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Siamo incostituzionali!

DSCN0935Eh sì, considerare un’aggravante aver agito contro una persona a motivo del proprio orientamento sessuale (omosessuale) è incostituzionale a detta dei nostri parlamentari, non altrettanto ligi alla Costituzione  quando si tratta di attribuire gli stessi diritti, come il matrimonio a lesbiche, gay e trans* sulla base dell’ art 3 Cost. che sancisce l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, e che così recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Già questo dovrebbe bastare a garanzia del rispetto dei diritti di ogni persona, sia etero, gay, lesbica o trans*.

Ma se c’è chi va avanti cercando di fornire quante più garanzie di riconoscimento, rispetto e diritto,  in Italia si torna indietro!

Noi torniamo all’ Ottocento, a quando alle lesbiche si misurava la lunghezza della clitoride per dimostrare che vi era una correlazione tra devianza morale e devianza dalla normalità fisiologica, perché la norma si sa, è l’ eterosessualità  ed una donna per esempio non può che essere eterosessuale fino a prova contraria!

Torniamo a quando l’omosessualità era catalogata tra le perversioni come la zoofilia e la necrofilia; dall’associazione omosessualità-pedofilia non ci siamo mai sganciati nel bel paese.

Per i nostri parlamentari UDC, che guadagnano in media 12.434 euro al mese con orientamento sessuale s’intende non solo l’orientamento omosessuale, eterosessuale o bisex, come pensano i comuni mortali, ma anche pedofilia (ma la pedofilia eterosessuale o omosessuale? E i padri che abusano delle figlie che orientamento sessuale hanno: pedofilo oppure incestuoso oppure eterosessuale? E i sacerdoti ? E lo stupro, che ha in comune con la pedofilia almeno il difetto di consenso, che orientamento è?), la zoofilia, la necrofilia.

Vorremmo ricordare ai nostri parlamentari che la pedofilia è un reato, associarla all’omosessualità è stata una deprecabile svista o forse dobbiamo pensare che si stia ponendo in atto il tentativo di far passare da criminali lesbiche e gay?

De* trans* si taccia sempre, in fondo siamo solo il primo paese per omicidi di transessuali.

Facciamo allora un po’ di chiarezza:

l’ omosessualità è l’orientamento sessuale caratterizzato da un’attrazione sessuale e/o affettiva per individui del proprio genere sessuale e può presentarsi sia in esclusiva come orientamento omosessuale, che parziale orientamento bisessuale; la crisi della propria identità di genere invece viene definita  transessualismo.

Per pedofilia s’intende l’attrazione sessuale verso bambini in età pubere o pre-pubere. La psichiatria (secondo il criterio DSM IV-TR) definisce pedofili solo quelle persone, aventi più di 16 anni, per le quali i bambini o le bambine costituiscono l’oggetto sessuale preferenziale, o unico. Occorre inoltre che il sintomo persista in modo continuativo per almeno 6 mesi. Non si considera pedofilia il caso di persone maggiorenni quando la differenza di età rispetto al minore è meno di 5 anni. Non sono da considerare pedofili i soggetti attratti principalmente da persone in fasce di età pari o superiori ai 14 anni.

In poche parole, mentre l’omosessualità è la normale variante dell’orientamento sessuale di due persone dello stesso sesso che decidono insieme di stabilire un rapporto affettivo reciproco, la pedofilia è un disturbo psicologico del desiderio sessuale che spesso porta colui che ne soffre a violare un’innocenza, provocando violenza su minori (che non sono consenzienti o peggio sono ignari di ciò che gli succede). La differenza tra sesso e violenza sessuale, ovvero tra un rapporto paritario tra due persone fisicamente e psicologicamente adulte, in grado di prestare un valido consenso e due persone di cui una nemmeno conosce il sesso, o non è pronta fisicamente e psicologicamente, o comunque non può prestare valido consenso, dovrebbe essere piuttosto chiara a tutti.

Omosessualità e pedofilia non hanno nessuna relazione salvo quelle costruite dalla chiesa cattolica (e dai monoteisti in generale) mediante l’imposizione delle fobie sessuali. Inoltre, è necessario coprire le vergogne, che negli ultimi anni sono venute sempre più a galla, di una Chiesa malata e corrotta. E’ ovvio che la strada più facile da seguire è quella di colpevolizzare gli omosessuali, facendo passare l’idea che riconoscere i diritti agli omosessuali, o più in generale riconoscere l’omosessualità come normale orientamento sessuale, equivalga a riconoscere al pedofilo il diritto di agire liberamente.

Si tornerà forse di nuovo a parlare di contrasessualità?

Insomma lesbiche e gay, dopo trent’anni di lotte per la pari dignità sono tornati in due ore ad essere criminali al pari degli stupratori di bambini o profanatori di cadaveri. De* trans nemmeno la menzione!

Tutto questo per non introdurre un “11 ter” all’articolo 61 cp che considerasse circostanza aggravante comune l’aver agito a motivo dell’orientamento sessuale. Ed un momento della cittadinanza si è trasformato in un momento della clandestinità!

Il motivo del voto contrario dell’onorevole Binetti si riduce a stringate parole che nulla nascondono della sua poca onestà intellettuale:

Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull’omosessualità potevano essere individuate come un reato… le mie e quelle di tante altre persone. Il testo era ambiguo, io ho votato per rinviarlo in Commissione e migliorarlo ma la richiesta di rinvio è stata bocciata. C’era un’ambiguità che giustificava le mie riserve”.

All’obiezione che il reato di omofobia possa essere in qualche modo identificato come un reato di opinione, rispondiamo che una cosa è la libertà di parola e di pensiero, altra cosa sono le violenze quotidiane nei confronti di omosessuali e transessuali. In questo caso certamente l’omofobia diventa una forma di pregiudizio che si manifesta con un ampio spettro di azioni, dai discorsi di incitamento all’odio contro chi è diverso, agli inviti alla discriminazione contro i singoli ed è purtroppo ancora ampiamente diffusa.

E mentre si continua a discutere sul perché e sul per come questa legge non potesse passare continuano le violenze nei confronti di chi in Italia NON ESISTE, o se esiste non può essere tutelato come sarebbe giusto, perché in fondo, come ha dichiarato Casini: ‘Il Parlamento per seguire furori ideologici non può legiferare male, leggi confuse che non eliminano le discriminazioni ma anzi le accentuano. Penso a categorie come quella degli anziani o quella dei non autosufficienti. Sarebbero esse sì discriminate se avessimo approvato una legge di questo tipo’.

Infatti tutti i giorni ci sono degli Svastichella che picchiano gli anziani proprio in quanto anziani, (perchè questo significa discriminare) al pari dei vari omofobi che aggrediscono le persone omosessuali e transessuali proprio per il loro orientamento.

E questo perché:

‘La disposizione viola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo ecc.’

È noto che si ha violazione dell’art. 3 Cost. quando situazioni simili sono regolamentate in modo differente, non è questo il caso degli anziani truffati per la loro condizione di debolezza di persone sole e degli omosessuli discriminati per le loro scelte sessuali, checché voglia farci credere l’onorevole Casini.

Voglio però che tutt* sappiano che anche se da oggi sono ufficialmente incostituzionale, tuttavia posso andare tranquillamente in giro a dire che mi piace la gattina!

Il vero problema è un altro: noi siamo indignat* non tanto per l’affossamento di una legge che era stata talmente limata da eliminare addirittura l’aggravante transfobica. Noi siamo indignat* per come siamo stat* presi* in giro spudoratamente e senza ritegno alcuno.

Ma se è vero che la delusione è certamente forte essa però è anche figlia di un compromesso ricercato a tutti i costi, proponendoci per esempio come “persone uguali” a tutte le altre. Ma io non mi sento uguale a chi mi paragona ad una zoofila o pedofila che sia! Non mi sento uguale a chi trasforma il proprio sdegno verso chi non è come lui in odio e violenza.

L’amarezza più grande in questo momento è quella di sentire di subire un duplice torto: per le offese pronunciate ieri in Parlamento e nel vedere che continuiamo solo a farci del male come movimento.

Le fiaccolate, i carri, le associazioni, la lotta… dovremmo per una volta riuscire a superare dei paletti che immobilizzano anziché muovere ad azioni vere, che sfiancano e disgregano e ci riducono a porgere il fianco a chi mostra aperture poco verosimili per poi affondarci e lasciarci senza parole quando pensavamo che “in fondo qualcosina, seppur minima, la stavamo ottenendo”!

Noi non ci stiamo! Non vogliamo continuare a dimenarci in un fiume di qualunquismo e conformismo, così mefitico da generare e alimentare solo antagonismi e violenze.

Noi gridiamo all’unità, alla coesione, alla coerenza e alla consapevolezza di non dover avere paura a chiedere ciò che ci spetta in Italia così come previsto nel resto dell’Europa!

Ad urlarlo senza cercare più compromessi, perché come disse  Pasolini: “L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo”!

Sarah e Rachele per Rete Agatergon

4 comments to Siamo incostituzionali!

  • sabina

    Brave ragazze,
    ma come rendere la nostra indignazione utile ed efficace
    senza che diventi frustrazione?

  • Rachele

    Secondo me si potrebbe cominciare mettendo da parte il qualunquismo imperante del tipo “ma tanto non mi riguarda, o tanto non cambia mai niente!”. Invece le cose possono cambiare se siamo noi stessi i prim* a fare in modo che ciò avvenga! Escludiamo dalle nostre vite gli “amici” fascisti, buttiamo fuori dai circoli chi alimenta l’odio con le preferenze politiche, non votiamo più persone omofobe o che non inseriscono nel proprio programma una politica di attenzione verso la comunità GLBT. Dobbiamo cominciare a disturbare, schierarci e boicottare!
    Noi per esempio per le Europee abbiamo portato avanti la campagna “per un voto di dignità” invitando a non votare chi dichiaratamente omofobo. Si potrebbe iniziare andando in massa a votare Marino, per cominciare…

  • giuseppe

    io non voglio scendere più in piazza! non voglio più indignarmi, non voglio più considerarmi parte di una minoranza!
    IO ESISTO! è come essere umano come tutti gli altri commetto degli sbagli. Quello che commetterei volontariamente è iniziare a picchiare, ribellarmi, sbeffeggiare e offendere chi mi offende. nessuno escluso!
    sono incazzato e sto aspettando che qualcosa di peggiore e di catastrofico cada su questo paese marcio!

  • MANCA IL CORAGGIO, LA VOLONTA’, C’ E’ ANCORA TANTA PAURA , VERITA’ NON DETTE, TROPPA IPOCRISIA E MANCA TANTISSMO L’ ONESTA’ INTELLETTUALE !!

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