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Claudine Nunez, sindaca di un sogno

Claudina Nunez

L’altra sera ho avuto l’onore di conoscere una donna unica nel suo genere, Claudine Nunez, pantaloni scuri, camicia viola e taglio corto. Una donna il cui coraggio è pari solo alla sua capacità di credere che ognuna di noi può fare cose grandiose in questo mondo.
Definita una combattente per la libertà e la democrazia è stata invitata presso il centro interculturale della donna a Bolzano per rivelarci il suo sogno.
Anche in Italia come in Cile i diritti delle donne sono da conquistare e una volta conquistati, devono essere tutelati.
Con lei il traduttore e muralista Edoardo Carrasco esule in Italia dal 1973.
I muralisti cileni sono una particolarità dei movimenti sociali ed hanno una precisa funzione politica. Sono proprio i murales infatti che divulgano il messaggio politico, le campagne per la sanità, l’istruzione etc.
Sullo schermo alle sue spalle passano le immagini della sua gestione, dei progetti voluti, avviati e realizzati con la partecipazione sentita, vitale e numerosa di tutti, dal più piccolo al più grande. Ad accompagnare le immagini colorate e suggestive delle genti cilene l’ormai leggendario gruppo di cui Carrasco è manager nel nostro paese: gli Intillimani.
Sullo sfondo il Cile: una lunga striscia di terra di 4.300 Km. per 380 nella parte più estesa. La terra delle quattro stagioni che ha dato i natali a Gabriela Mistral e Pablo Neruda, due premi nobel. Terra aspra a vedersi che ti entra dentro e ti lascia il marchio cileno, chi ci è stato lo sa: il famoso orguello cileno che contraddistingue tutti, dal pastore di vigogne andino al broker nella City di Santiago. Certo, dai primitivi Yamanà scoperti da Charles Darwin a metà XIX secolo di tempo ne è passato.
Santiago del Cile, la capitale, quattro milioni e mezzo di persone: multicolore, multietnica e poliedrica, divisa nei noti Bàrrio (http://it.wikipedia.org/wiki/Santiago_del_Cile), tra cui Pedro Aguirre Cerda di cui Claudine Nunez, è sindaca.
Claudine oggi ha 52 anni, dal processo della dittatura ne aveva soltanto 18. Ha vissuto la tremenda repressione di tutti i leader che si opponevano al regime. Una sua compagna di classe ed un suo vicino di casa risultano a tutt’oggi scomparsi. Desaparecidos li chiamano.
Il commando di frontiera ha realizzato una resistenza contro Pinochet.

La nostra storia ha insegnato a noi bambini che la lotta per i diritti umani e la democrazia vale il rischio della propria vita. Durante il coprifuoco organizzavamo feste di quartiere. Sono stata presidente di tutte le famiglie, ho partecipato alla rete dei lavoratori e dei professionisti. Ho prestato servizio presso l’ONU in una organizzazione che si occupa della protezione al’infanzia, io sono medico.
Da noi la chiamiamo la “pentola comune” e altro non è che un organizzazione dove bambini e genitori possono avere accesso al cibo, una specie di GAS per agevolare le famiglie. Un organizzazione che garantisce un bicchiere di latte ad ogni bambino ogni giorno; un simbolo ma non solo. Tale struttura garantisce alle donne istruzione elementare e possibilità di auto-sostegno per le madri lavoratrici.
Ho partecipato al Comitato di denuncia per solidarizzare con i nostri prigionieri politici.

Da tutto ciò nasce un nuovo mondo sociale e politico dei quartieri popolari che garantiscono la concertazione a tutela di chi non possiede un posto dove vivere.
Abbiamo partecipato al primo governo democratico post-dittatura e lottato affinché alle donne single fosse garantito il punteggio minimo per ottenere condizioni sociali dignitose.
Ho operato presso la commissione per la miglioria della viabilità stradale in accordo con il collegio degli architetti per garantire la metratura minima vitale che sotto il regime era prevista di 35 mq per una famiglia di 4 persone.
Durante il processo democratico sono stata eletta per tre volte consigliere comunale nel mio comune e di seguito sindaca grazie ad una alleanza tra sinistra e concertazione democratica sconfiggendo la destra.
Io sono comunista ma il mio programma raduna tutte le forze democratiche il cui preciso obiettivo è quello abbattere il sistema elettorale bi-nominale che ora sovrasta il mio 12% escludendo di fatto la presenza di deputati e senatori della nostra fazione.
Ho ottenuto 16.000 voti alle ultime elezioni e nonostante ciò non sono stata eletta.
Le donne, che rappresentano il 43% della popolazione cilena, non hanno tutte diritto alle cure sanitarie. Sono venuta qui non per chiedere denaro, ma strumenti per la diagnostica nel nuovo consultorio privo di adeguata e moderna tecnologia. Vorremmo attrezzare il centro ginecologico con un nuovo doppler che permetta una diagnosi tempestiva del cancro uterino.
Le sfide dovremmo affrontarle noi adulti, ma io son o preoccupata per i nostri bambini e il loro sempre minore livello di istruzione. Il capitale culturale dei nostri quartieri si è abbassato, perché il sistema educativo municipale riceve fondi limitati da destinare alla scuola pubblica compromettendo la mobilità tra le classi sociali. Il nostro impegno si concentra nella creazione di un istituto dove le arti siano sollecitate. La biblioteca è antiquata e non permette l’acquisizione di competenze informatiche.
Come elaborare metodi e modi di fare politica? Mutuo scambio e collaborazione esterna atti ad implementare cultura e evoluzione sociale, a noi sembrano l’unica soluzione possibile.
Il prossimo dicembre in parlamento si discuterà l’importantissima proposta per fondare l’Istituto per i diritti umani e le forze armate devono concedere i dati riguardanti i desaparecidos.-

La destra afferma di avere cambiato volto, di essere diversa ma è solo un’illusione, molti dei loro rappresentanti in parlamento sono gli stessi esponenti del vecchio regime di Pinochet.

Il quadro narrato da Claudine mi rammenta quello del nostro paese l’indomani della seconda guerra mondiale. Un paese disastrato, martoriato, ma con grande voglia di ricominciare a vivere una “vita” degna di questo nome.

“Un popolo che dimentica la propria storia è destinato a ripeterla”.

Sara\”Intillimani-Alturas-1973\”

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