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Ribelliamoci ai baroni del movimento omosessuale

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Inizio fiaccolata con i manifestini "infilati nella mia mano" da Arcigay Roma (Foro Repubblica Roma)

Ieri sera dopo ormai un anno di manifestazioni contro l’omofobia ed i casi di aggressioni, stupri su donne lesbiche, e insulti della Chiesa Cattolica che ci chiama pedofili, ho visto negli occhi delle persone la rabbia e la disperazione.In questi giorni migliaia di studenti in tutta Italia si stanno ribellando, tra le motivazioni, anche quella del pensionamento anticipato dei baroni che monopolizzano le università, personaggi in naftalina che dettano leggi ed ostacolano l’integrazione nell’organico dei ricercatori precari.

Questo esempio per farvi capire che  l’Italia è un paese di baroni.

Piccolo potere piccolo uomo, penso io.

Dopo l’aggressione la settimana scorsa del ragazzo 22 enne, picchiato fino allo svenimento da 4 italiani che lo hanno seguito dopo l’uscita di un locale gay, il gruppo We Have Dream, nato il 28 Agosto 2009, ha organizzato una manifestazione spontanea la sera dopo l’uscita della notizia dell’ultima aggressione omofoba.

I numeri della questura parlano di 200 persone, giovani e adulti, uniti sotto la bandiera rainbow.

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Alla partenza gli esponenti del movimento LGBT (Foto Carlo Traina)

Arrivata li trovo la sorpresa: la sfilata delle associazioni davanti a telecamere e fotografi (tutto condito da volontari dell’Arcigay Roma che pubblicizzavano il Roma Pride 2010, mettendo nelle mani fogli come è successo accidentalmente a me in foto) dando per scontato che volessimo pubblicizzare l’evento.

Dopo circa 40 minuti dal siparietti dei baroni del movimento omosessuale, molti di questi (alcuni sono anche gli organizzatori del Roma Pride 2010) dopo aver pubblicizzato se stessi e l’evento,  si dileguano e non fanno nemmeno la fiaccolata, come Imma Battaglia (Presidente Associazione DiGayProject).

Come dice giustamente l’amico Elfobruno nel suo blog:

Arrivo, con Pinzi e Guglia. Siamo in anticipo di quaranta minuti e le telecamere sono già lì. È Arcigay RomaSi è sentito l’odore del sangue. Il presidente si fa intervistare. We have a dream, che ha organizzato l’evento, ha una piccola filosofia: quando ci scappa la coltellata ci si riunisce dietro l’unico vessillo possibile, il rainbow. Perché contro il sangue delle vittime c’è un’unica risposta che non è quella del logo da conventicola. Non è una questione di marketing. È solo buon senso. È seguire un simbolo, vestiti solo del proprio corpo. Arcigay, invece, ci ha messo il cappello.

Ci seguono nella fiaccolata sicuramente l’On. Paola Concia(PD), Fabrizio Marrazzo (Presidente Acrigay Roma) Daniele Sorrentino (Direttivo Arcigay Roma), oltre a questi nomi è possibile che ci abbiano seguito altri ma io personalmente ho saputo riconoscere solo queste persone.

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Fiaccolata davanti al luogo dell'aggressione. (Foto Carlo Traina)

Fermiamo in traffico del Colosseo per passare, camminiamo urlando “Razzismo, violenza omo-trans fobia, con una risata vi spazzeremo via”Mauro Cioffari di We have a dream, legge per tutto il percorso i casi di violenza di  omo-transfobia,  ad oggi consumati.

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La folla chiede di perseguire (Foto Mauro Cioffari)

Tutto procede tranquillamente, anche se la manifestazione non era stata autorizzata preventivamente, ma grazie a Cristiana AlicataValerio Barletta ed altri componenti di We Have a Dream, abbiamo ottenuto un permesso al momento, per poter  proseguire verso il luogo dell’aggressione.

Arrivati sul luogo dell’aggressione,  sciogliamo la fiaccolata.

Ad un tratto, il delirio.

Le persone non ci stannourlano che si sentono topi rinchiusi nei soliti spazi, che vogliono manifestare in luoghi frequentati e non nei percorsi organizzati per non “disturbare”.

Attimi concitati. La rabbia. La disperazione.

Le voci si alzano forti, ci chiedono di andare avanti anche senza autorizzazione della Questura (che ci segue passo passo), ci chiedono di dire al megafono qual è la gelateria che ha rifiutato l’aiuto al ragazzo ferito.

Un ragazzo della folla urla:

Volete sapere perché non l’hanno aiutato? Perché hanno visto il sangue di un frocio e quindi: frocio = AIDS e si sono rifiutati di soccorrerlo! Vogliamo il nome!

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Le persone davanti alla gelateria di Via Cavour al momento della protesta (Foto Claudio Queerway)

Tra la folla in incognito una persona che sa, ci dice il nome, annunciamo al megafono come raggiungere il luogo e partiamo urlando, fischiando,  a passo veloce, verso al gelateria.

Arrivati li (alla biforcazione di Via Cavour), ci mettiamo davanti alla gelateria  e lanciamo davanti alla porta dei fazzolettini bianchi (gli stessi che non avevano voluto dare al ragazzo ferito) urlando “Vergogna!!! “.

All’improvviso, si fa spazio tra la folla Fabrizio Marrazzo e Daniele Sorrentino (ArcigayRoma), urlando:

Stiamo facendo una figura di merda, non è questo il bar, chiediamo subito scusa!

La folla rumoreggia. Entriamo nella gelateria e chiediamo spiegazioni,  ammettono: “Siamo stati noi”

Alla notizia, la folla urla contro Marrazzo e Sorrentino:

Bugiardi! Tornate a casa se non condividete questa azione (pacifica)! Chi siete voi per dirci cosa fare? Non ci rappresentate!

Passa una mezz’ora tra urla e accuse, i due si rifugiano dalla Polizia che stazionava davanti alla gelateria, vengono presi i documenti ad alcuni, naturalmente non a Marrazzo. Alcuni documenti verranno trattenuti per controlli ulteriori.

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Coppia di attiviste lesbiche di baciano alla fiaccolata

Dopo l’intervento pacificatore di Lucky Amato (attivista LGBT), Marrazzo chiede il megafono e dice: “…vorrei dire che siamo tutti molto stressati dal momento….”

Partono fischi e urla della folla….un tentativo di scuse assurdo, dopo l’ennesima bugia.

Ci disperdiamo e torniamo al Colosseo per parlare tutti insieme con calma.

Molti strapperanno le tessere, molti racconteranno tutto agli amici, molti le tessere non le faranno mai.

Conclusioni

Ieri notte ho urlato davvero tanto facendo uscire la mia rabbia verso chi dovrebbe proteggerci, mi riferisco sia alle istituzioni che alle associazioni.

Ero davvero stanca, volevo correre per le strade di Roma e far scendere giù le persone dalle case, farle venire con noi, parlare con loro, far capire che i diritti di ogni persona sono la base di una vita rispettosa per tutti, che le discriminazioni rendono marcio il sistema e affondano il nostro Paese impregnato di violenza, disuguaglianza, indifferenza e un sistema fatto di non meritocrazia e di “concessioni non disinteressate”.

Per questo dobbiamo lottare per i diritti di tutti, perché il diritto di ciascuno di noi è il diritto dell’intera comunità.

Diritto di uno, diritto di tutti.

Non sono le associazioni che fanno le persone, ma le persone che fanno le associazioni, i moti popolari, le rivoluzioni culturali.

Stringiamoci insieme e teniamoci pronti ad ogni evento, parliamone, partecipiamo, andiamo oltre il nostro menefreghismo ed il nostro disfattismo del “tanto non cambierà mai nulla”.

Prendiamo in mano il nostro futuro.

8 commenti per Ribelliamoci ai baroni del movimento omosessuale

  • Francesca

    Purtroppo sono potuta arrivare solo più tardi, non ho assistito alla scena e mi sono potuta fare un’idea solo parziale. In ogni caso in un locale non lavorano sempre le stesse persone e voi siete andati lì ad aggredirli ed urlargli contro senza neanche sapere chi avevate davanti, non è questo il modo di comportarsi!
    Poi ci lamentiamo perché non abbiamo uno straccio di diritto, ma se non riusciamo a metterci d’accordo neanche tra di noi forse è quello che ci meritiamo.

  • Valentina

    Ciao Francesca, ti vorrei informare, dato che forse non sei rimasta tutta la serata e quindi non hai visto sviluppi e spiegazioni dei presenti, che sapevamo esattamente quale fosse il posto perché tra di noi c’era la persona che ha soccorso e portato li il ragazzo, svenuto e sanguinante.
    Non abbiamo aggredito nessuno, abbiamo poggiato dei fazzoletti bianchi all’entrata e gridato 4 volte vergogna, nei confronti del gesto assurdo di omissione di soccorso, all’interno c’era una delle persone che faceva il turno la notte dell’aggressione, ce lo ha detto li davanti a tutti.
    Se tu pensi di non meritarti diritti mi dispiace, io so invece che ce li meritiamo, inseme ad una massiccia dose di rispetto sociale.

  • Francesca

    Sapevo che il posto era quello e che all’interno c’era una delle persone presenti la notte dell’aggressione, ma ripeto non ero presente e non ritengo sempre del tutto affidabili le informazioni di seconda mano, da quello che mi hanno detto non tutti sono andati lì in maniera esattamente pacifica.

  • Valentina

    >>>”Sapevo che il posto era quello e che all’interno c’era una delle persone presenti la notte dell’aggressione, ma ripeto non ero presente e non ritengo sempre del tutto affidabili le informazioni di seconda mano”
    Bè ma se ti sto dicendo che gli organizzatori sapevano quel che stavano facendo perché c’era proprio il ragazzo che ha soccorso, non capisco quale sia il tuo dubbio, che sarebbe potuto essere tale quella sera e non oggi alla luce di questo articolo e della conferma dei gestori della gelateria della loro azione.

    >>>”da quello che mi hanno detto non tutti sono andati lì in maniera esattamente pacifica”
    Ma come prima dici di non affidarti alle cose riportate e poi insisti dicendo che alcuni di noi non avevano intenzioni pacifiche?!
    Trovo il tuo commento gratuitamente diffamatorio, per chi era presente ed ha agito.
    Non hai prove per dire ciò, se non quel che ti hanno detto i tuoi amici, quindi non sei testimone oculare,
    A breve invece, uscirà il filmato in presa diretta senza tagli dell’accaduto.

    Ti ricordo che ripeti sempre che non eri presente nelle fasi salienti della serata, non capisco proprio il tuo accanimento,
    in ogni caso la manifestazione si era fermata sul luogo dell’aggressione, quel che è successo dopo è responsabilità dei singoli,
    quindi se ritenevi fosse un’azione violenta potevi dissociarti ed andartene.
    Ognuno è libero di manifestare e di prendersi le proprie responsabilità,
    proprio perché non pretendiamo di rappresentare nessuno se non noi stessi
    e non come fanno alcuni credendo di rappresentare tutti i gay e tutte le lesbiche italiane.

    Scusa il tono alterato ma, se non c’eri non puoi accusare ed insinuare il dubbio,
    che le persone che stavano li per opporsi ad un’omissione di soccorso nei riguardi di una ragazzo gay,
    abbiamo avuto intenzioni violente.

  • Valentina

    Ho aggiunto una foto della protesta davanti alla gelateria.

  • La lotta all’ omofobia è dura anche perchè ci sono verità scomode che non si vuol a nessun costo far emergere !! A me per 2 volte ( invitato con la mia compagna trans a canale 5 ) quando è stato il momento di parlare di un determinato argomento mi hanno letteralmente bloccato !! Se volete vi accenno…..

  • Rachele

    Certo Carlo, se ne hai voglia siamo ben liet* di ascoltare e in caso divulgare la vostra esperienza!

  • credo che faccia bene a tutti sapere realmente come stanno le cose e non quello che vogliono farci credere…quindi carlo ti ascoltiamo.

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