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Il lupo in calzoncini corti

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In Italia, oggigiorno, si parla sempre più spesso del concetto di famiglia allargata, ma troppo spesso l’argomento viene affrontato con superficialità. Vi è un completo scollegamento con la realtà da parte di chi detiene il potere decisionale sui modelli mostrati dai mezzi di comunicazione.

In Italia infatti non sono presenti solo famiglie tradizionali, ma anche famiglie allargate, single e addirittura famiglie omogenitoriali.

Chi sono le famiglie omogenitoriali? Alla domanda risponde il documentario Il lupo in calzoncini corti che racconta le storie di tre famiglie omosessuali con figli che vivono la loro normale quotidianità nell’Italia di oggi, fanalino di coda europeo in tema di diritti civili.

Il film è a metà lavorazione. Per poterlo portare a termine è stata messa in moto la PRODUZIONE DAL BASSO, una modalità di produzione consapevole in cui il pubblico partecipa attivamente pre-acquistando il Dvd prima della sua realizzazione ottenendo così di forzare le regole per arrivare dove la produzione televisiva pone i suoi limiti. Un gesto partecipativo per portare alla luce storie di ordinaria discriminazione, storie di un’Italia invisibile, ma anche l’occasione per rispondere ai politici italiani, alle famiglie italiane, agli eterosessuali italiani, al Vaticano e infine, perché no, agli omosessuali italiani. I protagonisti de Il lupo in calzoncini corti sono i bambini. Joshua che ha 7 anni, un fratello, una sorella e due mamme. Roberta, 12 anni, che vive con due mamme, una sorella nata da inseminazione casalinga e il cui padre naturale cerca di strapparla alla sua casa. E poi ci sono Luca e Francesco, compagni da 13 anni, che desiderano diventare padri e che forse ci riusciranno grazie ad una clinica canadese che li sta aiutando ad attuare la Surrogacy: una donna si è offerta di portare avanti la gravidanza al posto loro. A differenza di quello che succede nel resto d’Europa, in Italia queste famiglie non sono tutelate da nessuna legge.

IL LUPO IN CALZONCINI CORTI extraLucia Stano e Nadia Dalle Vedove, le due registe, hanno iniziato la lavorazione de Il lupo in calzoncini corti ben due anni fa, dopo i numerosi riconoscimenti ottenuti grazie al precedente lavoro dal titolo Le famiglie arcobaleno che ha vinto il Festival Internazionale GayLesbico di Milano 2007 e che ancora oggi è proiettato in diversi circuiti. Una scintilla che ha fatto scoccare in loro la volontà di raccontare una realtà troppo spesso esclusa da qualunque mezzo di comunicazione e che ha davvero bisogno di mostrarsi nella sua normale e semplice quotidianità.

I media stanno seguendo questo tema di estrema attualità, ma i passaggi televisivi e gli articoli sintetici sulla stampa non danno merito alla complessità dell’argomento. Accennano e passano ad altro. Il documentario Il lupo in calzoncini corti invece non sarà un lavoro sociologico e non entrerà nel merito delle questioni socio-politiche, ma sarà un racconto cinematografico di storie di donne, uomini e bambini: di madri, padri e figli. Una storia che deve essere raccontata perché si ha sempre paura di ciò che non si conosce.

Il lupo in calzoncini corti ha una serie di finanziatori che credono nel film, soprattutto associazioni umanitarie e GLBT, ed è già in trattativa per la futura messa in onda e distribuzione, ma purtroppo i finanziamenti ottenuti fino ad ora non bastano a coprire le prossime spese del progetto. Un supporto da parte di chi vuole contare di più e scegliere una programmazione televisiva e cinematografica più consapevole risulta quindi la mossa vincente, così che il pubblici possa ricoprire un ruolo attivo, trasformandosi in co-produttore del film, investendo 14 euro (compresi i costi di spedizione) pre-acquistando una copia del Dvd che verrà spedito al completamento del documentario, previsto nell’estate 2010.

Per maggiori informazioni o per pre-acquistare:

www.illupoincalzoncinicorti.com

IL LUPO IN CALZONCINI CORTI foto 1Noi della Rete crediamo e sosteniamo questo progetto che ad oggi ha ottenuto circa 300 pre-ordini, numero considerevole ma certamente non sufficiente a sostenere le spese di queste due registe che si sono impegnate in un lavoro che merita di essere pubblicizzato e diffuso il più possibile.

Per tale motivo abbiamo chiesto ed ottenuto di poterle intervistare, e le ringraziamo per la disponibilità, il cuore e l’impegno che sono riuscite a trasmetterci!

Il lupo in calzoncini corti: chi c’è alla base di questo progetto?

L’idea del documentario “Il lupo in calzoncini corti” è nata nei primi mesi del 2007. Nadia Dalle Vedove e io (n.d.r. Lucia Stano) abbiamo deciso di affrontare il controverso argomento delle famiglie omogenitoriali, abbiamo deciso cioè di raccontare quelle famiglie omosessuali con figli che in Italia vivono ancora una forte discriminazione, famiglie fantasma totalmente ignorate dallo Stato e dagli italiani.

Da allora stiamo portando avanti il progetto grazie allo studio di produzione Fåröfilm, piccola struttura produttiva che abbiamo fondato nel 2004, con la collaborazione di diverse associazioni sensibili all’argomento ma soprattutto grazie alle famiglie che insieme a noi stanno raccontando la loro esperienza e ci stanno lasciando osservare la propria vita.

Cosa fate nella vita?

A parte i documentari che realizziamo come studio Fåröfilm, commissionati e non, dei quali firmiamo insieme la regia, lavoriamo in maniera diversa in ambito televisivo e cinematografico. Io lavoro come regista e producer per spot promozionali per diversi canali satellitari, Nadia invece si occupa di scrittura, è autrice per documentari e fiction e lavora come story editor su diversi progetti.

Com’è nata l’idea di girare un corto su questo tema? Chi sono i protagonisti? Si tratta di un lavoro autobiografico?

“Il lupo in calzoncini corti” è un lungometraggio. Avrà infatti la classica doppia versione da 52 minuti per la programmazione nei palinsesti televisivi e 80 minuti per la proiezione al cinema. E’ un’abitudine piuttosto diffusa tra i documentaristi ragionare sulla doppia lunghezza.

Raccontiamo la storia di tre famiglie omogenitoriali italiane, una coppia di donne di Milano con tre figli avuti da inseminazione assistita, una coppia di donne che abita in Maremma con una figlia avuta da precedente matrimonio e un’altra figlia concepita insieme con fecondazione casalinga, e infine la storia di due uomini romani che stanno attuando una Surrogacy in Canada dove una donna ha donato gli ovuli e un’altra porterà avanti la gravidanza al posto loro.

I protagonisti principali saranno i bambini che ci racconteranno dal loro punto di vista cosa voglia dire essere figli di genitori omosessuali.

La storia non ci riguarda in maniera diretta, non è una storia autobiografia, ma abbiamo conosciuto molte di queste famiglie durante la lavorazione di un precedente progetto, e ci è sembrato insensato che in Italia si faccia ancora così fatica a parlare di omosessuali e dei loro figli. Purtroppo L’Italia si conferma fanalino di coda in tema di diritti umani. Con il nostro lavoro vogliamo rendere visibile una realtà ignorata.

A chi è rivolto?

E’ rivolto a tutti gli italiani. A tutti quelli che ancora si chiedono se queste famiglie debbano esistere o meno e che non sanno che in realtà queste famiglie ci sono già e i bambini sono tanti. Il documentario permetterà a tutti coloro che non conoscono ancora queste famiglie di entrare nelle loro vite per coglierne le differenze, o magari per accorgersi che di differenze non ce ne sono poi tante.

Ma è rivolto anche ad un pubblico europeo, ad un pubblico abituato ad una situazione diversa, visto che nella maggior parte degli stati europei la condizione delle famiglie omogenitoriali è pienamente riconosciuta dalla legge, perchè si rendano conto dell’arretratezza dell’Italia su questo tema.

Come mai la scelta di questo titolo?

“Il lupo in calzoncini corti” è un titolo che richiama il mondo delle fiabe e quindi dell’infanzia, visto che i nostri protagonisti sono soprattutto i bambini, e soprattutto richiama la figura del “cattivo” delle favole, il lupo.

“Il lupo in calzoncini corti” ridicolizza il personaggio del lupo sdrammatizzando così la paura sociale nei confronti delle famiglie omogenitoriali.

Qual è la novità di questo documentario? E’ prodotto da qualcuno?

La novità di questo progetto è che abbiamo deciso di realizzarlo coinvolgendo il pubblico. E’ sempre difficile ottenere fondi per il documentario in Italia, e spesso argomenti che non incontrano il favore dell’industria rischiano di non vedere mai la luce. Ecco perchè abbiamo chiesto al pubblico di partecipare pre-acquistando una copia del Dvd prima della fine della sua realizzazione, in modo da aiutarci a coprire parte delle spese. Il Dvd verrà poi spedito a chi avrà collaborato quando il film sarà finito (estate 2010). Una forma di produzione consapevole, un gesto partecipativo che trasforma il pubblico da ultimo anello di una catena a parte attiva con un forte potere decisionale. Questa formula viene definita “Produzione dal basso”.

L’idea di una “produzione dal basso” e del pre-acquisto è un’idea fortemente legata alla produzione dei prodotti del Commercio Equo nelle cooperative del Sud del Mondo e alla loro vendita per esempio in Italia: c’è un qualche collegamento con questo metodo?

Ciò che queste realtà hanno in comune è la volontà di bypassare le solite regole e premiare quelle idee indipendenti che normalmente sono escluse dai mercati.

Possiamo definire rivoluzione culturale la scelta di girare un film finanziato da coloro che ne usufruiranno? Quante copie sono già state pre-acquistate?

Sarà una rivoluzione culturale se il pubblico si renderà realmente conto della propria forza e del proprio potere decisionale. Siamo troppo spesso abituati a sorbirci ciò che le industrie ci impongono e ci dimentichiamo che siamo noi a decidere se premiare o meno un progetto, un film, un prodotto.

Il progetto di produzione dal basso de “Il lupo in calzoncini corti” è iniziato nel giugno 2009 e in quattro mesi abbiamo pre-venduto quasi 300 copie (tenendo conto che nel mese di agosto l’immobilità regnava sovrana). Lo consideriamo un ottimo risulato, ma il progetto potrà dirsi riuscito quando avremo raggiunto le 1000 copie. La “Produzione dal Basso” continua per almeno un anno fino alla fine dei lavori quindi abbiamo tempo di raggiungere questa cifra.

In che modo arcigaymilano e famiglie arcobaleno collaborano con voi?

Arcigay Milano (CIG) sostiene attivamente il documentario fin dalle sue prime fasi, finanziandone parte della realizzazione. E’ stato un contributo importante soprattutto quando all’inizio il progetto era solo su carta.

L’Associazione Famiglie Arcobaleno supporta il progetto in diverse forme e ci aiuta molto a livello organizzativo e promozionale. Inoltre hanno contribuito con un piccolo finanziamento economico che ci ha sicuramente aiutate nei momenti più difficili. Le famiglie protagoniste fanno parte dell’associazione e tutti gli iscritti seguono sempre con molto interesse i progressi del documentario.

Quando uscirà?

“Il lupo in calzoncini corti” uscirà presumibilmente nell’inverno del 2010.

In che circuiti lo manderete?

Sarà prima presentato ad un festival importante per poi seguire il suo destino tra proiezioni in sala, programmazioni televisive e distribuzione in Dvd.

Pensate di partecipare a qualche concorso?

Certo. Molto dipende dalla data di chiusura dei lavori ma sicuramente la prima proiezione è prevista in un festival importante. Poi organizzeremo una serie di proiezioni in diversi festival italiani e non.

Avete altri progetti per il futuro?

I progetti sono molti e alcuni sono già in lavorazione, magari in fase di ricerca. Quando avremo concluso “Il lupo in calzoncini corti” avremo la lucidità e l’energia per dedicarci a tempo pieno ad un nuovo progetto. Per adesso tutte le nostre energie sono concentrate sul documentario, e crepi il lupo, tranne quello in calzoncini corti…

Trailer Il Lupo in calzoncini corti

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