monologhi al femminile&#8221; e l&#8217;evento speciale &#8220;Il 1° Ottobre delle attrici&#8221;, ovvero una carrellata di performance di 37 attrici della scena bolgnese</strong></address>
<address style="text-align: justify;">
</address>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800080;"><strong>Cos&#8217;è è Artura?</strong></span> Il “femminile” di un re leggendario o un mestiere che viene trasmesso da fate artigiane? La tavola rotonda è un concetto che ci piace: artiste, poetesse, attrici, documentariste, tutte donne, con la volontà di creare uno spazio condiviso in cui dare visibilità ai colori dei mestieri che esse raccontano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fare teatro delle attrici, e dunque delle donne che agiscono. In un tessuto di relazioni e capacità che vanno coltivate e valorizzate, oggi in maniera particolare. Per dare vita ad una scena fatta di professionalità e di quella straordinaria creatività delle donne che considerano la differenza come una ricchezza. Un desiderio alla ribalta.</p>
<p style="text-align: justify;">Artura sorride e vuole visibilità ma non la rivendica con rabbia, lo fa con ironia e con femminile determinazione a partire dal suo nome; un  invito  a sentire e vedere, ad incontrare il fare delle attrici e a rafforzarlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800080;"><strong>Il progetto Artura</strong></span> si pone in continuità con il <a title="Premio Nazionale" href="http://www.teatroespettacolo.org/premio-nazionale-bianca-maria-pirazzoli-per-attrici-e-scrittrici-.htm" target="_blank">Premio Nazionale Bianca Maria Pirazzoli</a> – concorso teatrale a cadenza biennale rivolto alle donne, inaugurato lo scorso anno &#8211; di cui rappresenta  l&#8217;esito e l&#8217;evoluzione: da un lato infatti Artura dà spazio alla messa in scena delle vincitrici e finaliste del premio, perché esso sia, per coloro che vi hanno partecipato, non solo un punto di arrivo ma l’innesco di nuovi percorsi di lavoro, di progettualità e di relazione che possano dare vita a uno spazio delle donne di teatro; dall&#8217;altro lato Artura coinvolge e catalizza, in una condivisione di visibilità e confronto, i mestieri e talenti femminili nell&#8217;ambito della produzione teatrale e culturale bolognese.</p>
<p style="text-align: justify;">Cuore pulsante del progetto è il <strong><span style="color: #800080;">fare teatro delle attrici</span></strong>, intese come donne che agiscono il teatro, sulla scena e dietro la scena, lo supportano e lo rendono possibile con il lavoro tecnico, amministrativo e organizzativo, lo scrivono, ne scrivono, ne danno comunicazione, ne restituiscono la memoria, lo trasmettono, ne discutono, lo criticano, lo scelgono, lo qualificano. Da questo fare, dalle molteplici pratiche e progettualità delle donne che producono teatro e cultura, nasce il percorso con cui Il Gruppo Libero intende dare visibilità ai colori dei mestieri che esse raccontano: per valorizzare le capacità di ognuna, costruire e coltivare, in un&#8217;azione di tessitura, le relazioni tra tutte, aprire scambi possibili, rendere più potente quella particolare creatività delle donne che rivendicano la differenza come una ricchezza.</p>
<p>Di seguito il <strong><span style="color: #800080;">PROGRAMMA:</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giovedì 1 ottobre 09</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 17.00 -</strong> Inaugurazione della mostra <em>Le attrici di Bologna</em>: i ritratti fotografici, le impronte delle mani e le testimonianze audiovisive delle attrici attive a Bologna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 17.00-23.00 -</strong> Il 1° ottobre delle attrici, ideato e condotto da Laura Mariani: attrici attive a Bologna si esibiscono in brani del loro repertorio o appositamente scelti, ideati o adattati per l&#8217;evento.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Venerdì 2 ottobre 09</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 14.00 -</strong> Laboratorio <em>Le tecniche della narrazione</em> condotto da Laura Curino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 19.00 -</strong> Presentazione del libro <em>Monologhi al femminile</em> (a cura di Sebastiano A. Giuffrida, edizioni corsare, 2009), con letture di brani dal testo. Partecipano Sebastiano A. Giuffrida, Claudia Palombi, Laura Curino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 20.30 -</strong> Proiezione di <em>Frammenti di Mezzogiorno</em>, di Alice Fatone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 21.15 -</strong> Spettacolo <em>&#8220;<strong><span style="color: #800080;">Alice, oh che meraviglia versione 1</span></strong>&#8220;</em>, testo e regia di Alessandra Tomassini, in scena l’autrice-attrice.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato 3 ottobre 09</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 10.00 -</strong> Laboratorio Le tecniche della narrazione condotto da Laura Curino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 19.00 -</strong> Aperitivo con poete, letture di Maria Luisa Vezzali e Leila Falà, partecipa Angela Malfitano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 20.30 -</strong> <em>Artura Docs, rassegna di documentari</em> a cura di Alessandra Santanera: proiezione di <em>Ma chi è questo Grifi? </em>e <em>Choix de vie</em> di Cristina Mazza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 21.15 -</strong> Spettacolo &#8220;<strong><span style="color: #800080;"><em>Che oggi torna a casa versione 1</em></span></strong>&#8220;, di Laura Bucciarelli, regia di Claudia Palombi, con Mara Gigli.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Domenica 4 ottobre 09</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 10.00</strong> Laboratorio <em>Le tecniche della narrazione</em> condotto da Laura Curino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 19.00</strong> Reading <em>Monologhi al femminile</em>, letture delle attrici di Artura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 20.30</strong> Artura <em>Docs, rassegna di documentari</em> a cura di Alessandra Santanera: proiezione di <em>La luna di Kiev</em> e <em>Mangia il tuo riso</em> di Marcella Piccinini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 21.15</strong> Spettacolo <strong><span style="color: #800080;"><em>&#8220;Alice, oh che meraviglia versione 2</em>&#8220;</span></strong>, di Alessandra Tomassini, regia di Claudia Palombi, con Chiara Moretti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Lunedì 5 ottobre 09</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 19.00</strong> Aperitivo con poete, letture di Loredana Magazzeni e Michela Martelli, partecipa Fulvia Lionetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 20.30</strong> Artura <em>Docs, rassegna di documentari</em> a cura di Alessandra Santanera: proiezione di <em>Ma mission a dix-neuf ans</em> e <em>Messaggio</em> di Marilena Astolfi Calza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 21.15</strong> Spettacolo <span style="color: #800080;"><strong><em>&#8220;Che oggi torna a casa versione 2&#8243;</em></strong></span>, di Laura Bucciarelli, regia di Claudia Palombi, con Cinzia Melis.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Martedì 6 ottobre 09</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 19.00</strong> Reading <em>Monologhi al femminile</em>, letture delle attrici di Artura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 20.30</strong> Proiezione di <em>Frammenti di Mezzogiorno</em>, di Alice Fatone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 21.15</strong> Spettacolo <span style="color: #800080;"><em><strong>COMARI/COMARI</strong></em></span>. Uno studio al femminile tratto da “Le allegre comari di Windsor” di W. Shakespeare. Per “Omaggio a Bianca” in occasione del Premio Bianca Maria Pirazzoli 2008. Regia di Mariapia Papandrea, con Leila Falà, Fabiana Giordano, Mariapia Papandrea, Elisa Tinti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Mercoledì 7 ottobre 09</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 19.00</strong> Aperitivo con poete, letture delle poete del Gruppo ‘98 Poesia: Leila Falà, Serenella Gatti, Loredana Magazzeni,  Paola Poluzzi, Berenice Sica Lamas, Paola Tosi, Alessandra Vignoli, Anna Zoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 20.30</strong> <em>Artura Docs, rassegna di documentari</em> a cura di Alessandra Santanera: proiezione di <em>Insc’Allah</em> di Sara Pattini e Rocco Busi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 21.15</strong> Spettacolo <span style="color: #800080;"><em><strong>Alice, oh che meraviglia versione 1</strong></em></span>, testo e regia di Alessandra Tomassini, in scena l’autrice-attrice.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Giovedì 8 ottobre 09</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 19.00</strong> Reading <em>Monologhi al femminile</em>, letture delle attrici di Artura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 20.30</strong> <em>Artura Docs, rassegna di documentari</em> a cura di Alessandra Santanera: proiezione di <em>L&#8217;amore che fugge. Capitolo I: l’amore distratto</em> di Maria Martinelli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 21.15 </strong>Spettacolo <strong><em><span style="color: #800080;">COMARI/COMARI</span></em></strong>. Uno studio al femminile tratto da “Le allegre comari di Windsor” di W. Shakespeare. Per “Omaggio a Bianca” in occasione del Premio Bianca Maria Pirazzoli 2008. Regia di Mariapia Papandrea, con Leila Falà, Fabiana Giordano, Mariapia Papandrea, Elisa Tinti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Venerdì 9 ottobre 09</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 19.00</strong> Aperitivo con poete, letture di Chiara Cretella e Alessia Bersano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 20.30</strong> <em>Artura Docs, rassegna di documentari</em> a cura di Alessandra Santanera presenta: Giovani d&#8217;Emilia Romagna, conversazioni a tema e Perceptions di Allieta Melchioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 21.15</strong> Spettacolo <span style="color: #800080;"><strong><em>Alice, oh che meraviglia versione 1</em></strong></span>, testo e regia di Alessandra Tomassini, in scena l’autrice-attrice.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato 10 ottobre 09</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 19.00</strong> Reading <em>Monologhi al femminile</em>, letture delle attrici di Artura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 20.30</strong> <span style="color: #800080;"><strong><em>Artura Docs &#8211; Docs in Progress: <a href="http://www.illupoincalzoncinicorti.com/" target="_blank">Il lupo in calzoncini corti</a></em></strong></span>, di Nadia Dalle Vedove e Lucia Stano; <em>Cantare il Maggio</em> di Allieta Melchioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 21.00</strong> Proiezione di <em>La &#8216;Divina&#8217; Commedia</em> di Fabiola Crudeli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 21.15</strong> Spettacolo<span style="color: #800080;"><strong><em> COMARI/COMARI.</em></strong></span> Uno studio al femminile tratto da “Le allegre comari di Windsor” di W. Shakespeare. Per “Omaggio a Bianca” in occasione del Premio Bianca Maria Pirazzoli 2008. Regia di Mariapia Papandrea, con Leila Falà, Fabiana Giordano, Mariapia Papandrea, Elisa Tinti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Domenica 11 ottobre 09</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 16.30</strong> Proiezione di <em>Frammenti di Mezzogiorno</em>, di Alice Fatone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 17.30</strong> Spettacolo <span style="color: #800080;"><em><strong>Alice, oh che meraviglia versione 1</strong></em></span>, testo e regia di Alessandra Tomassini, in scena l’autrice-attrice.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ore 18.30</strong> Spettacolo <span style="color: #800080;"><strong><em>COMARI/COMARI.</em></strong></span> Uno studio al femminile tratto da “Le allegre comari di Windsor” di W. Shakespeare. Per “Omaggio a Bianca” in occasione del Premio Bianca Maria Pirazzoli 2008. Regia di Mariapia Papandrea, con Leila Falà, Fabiana Giordano, Mariapia Papandrea, Elisa Tinti.</p>
<p style="text-align: justify;">Biglietto giornaliero: € 15,00</p>
<p style="text-align: justify;">Biglietto spettacoli COMARI/COMARI, Alice, oh che meraviglia versione 1, Alice, oh che meraviglia versione 2, Che oggi torna a casa versione 1, Che oggi torna a casa versione 2:</p>
<p style="text-align: justify;">€ 12,00</p>
<p style="text-align: justify;">Aperitivo: € 5</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Informazioni</span></p>
<p style="text-align: justify;">tel. 051.7459360 &#8211; 051.224671 &#8211; 331.6416524</p>
<p style="text-align: justify;">Mariapia Papandrea</p>
<p style="text-align: justify;">teatroragazzi@teatrosanmartino.it</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artura09.splinder.com" target="_blank">www.artura09.splinder.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Premio Langer a Bolzano</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2009/07/04/premio-langer-a-bolzano/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 08:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Narges Mohammadi Premio Langer National Peace Council Shirin Ebadi Iran Consiglio dei Guardiani della Costituzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Non si è presentata giovedì sera alla consegna del premio della fondazione Alexander Langer nella città di Bolzano, Narges Mohammadi, essendole stato confiscato il passaporto, senza alcuna motivazione plausibile, dalle autorità iraniane.
In sua vece ha presenziato il premio Nobel (2003) Shirin Ebadi, che, senza velo alcuno… (ci fa presente che nel suo paese sarebbe passibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-91" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Narges-Mohammadi-340x.jpg" alt="Narges-Mohammadi" width="235" height="274" />Non si è presentata giovedì sera alla consegna del premio della fondazione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alexander_Langer" target="_blank"><strong>Alexander Langer</strong></a> nella città di Bolzano, <a href="http://www.agensir.it/pls/sir/v2_s2doc_b.rss?id_oggetto=176342" target="_blank"><strong>Narges Mohammadi</strong></a>, essendole stato confiscato il passaporto, senza alcuna motivazione plausibile, dalle autorità iraniane.</p>
<p style="text-align: justify;">In sua vece ha presenziato il premio Nobel (2003) <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shirin_Ebadi" target="_blank"><strong>Shirin Ebadi</strong></a>, che, senza velo alcuno… (ci fa presente che nel suo paese sarebbe passibile di 80 frustate) ha illustrato con passione la situazione politica e sociale in Iran.</p>
<p style="text-align: justify;">Conferenza commovente, soprattutto quando Narges, si è messa in contatto telefonicamente in modo che udissimo in diretta le sue considerazioni in merito alla situazione attuale nel suo paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il premio che quest’anno è stato assegnato a Shirin, intende onorare e tenere vivo il ricordo di Langer, presentando all’opinione pubblica l’impegno e la dedizione talvolta rischiosa, di persone sconosciute che con coraggio, indipendenza di pensiero e forte radicamento sociale, sono state capaci di illuminare situazioni emblematiche e strade innovative.</p>
<p style="text-align: justify;">Come Shirin, molte altre persone compongono il comitato esecutivo del Consiglio nazionale della pace in Iran da lei presieduto. Artisti, giuristi, donne, studenti, sindacalisti, rappresentanti delle minoranze etniche e gruppi politici che si oppongono principalmente a ogni logica militare o terroristica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il<a href="http://www.peacecouncil.org/" target="_blank"> National Peace Council</a> intende mostrare al mondo intero “un altro Iran” che si oppone a ogni azione violenta e si attiva per la costruzione della pace, della sicurezza, della stabilità e del benessere attraverso rapporti caratterizzati da tolleranza e amicizia.</p>
<p style="text-align: justify;">-<em>Mi dispiace tanto di non essere insieme a voi</em>- dice Narges al telefono -<em>mi hanno bloccata nel mio Paese e ancora non c’è alcuna motivazione legale che giustifichi il ritiro del mio passaporto da parte del governo. Il popolo iraniano è contro la violenza. Sapete quello che sta accadendo in questi giorni in Iran: molti giornalisti, difensori dei diritti civili e della libertà si trovano in carcere. Non dimenticheremo mai il volto bellissimo e innocente di Neda, divenuto il simbolo di questa protesta pacifica. Oggi le donne sono vestite di nero, perché sono in lutto. Sono cento anni che il popolo iraniano sta lottando per la libertà, sacrificando la propria vita e quella dei propri figli. Noi crediamo profondamente che vinceremo. Bisogna parlare dell’amore e della speranza. Qual è la speranza più bella, oggi, se non il vedere che le persone in catene si sostengono e stanno tutte insieme?</em>-.</p>
<p style="text-align: justify;">Cit da Wiki</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">*Dalla rivoluzione del 1979 la Guida Suprema è il rahbar o, in sua assenza, un consiglio di capi religiosi. Vengono scelti da un&#8217;assemblea di esponenti religiosi sulla base del loro curriculum e del grado di stima goduto presso la popolazione. La Guida Suprema nomina i sei membri religiosi del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_dei_Guardiani_della_Costituzione" target="_blank">Consiglio dei Guardiani della Costituzione,</a> composto da 12 membri, che ha il compito di approvare le candidature alla presidenza della Repubblica e certificare la loro competenza e quella del parlamento monocamerale iraniano, al pari delle più alte cariche giudiziarie. Egli è inoltre comandante in capo delle forze armate.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">“<em>Neppure il più potente può governare senza la cooperazione dei governati” diceva il Mahatma Gandhi&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mai frase fu più attuale.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione in Iran è storica, una svolta epocale in cui il femminismo islamico fa la differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Composto da una popolazione la cui percentuale di giovani sotto i trenta anni è il 70 %, di cui il 65 % sono donne, ed è sotto la pesante pressione delle leggi del “buon costume” e dei basiji, milizia paramilitare onnipresente. Negli ultimi anni il tasso di istruzione femminile ha raggiunto altissimi livelli.<br />
Dopo la presa di potere, Khomeini abolì i minimi poteri sociali delle donne nella famiglia e nella vita pubblica. I mullah fondamentalisti perfezionarono il loro sistema di apartheid fra i generi, segregando uomini e donne, sopprimendo le attività delle donne e la loro visibilità pubblica, ed aumentando il controllo degli uomini sulle donne nella famiglia.<br />
I principi misogeni di Khomeini e dei suoi seguaci furono trasformati in leggi ed in politiche che ancora oggi sono vigenti. Per nascondere il presupposto potere seduttivo dei corpi femminili, la hejab, o codice dei costumi, deve essere rispettata da tutte le donne nei luoghi pubblici. Le donne devono coprirsi i capelli ed il corpo, ad eccezione della faccia e delle mani. A tal proposito Ebadi fa notare come le donne iraniane per manifestare pacificamente il loro dissenso a queste assurde disposizioni, curano il loro viso in modo quasi maniacale, dalle sopracciglia ben disegnate alle labbra sapientemente sottolineate.<br />
Aggiunge la Ebadi che la teocrazia fondamentalista si basa sulla concezione della natura della donna e dell&#8217;uomo e dei loro ruoli nella società. Da questo punto di vista, le donne sono considerate fisicamente, intellettualmente e moralmente inferiori agli uomini, tant’è che una donna vale la metà di un uomo, come pure la sua parola. Questa presupposizione ha fatto sì che le donne non possano partecipare alla pari in nessun campo di azione sociale o politica. Le teorie proprie del determinismo biologico stabiliscono che il ruolo primario ed i doveri delle donne siano la procreazione e la cura dei figli, ed il benessere e la soddisfazione dei mariti. Le donne sono viste come l&#8217;incarnazione della seduzione sessuale e del vizio, e per questo le interazioni delle donne con gli uomini e la visibilità dei corpi femminili necessiterebbero di uno stretto controllo.</p>
<p style="text-align: justify;">-<em>Non è un problema di un’élite, è il problema di un’intera nazione!</em>-</p>
<p style="text-align: justify;">Narges Mohammadi</p>
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		<title>Marina Cicogna</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 14:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Florinda Bolkan]]></category>
		<category><![CDATA[fotografie]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Cicogna]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Consigliabile la mostra di Marina Cicogna. Scatti e scritti di un&#8217;epoca all&#8217;Accademia di Francia presso Villa Medici a Roma fino al 3 luglio 2009.
80 istantanee di vita esposte in una scenografia realizzata da Dante Ferretti.
Scatti evocanti momenti salienti della vita di Marina Cicogna e delle sue frequentazioni abituali, con Aristotele Onassis, Silvana Mangano, Gianni Agnelli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_85" class="wp-caption aligncenter" style="width: 442px"><img class="size-full wp-image-85" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/marina_cicogna_Florinda_Bolkan_a_AugkorCambogia1.jpg" alt="Florinda_Bolkan_a_AugkorCambogia" width="432" height="297" /><p class="wp-caption-text">Florinda_Bolkan_a_AugkorCambogia</p></div>
<p>Consigliabile la mostra di Marina Cicogna. Scatti e scritti di un&#8217;epoca all&#8217;Accademia di Francia presso Villa Medici a Roma fino al 3 luglio 2009.<br />
80 istantanee di vita esposte in una scenografia realizzata da Dante Ferretti.<br />
Scatti evocanti momenti salienti della vita di Marina Cicogna e delle sue frequentazioni abituali, con Aristotele Onassis, Silvana Mangano, Gianni Agnelli, Maria Callas, Audrey Hepburn, Jeanne Moreau, Florinda Bolkan sua compagna di vita per 18 anni corredati di considerazioni personali a tratti malinconiche.<br />
L’esposizione getta uno sguardo sulla poliedrica ed originale personalità di una donna dalle origine familiari privilegiate. Nipote del conte Volpi, ex governatore in Libia e fondatore nel 1932 del primo Festival Cinematografico della storia (il Festival di Venezia, Coppa Volpi).</p>
<p>&#8220;<em>Le relazioni diventano importanti quando si fanno cose assieme e quando il tempo passa e non ce se ne accorge</em>&#8220;.<br />
Marina Cicogna</p>
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