Amico di un frocio? Meglio un serial killer!
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Sono trascorsi più di quarant’anni dal primo duplice omicidio attribuito al mostro di Firenze, venti dalla fine del processo che ha visto condannati i “compagni di merende” Pietro Pacciani, Mario Vanni e Giancarlo Lotti, tutti deceduti.
Fiumi d’inchiostro si sono sparsi sui giornali per descrivere le nefandezze del serial killer più famoso d’Italia, ore di programmi televisivi ma la verità è ancora un punto interrogativo, i morti hanno portato con sè i propri segreti.
Alcune notizie sono note a tutti, di altre si è parlato sottovoce o solo da parte di alcuni quotidiani, mentre i più, giornali e telegiornali, nonostante abbiano trattato diffusamente fatti e pettegolezzi, le hanno taciute. E’ passata quasi sotto silenzio in particolare la notizia dei rapporti omosessuali tra due dei maggiori imputati. Si è scritto diffusamente dei loro rapporti con prostitute, mogli, fidanzate, anche di quelli incestuosi e violenti di Pacciani con le figlie, pochi invece hanno riportato come Pacciani e Lotti avessero rapporti omoerotici e come Pacciani sia dovuto ricorrere una volta al medico per farsi estrarre un vibratore dall’ano.
Lotti addirittura trova più facile ammettere la complicità negli assassinii che riconoscere di aver avuto una relazione sessuale con Pacciani, il quale d’altra parte negherà sempre quest’eventualità almeno con la stessa forza con cui ha sempre negato di essere implicato negli omicidi ascrittigli.
Dai video trasmessi dal programma “Un giorno in Pretura” si osserva come i testimoni non avessero particolari remore ad affermare di conoscere ed essere anche amici di Pacciani, accusato di essere un pluriomicida, mentre negavano ostinatamente anche solo una conoscenza superficiale con l’imputato quando spunta lo spettro dell’omosessualità.
Fatto, questo dei rapporti omosessuali, ai quali i mezzi di comunicazione sembrano non dare l’opportuno rilievo se è vero che già una perizia del Federal Bureau Investigation aveva paventato la possibilità che l’omicida avesse dei problemi a rapportarsi sessualmente con le donne.
La stampa anzi ha sempre fatto passare l’omicidio della coppia tedesca come un errore del mostro, che avrebbe scambiato il giovane Jens-Uwe Rüsch per una donna dato che portava i capelli lunghi; ma ciò è poco probabile dato che i due campeggiatori sostavano nel luogo da almeno dieci giorni e tutti sapevano trattarsi di due uomini di nazionalità tedesca.
Nell’Italia machista il vero uomo è utilizzatore finale del corpo femminile, può stuprare, uccidere barbaramente ma non ha rapporti sessuali con altri uomini.
Persino la mafia nel suo codice d’onore vieta l’omosessualità.
Non a caso gli attori nostrani preferiscono interpretare ruoli di feroci assassini che di omosessuali, l’omosessualità rimane l’ultimo tabù, quello che può rovinare la carriera alle star del cinema del Belpaese, ma anche degli sportivi, di étoile della Scala, mentre è molto meno pregiudizievole essere accusati di reati connessi alla droga , o essere implicati in tragiche morti.
Insomma è di gran lunga preferibile essere amico di un serial killer che di un frocio.
Sarah
Per una disanima sulla visibilità delle lesbiche nella cronaca nera vedasi Globales.
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