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I sessi sono due: chi sta in mezzo paga!

tdor09_manif“Erano convulsioni del mondo, noi ci scavavamo una tana e tiravamo avanti. Sono i grigi che fanno un paese, chi non conta tace, subisce, o anche applaude ma aspetta che passi.

Si avvezza a credere che passerà, che stia passando. Bisogna che abbia l’acqua alla gola per ammettere l’irreparabile. Così accadono le enormità”. (R. Rossanda)

Si celebra oggi in tutto il mondo dal 1998 il “TDOR“, ovvero “Transgender Day Of Rimembrance”, la giornata dedica alle vititme della transfobia, per ricordare “chi ha dovuto pagare con la propria vita il prezzo di poter essere se stess*”.

E sarà una tragica coincidenza forse che proprio oggi sia stato ritrovato il corpo carbonizzato di Brenda, la trans brasiliana coinvolta nel caso che ha portato alle dimissioni dell’ex presidente della Regione Piero Marrazzo. Era in queste condizioni nel suo appartamento, un seminterrato trasformato in appartamento, in via Due Ponti, a Roma. Lo si apprende da fonti investigative sul posto gli agenti della polizia scientifica. Secondo le prime testimonianze, accanto al cadavere c’era una bottiglia di whisky. Alle sue colleghe avrebbe detto ieri sera che non ce la faceva più e che intendeva suicidarsi. Sempre secondo gli inquirenti, i vicini hanno riferito di aver sentito del trambusto nella notte provenire da quell’appartamento, ma solo alle 6, quando si è sviluppato l’incendio, sono stati chiamati i pompieri. Si tratta del secondo morto della vicenda. Il primo è stato Gianmarino Cafasso, protettore di transessuali, morto di overdose nel settembre scorso in circostanze non ancora del tutto chiarite: l’allarme, infatti, fu dato solo la mattina dopo dalla trans che era con lui.

E così nella giornata della memoria si va ad aggiungere un altro nome nella già lunga lista di vittime della transfobia in Italia.

Vittime anche nei quotidiani, rei di non utilizzare l’articolo giusto dinnanzi al nome del/della trans, forse per ignoranza o forse per dar vita ad un vero massacro culturale, perché in Italia meno si capisce e meglio é! E così si contribuisce a celare esistenze, a negare la possibilità dell’autodeterminazione sui corpi, facendo passare il messaggio che queste persone siano degenerate e abominevoli, all’origine del degrado sociale e distruttrici di famiglie!

Infatti, per esempio, nel caso Marrazzo a provocare sconcerto non è il ricatto ad un politico da parte delle forze dell’ordine, ma il fatto che l’oggetto del desiderio fossero le trans! Sì perchè se si fossero organizzati festini più o meno plateali con ragazze minorenni  non sarebbe stato un problema. Ma Marrazzo ha tradito la maschia società italiana decidendo di andare con “degli uomini travestiti da donna”, vittime di un’opinione pubblica che le considererà corruttrici e non consentirà loro di controbattere nulla in tutta questa storia.

Luxuria così si è espressa stamattina a proposito del ritrovamento del corpo di Brenda: “Brenda non si è suicidata, poteva essere vista come una persona troppo scomoda. Nella giornata del Transgender day of Remember in ricordo di tutte le vittime trans della violenza viene trovato il corpo carbonizzato di Brenda. Io ho sentito le prime dichiarazioni che parlano di suicidio e del fatto che lei avrebbe mostrato l’intenzione di suicidarsi. Confido nelle indagini tuttavia so in cuor mio che di suicidio non si è trattato, perchè sono successe troppe cose che mi lasciano perplessa sulla casualità. Pochi giorni fa era stata picchiata, le hanno sottratto il cellulare con tutti i numeri e i messaggi. Mi viene il sospetto che probabilmente qualcuno sapeva che Brenda sapeva. Forse c’era qualche altro nome di politico importante che Brenda frequentava“.

E ancora una volta è più semplice in Italia colpire il più debole anziché proteggerlo.

Già nel 1994 Berlusconi fece applicare una legge fascista, il Regio decreto del 18 Giugno 1931 numero 773, che punisce chi appare mascherato in pubblico, dando il via ad un rastrellamento dei luoghi dove lavoravano le trans multate perchè “uomini vestiti da donna“! E risale all’anno scorso il DDL contro la prostituzione che non ha fatto altro che peggiorare la già difficilissima condizione di molt* trans, costrett* a prostituirsi perchè nessuno vorrebbe un trans per un lavoro “normale”, come per esempio quello del/lla panettier* o dell* segretari*.

Cosa si può fare per garantire una cittadinanza piena negli stili di vita e nelle scelte sessuali de** trans**?

Sarebbe innanzitutto necessario mettere in atto una profonda trasformazione culturale e sociale garantendo alle persone transessuali uno spazio che non sia solo quello della strada o dello spettacolo, ma che riesca a restituire dignità e normale quotidianità, consentendo di accedere al lavoro, agli affetti e ai servizi come chiunque altro.

Poi bisognerebbe applicare una pratica discorsiva corretta: nel transgenderismo l‘identità di genere di una persona non è una realtà duale “maschio/femmina”, ma un continuum di identità ai cui estremi vi sono i concetti di “maschio” e “femmina”. Esemplificando, nella frase “Il trans Brenda è stato ucciso” si determina un forte discrimine tra la Brenda “donna genetica” e la Brenda transessuale, discrimando di fatto Brenda in quanto transessuale.

Gli organizzatori del TDOR di Bologna, Torino, Napoli e Verona così scrivono: “In un Paese che si è fatto nero, la nostra testimonianza è un grande squarcio fucsia”. Ma in un Paese dove si consuma il più alto omicidio di transessuali, le aggressioni transfobiche si susseguono a ritmi serrati e l’emarginazione è altissima, l’omicidio di Brenda é un’altra macchia nera sulla carta dei diritti violati!

Saranno molte le manifestazioni oggi in occasioni del TDOR: a Napoli una fiaccolata; a Bologna alle 18 in Piazza del Nettuno sit-in/fiaccolata, alle 19 performance dimostrativa altamente visiva e alle 21.30 Davide Tolu e Matteo Manetti presenteranno “One new man showal Cassero; a Verona alle 18 sit-in in piazza Scalette Rubiani con reading di testimonianze in memoria delle eprsone transessuali; a Torino alle 14 book-crossing trans all’Università, organizzato da LaJungla e alle 21 proiezione del film “TransAmerica”; a Roma sit-in dinnanzi alla sede dell’ordine dei giornalisti in Via Parigi per ricordare le vittime e per protestare contro l’utilizzo errato del linguaggio da parte dei giornalisti che alimentano così l’odio transfobico.

In questa giornata di ricordo lascio alle parole della Cortellesi il compito di stimolare il pensiero con intelligenza e non con compassione, perchè in Italia i sessi sono due, e chi sta in mezzo paga :

Ramona

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