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Badhole – Intervista

Badhole sul set2In un caldo pomeriggio di Agosto, tra un bagno di sudore e il tentativo di fare delle ricerche, mi imbatto per caso in un corto sul precariato introdotto da una canzone le cui parole più o meno recitano: “Sarò flessibile con te, mi piegherò a ogni tua voglia, ogni capriccio tuo sarà, sarà una bibbia sarà un dogma…”.

Il corto, che ha per protagoniste delle donne, mi piace molto e cerco di capire da chi sia stato realizzato, ed è così che ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere le BADhOLE, gruppo di donne che nel 2001 ha dato via a Torino ad un progetto poiché avevano un estremo bisogno di dar sfogo alla propria creatività, ma essendo pessime con il decoupage, sono diventate filmmaker part-time.

Come tutte le donne, hanno un sacco di cose da dire e pensano che quello del ‘cinema‘ sia il modo migliore in cui le possano dire divertendosi. Producono cortometraggi caustici e ironici (o almeno tentano di farlo) sui temi che loro stanno a cuore cercando di “buttar fuori” usando le immagini tutto quello che le fa arrabbiare, facendo loro lo slogan: una risata li seppellirà.

Badhole sul setSilviavideo, Milena, Giusti, Lara, Paola, , Carola, Silvia, Alessia, Alex, Sté Coty: simpatiche e molto ironiche ci hanno rilasciato un’intervista che abbiamo il piacere di pubblicare:

– Innanzitutto per le nostre numerose lettrici e lettori: chi siete e da dove viene il nome Badhole con la “h” rigorosamente minuscola?

Siamo un gruppo di ragazze… ehm ex ragazze, quasi donne via, insomma siamo un gruppo e questa è la cosa importante. Tutte torinesi come si può essere torinesi e cioè: metà calabresi, metà venete, metà pugliesi.. ecc. Il nome deriva dal termine piemontese “badòla” che è un po’ come dire pirlotto, scemo, un po’ tonto e noi per internazionalizzarlo ci abbiamo aggiunto un’h in mezzo che è minuscola e muta ma ci da quel non so ché di esotico e, diciamolo, anche di erotico che con sta scusa del “buco cattivo” il nostro sito è cliccatissimo!

– Cosa fate nella vita?

Purtroppo i nostri cortometraggi non pagano bollette e mutui per cui ci tocca lavorare. Facciamo i lavori più diversi e tutti rigorosamente non attinenti al cinema. C’è chi lavora all’Università, chi si occupa di ufficio stampa, chi fa l’assistente sociale, chi lavora nella musica e chi sopravvive in una cooperativa sociale.

– Cosa vi ha spinte a diventare film-maker?

La risposta vera sarebbe perché siamo pessime con il decoupage, ma per tirarcela un po’ di solito diciamo che lo facciamo per raccontare le cose che viviamo, che vediamo e che, a volte, ci fanno incazzare.

– Quando vi siete incontrate per la prima volta? Quando avete iniziato? Qual è stato il vostro primo lavoro?

Il progetto BADhOLE nasce dalle menti perverse di Milena e Silvia nel 2001 che come prima avventura decidono di seguire una squadra di calcio femminile, la squadra se ne accorge e per evitare che ci riempia di botte decidiamo di realizzare un documentario su di loro “B movie: ragazze in B”.

Il lavoro ha un discreto successo in  vari festival  (tra cui il Torino Film Festival) e questo ci sprona a continuare e a coinvolgere nel progetto anche altre persone fino a creare una vera e propria troupe che nel 2005 partecipa ad una gara di cortometraggi da realizzarsi in 50 ore e con “Sarò flessibile con te” vince il primo premio e convince tutte definitivamente che forse con il cinema ce la caviamo un po’ meglio che con il decoupage.

– E’ complicato o costoso realizzare un video? Richiede molto tempo?

Si, si, si.

Si, è complicato perché è l’insieme del lavoro di tante persone, di tante teste e di tante esigenze.

Si, è costoso se vuoi fare un lavoro di qualità, noi proviamo a fare un po’ di commercio equo e tentiamo di unire la qualità del prodotto finale ad un costo contenuto, i nostri corti vanno da 80 euro a 3.000/3.500 euro, ma (quasi) tutti quelli che lavorano con noi lo fanno gratuitamente e si accontentano di una birra e un panino con la mortadella.

Si, richiede molto tempo perché realizzare un corto non è solo il set, c’è tutto un lavoro di pre  produzione e di post produzione, senza contare che poi il lavoro va fatto vedere il più possibile e quindi cercare i festival a cui mandarlo, contattare associazioni interessate alla visione, curare un po’ di promozione sia sul territorio nazionale che internazionale.

– Cosa avete in mente quando fate un nuovo video?

Ce lo chiediamo anche noi!

A parte gli scherzi, di solito l’idea per un corto ci viene dalla realtà di tutti i giorni, dalle nostre vite, dalle persone che incontriamo al lavoro, sull’autobus, al bar. Spesso partiamo da qualche cosa che ci fa arrabbiare perché pensiamo che riderci su sia la lotta migliore che si possa fare, o comunque quella a noi più congeniale perché come dice un vecchio slogan che abbiamo fatto nostro “Una risata li seppellirà”.

– Avete realizzato video sugli incidenti sul lavoro, sull’omosessualità, sul precariato: c’é un tema che vi sta più a cuore di altri, che trattate più spesso?

In generale i diritti: il diritto di vivere  come ci pare, il diritto d’amare chi e come vogliamo, il diritto di lavorare.

– Chi scrive i dialoghi? Chi fa le riprese e chi il montaggio?

Dipende dal corto, siamo comunque una squadra e ci confrontiamo su tutto quello che scriviamo e/o giriamo.

Un ristretto gruppo si occupa di quasi tutto e costituisce l’ossatura del progetto BADhOLE, poi al momento della realizzazione vengono coinvolte altre persone, spesso persone nuove perché il nostro progetto è un progetto aperto non un circolo esclusivo e siamo curiose e sempre pronte al contributo degli altri.

– Quanto è difficile in Italia girare film o corti e farsi conoscere?

L’Italia, in tutti i campi, è il paese del “sono figlio di tizio” e “mi manda caio”, noi non conoscendo né tizio né caio abbiamo le nostre difficoltà ma il nostro è un cinema di divertimento domenicale, siamo filmakeresse della domenica, come ci piace definirci, per cui va bene così e continuiamo a fare altri lavori per sopravvivere.

– A quale dei vostri lavori siete più legate? Perché?

Questa è una domanda assai difficile perché da ognuno dei nostri corti abbiamo imparato delle cose e non necessariamente di cinema.

“Sarò flessibile con te” è quello da cui è nato tutto e che ci ha dato l’entusiasmo per continuare; “E’ femmina, no?” è quello che ci ha permesso di misurarci per la prima volta con un set quasi-vero; “Adele e le altre” ci ha fatto incontrare tre donne meravigliose.

– Guerra e PACS : secondo noi è un capolavoro. Com’è nata l’idea di questo corto?

Guerra e Pacs è nato perché non finisce mai di stupirci e di farci arrabbiare l’uso distorto delle parole. Quando i politici parlano di guerra usano espressioni come “missione di pace”, “missili intelligenti”, “portare la democrazia”. Quando la Chiesa parla di coppie di fatto e, in definitiva, di legami d’amore usa espressioni di guerra: “la famiglia sotto assedio”, “attacco alla famiglia”, “la difesa dei valori tradizionali”. Abbiamo provato a rappresentare questo mondo all’incontrario e per la prima volta, invece che da piangere, ci è venuto da ridere.

– Avete partecipato a concorsi? Che premi avete vinto?

I festival, e quindi i concorsi, sono uno dei pochi modi per far conoscere e vedere il proprio lavoro quindi ogni nostro cortometraggio ha girato molti festival sia nazionali che internazionali.

Qualche riconoscimento lo abbiamo pure acchiappato (quelli in denaro ci permettono di realizzare lavori nuovi).

Adele e le altre ha vinto il premio come migliori attrici a Pia Strozzi, Luciana Fornero e Michelina Marietta Aleina a Piemontemovie 2009; si è classificato secondo al Valsusa Film Fest 2009 e al Riace in festival 2009. Gli eroi di Casamiya è stato giudicato miglior corto fiction sul tema: Lavoro sicuro a ilCORTO.it Festa Internazionale di Roma 2008 e vincitore del Brianza Film Corto 2008 nella sezione “lavoro e sicurezza”. E’ femmina, no? é stato video finalista alla seconda edizione de la 25a Ora – Il Cinema Espanso su La7; ha vinto il premio del pubblico a Corti d’Autore 2006 a Marina di Carrara; il terzo premio della giuria al BRAVOmaBASTA film festival 2006 di Milano; il premio del pubblico all’Orbassano Film festival 2006; è stato il corto più votato dal pubblico al Frontiere Film festival 2006 di Luzzara e a lo Stivale Visionario 2007 – serata Socialclub di Ancona; ha vinto il premio come miglior attrice (Silvia Montagnini) e la menzione speciale alla regia a Spazio Anteprima Nord-Ovest 2007 di Torino. Guerra e Pacs ha vinto il premio del pubblico alla XI edizione de l’Invasione degli Ultracorti nella serata del 20.04.07 a Roma; è stato corto finalista a Vitamine Storie [In]Compresse 2007 di Bologna. Tutto su mia sorella ha vinto il Florence Queer festival nel 2005; Sarò flessibile con te primo classificato al 50 Ore Film Torino 2005 e fra i vincitori del concorso “Cortometraggi per il centenario della CGIL” ospitato dal Festival Cinema &/è Lavoro 2006 di Terni. B-movie, ragazze in B fra i vincitori di Anteprima Spazio Torino 2002; finalista al Torino Film festival 2002 nella sezione Spazio Torino; vincitore del Luzzara Short Film festival 2003 nella sezione documentari.

– Di che cosa parla il vostro ultimo lavoro? Quando uscirà?

Parla di una cosa fuori moda come l’amore e fuorilegge come l’amore tra due persone dello stesso sesso.

Parla di quanto si è ridicoli e bellissimi e tristi e felici quando si è innamorati.

Sarà pronto speriamo a gennaio del 2010 e si intitolerà “La capretta di Chagall”

– Avete per caso bisogno di comparse o aiuto-registe? A parte lo scherzo, non sarebbe bella una collaborazione Badhole/Rete?

Non sarebbe male affatto, le BADhOLE in Rete sarebbero molto sexy! 😉

Video Guerra e PACS

1 comment to Badhole – Intervista

  • IO HO DA PROPORRE UN CORTO INTERESSANTISSIMO , MA NON SOLO PERCHE’ LO DICO IO !!! MA PURTROPPO ME L’ HANNO SEMPRE RIFIUTATO PERCHE’ LA VERITA’ TRATTATA E’ TROPPO VERA !!

    SE VI INTERESSA SCRIVETEMI !!

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