Il business dei diritti
Dunque l’evoluzione umana è tutta una questione di business? I mutamenti sociali sottendono sempre ed esclusivamente a fattori di carattere economico e/o finanziario?
Dalla vecchia idea di modernità siamo passati a parlare di tarda modernità (Giddens) o post-modernità (Bauman, Castells, Harvey, Beck, Hannertz e altri) per descrivere le conseguenze dell’interdipendenza globale e del consumismo sulla vita e i sistemi sociali. Gli effetti della globalizzazione sono oggetto di studio da parte di chi, mosso da interessi più o meno opportunistici, ma tutt’altro che idealistici, intende servirsi delle connessioni ed interconnessioni che tale fenomeno porta con sé.
Proprio oggi leggo incuriosita la notizia in cui si rende noto che in Nepal sono stati legalizzati i matrimoni tra le coppie delle stesso sesso, la legge entrerà in vigore il prossimo maggio 2010. E’ naturalmente un’ottima notizia, considerato che solo fino al 2007 l’omosessualità, in questo Paese, era condannata.Ciò che mi lascia perplessa è che, a giudicare dall’articolo, tanta solerzia da parte del governo nepalese ad emanare una legge in favore delle coppie gay e lesbiche sia stata sollecitata da mere questioni economiche.
Sunil Babu Pant, prima icona gay dichiarata della politica nepalese e fondatore dell’unico movimento per i diritti gay “Blue diamone Society”, ha creato un’apposita agenzia di viaggi chiamata “Pink Mountain” per attrarre turisti omosessuali con offerte originali e accattivanti e stimolare così l’economia del suo Paese.
Facente parte del partito comunista attualmente al Governo, è anche membro dell’assemblea costituente e avrebbe recentemente dichiarato al Daily Telegraph:-I gay non sono ben accetti nella maggior parte dei paesi asiatici. Noi potremmo trarre beneficio dalla nostra apertura, invitando turisti e avvantaggiando la fragile economia nepalese. Il Nepal vuole aumentare il suo numero di turisti da 400mila a un milione e questo settore potrebbe dare un forte contributo al raggiungimento di questo obiettivo.-
Il Daily Telegraph riferisce che dal prossimo mese, in Nepal, si terrà anche una conferenza internazionale sul turismo gay.
Sara




Il fatto è che il buisness non è razzista o discriminatorio.
Per questo “spirito guida” della società tutto, se debitamente manovrato, può essere sfruttato.
Non vedo per quale ragione, dopo donne e bambini, giovani e anziani, sognatori e speranzosi non “possa” essere utilizzata anche la vita gay e lesbiche.
….con amara ironia….