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Nessun si muove (le proposte di legge sulle unioni civili in Italia)

unioni civiliUna delle caratteristiche secondo me più rappresentative dei tempi attuali è la totale assenza, nella maggioranza degli individui, di una sana capacità critica nonché il completo disinteresse nei confronti di tutto ciò che non costituisce un elemento tangibile della propria quotidianità, tra cui – certamente – le istituzioni e i principi cardine sui quali esse (consentitemi l’uso del condizionale) si dovrebbero fondare e ai quali si dovrebbero ispirare nell’improntare il proprio operato.

Su questo atteggiamento di diffuso disinteresse si innesta poi un appiattimento della conoscenza su ciò che viene costruito, preparato, confezionato e servito già con i commenti precostituiti dalla maggioranza dei mezzi di comunicazione attivi nel nostro Paese, cosicchè il singolo si può tranquillamente adagiare sui commenti che più gli sono consoni, evitando di esercitare e sviluppare le proprie capacità di ragionamento, critica e confronto.

Riflettendo su questi allarmanti segnali di retrocessione della nostra cultura e della nostra civiltà, ho quindi deciso di impostare il mio contributo per questa rubrica in maniera il più possibile neutra, cercando di fornire tutti gli elementi necessari per una conoscenza a trecentosessanta gradi dell’argomento trattato ma lasciando ai lettori la possibilità di farsi un’idea propria, priva di qualunque influenza o impostazione precostituita.

Poiché il tema affrontato riguarda i tentativi che si sono ripetuti in Italia di disciplinare legislativamente le unioni di fatto, nel tentativo di perseguire un’impostazione appunto neutra, ho ritenuto opportuno cercare di fornire un elenco il più possibile esaustivo di tutti i disegni di legge presentati nel corso delle varie legislature, con l’indicazione del primo firmatario e della legislatura nel corso della quale il progetto è stato presentato, così da consentire la contestualizzazione non solo politica delle singole proposte, bensì anche nel clima istituzionale in cui esse sono state sviluppate e, mi duole dirlo, successivamente messe da parte.

Una società civile è una società che si occupa, prima di tutto, della tutela di coloro che la compongono.

Di provvedere a questa tutela sono delegati i rappresentanti eletti dal popolo, che dovrebbero non solo attuare (in generale) la volontà espressa dai propri elettori, bensì anche cercare di diminuire il più possibile quel divario tra la società di fatto (in cui il popolo conduce la propria vita quotidiana) e le norme di diritto (contenenti le regole che disciplinano la vita e la convivenza sociale).

Scopo di quest’articolo è mostrare al lettore quanti e quali tentativi siano stati fatti di adeguare le norme che dovrebbero regolare la vita della nostra società con le esigenze di coloro i quali in questa società trascorrono la propria vita sotto il profilo delle unioni civili, da sempre presenti, in maniera più o meno velata, nella nostra società.

L’Italia, come al solito, è giunta in ritardo rispetto agli altri stati – europei e non – anche in questo settore.

I primi disegni di legge sulle unioni civili risalgono al 1986, nel corso della IX legislatura (governo Craxi), quando, grazie all’Interparlamentare Donne Comuniste, la senatrice Ersilia Salvato e le deputate Romana Bianchi e Angela Bottari presentarono alle rispettive Camere di appartenenza un disegno di legge sulle unioni civili (di questa proposta non sono riuscita a trovare alcun riferimento numerico, perciò se qualcuno avesse informazioni utili in proposito sarò lieta di effettuare tutte le integrazioni del caso.

L’anno successivo, l’Arcigay illustra, nell’ambito di un convegno in Parlamento, una Legge per il riconoscimento legale delle convivenze di fatto (si veda Arci gay nazionale (a cura di), Omosessuali e Stato, Cassero, Bologna 1988, p. 70), che però non fu mai formalizzata in una proposta di legge in Parlamento.

Il 12 febbraio 1988 (X legislatura, governo del pentapartito, presidente del consiglio Goria), Alma Agata Cappiello, avvocato e parlamentare socialista, presenta alla Camera dei Deputati la proposta di legge Disciplina della famiglia di fatto (Pdl n. 2340 http://legislature.camera.it/_dati/leg10/lavori/stampati/pdf/23400001), avente ad oggetto il riconoscimento delle convivenze tra “persone”, a prescindere dal genere e/o dall’orientamento sessuale, proposta che però non fu mai calendarizzata.

Negli anni novanta il numero di proposte di legge per le unioni civili presentate sia alla Camera che al Senato aumenta, probabilmente in seguito ai ripetuti inviti, effettuati dal Parlamenti Europeo nei confronti dell’Italia, ad emanare una legislazione che parificasse i diritti delle coppie gay e con quelli delle coppie eterosessuali nonché i diritti delle coppie conviventi e con quelli delle coppie sposate (si veda la Risoluzione per la parità dei diritti degli omosessuali e delle lesbiche nella Comunità europea dell’8 febbraio 1994, nella quale si invitava la Commissione ad agire per porre fine “agli ostacoli frapposti al matrimonio di coppie omosessuali ovvero a un istituto giuridico equivalente, garantendo pienamente diritti e vantaggi del matrimonio e consentendo la registrazione delle unioni” e “a qualsiasi limitazione del diritto degli omosessuali di essere genitori ovvero di adottare o avere in affidamento dei bambini“; si veda anche la Relazione annuale sui diritti umani, 11350/1999 – C5-0265/1999 – 1999/2201 –INI-).

Nel corso della XI legislatura (governo Ciampi) è stata presentata, da Graziano Cioni alla Camera dei Deputati, la proposta di legge In materia di unioni civili (Pdl n. 3426 del 2 dicembre 1993).

Nella sola XII legislatura (I Governo Berlusconi) si sono susseguite cinque proposte di legge, tutte volte a disciplinare giuridicamente le unioni di fatto:

–            il 7 giugno 1994, il deputato Nichi Vendola ha presentato il disegno di legge intitolato Disposizioni in materia di unioni civili;

–            Disposizioni in materia di unioni civili, presentata il 27ottobre1994 alla camera dei Deputati da Graziano Cioni;

–            Disciplina delle Unioni civili (1020 del 17 maggio 1994), anch’esso presentato da Nichi Vendola alla Camera dei Deputati (http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk1500/frontesp/1020.htm);

–            Normativa sulle unioni civili (935 dell’11 luglio 1994), presentata da Luigi Manconi al Senato (http://mobile.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=13&id=868&mobile=si);

–            Disciplina delle unioni civili (1518), presentata il 22 ottobre 1994 da Ersilia Salvato;

–            Norme sulle unioni civili (2870) dell’11 dicembre 1994, presentata da Gloria Buffo (http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk3000/frontesp/2870.htm).

Sei sono state poi le proposte in materia presentate nella XIII legislatura, di cui le prime cinque sotto il I governo Prodi e l’ultima nel corso del II governo D’Alema:

–                      Il 10 maggio 1996 su iniziativa dell’onorevole Luciana Sbarbati è stato presentato il disegno di legge n. 682 (http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk1000/articola/0682.htm);

–                      il 29 maggio 1996, il senatore Antonio Lisi (Alleanza nazionale) ha presentato il disegno di legge n. 616 (riguardante solo ed esclusivamente i rapporti tra conviventi di sesso diverso) (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=13&id=566);

–                      Disposizioni in materia di unioni civili (Pdl n. 2725) del 30 luglio 1997 presentata da Graziano Cioni (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=13&id=2857);

–                      Disciplina dell’unione affettiva (Pdl n. 4657), presentata da Antonio Soda il 12 marzo 1997 (Proposta di legge Soda e altri (Ds e FI) su unioni affettive e antidiscriminatoria link: http://www.uaar.it/laicita/convivenza/07c.html, porta a pagina rimossa o non trovata);

–                      il 26 maggio 2000 l’onorevole Anna Maria De Luca (Forza Italia) ha presentato e nella stessa seduta ritirato il disegno di legge n. 5933, intitolato Disciplina successoria nella convivenza giuridicamente rilevante;

–                      Norme sulle unioni civili (Pdl n. 7292 del 15 settembre 2000) presentata da Maurizio Paissan.

La XIV legislatura (governi Berlusconi), ha visto un po’ più movimentato il dibattito sull’approvazione di un testo trasversale che regolamentasse le unioni civili.

I disegni di legge presentati sono stati i seguenti:

–                      Normativa sulle unioni civili (Pdl n. 47 del 31 maggio 2001), primo firmatario On.le Fiorello Cortiana (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=8512);

–                      Disciplina delle unioni civili (Pdl n. 716), presentata il 12 giugno 2001 da Titti de Simone e poi ritirata;

–                      proposta di legge n. 795 sulle unioni civili, del 13 giugno 2001 di Katia Bellillo (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0005940.pdf);

–                      Disciplina delle unioni civili (Pdl n. 305) presentata da Luigi Malabarba il 25 giugno 2001 (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=17658);

–                      Norme sulle unioni civili (Pdl n. 1232), proposta da Alfonso Pecoraro Scanio il 5 luglio 2001 (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0013710.pdf);

–                      proposta n. 1610 sulle unioni civili, presentata il 20 settembre 2001 da Antonio Soda (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0014610.pdf);

–                      Disposizioni in materia di istituzione del Registro delle unioni civili di coppie dello stesso sesso o di sesso diverso e di possibilità per le persone dello stesso sesso di accedere all’istituto del matrimonio (Pdl n. 2982), proposta da Franco Grillini alla Camera dei deputati l’8 luglio 2002 ( http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0032500.pdf);

–                      Disciplina del patto civile di solidarietà e delle unioni di fatto (Pdl n. 3296, nota come contenente i PACS), sempre presentata da Franco Grillini alla Camera dei deputati il 21 ottobre 2002 (http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0050850.pdf);

–                      Disciplina dell’unione affettiva (Pdl n. 3893), ancora di Franco Grillini alla Camera dei deputati il 14 aprile 2003 (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0043560.pdf);

–                      proposta n. 4334 sulle unioni civili, presentata da Dario Rivolta il 2 ottobre 2003 (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0052430.pdf);

–                      proposta n. 4405 sulle unioni civili, presentata da Alessandra Mussolini il 21 ottobre 2003 (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0051080.pdf);

–                      proposta n. 4442 sulle unioni civili, presentata da Enrico Buemi il 29 ottobre 2003 (http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0051280.pdf);

–                      la proposta n. 4478 sulle unioni civili, presentata da Katia Bellillo il 12 novembre 2003 (http://www.arcigaymilano.org/dosart.asp?ID=18522);

–                      la proposta n. 4585 presentata da Chiara Moroni il 22 dicembre 2003 (http://www.fotopride.net/pacs/PDL/c4585-moroni.htm);

–                      la proposta n. 4588 sulle unioni civili, presentata dal Consiglio Regionale della Toscana (http://www.fotopride.net/pacs/PDL/c4588-regione-toscana.htm);

–                      Disciplina delle unioni civili (Pdl n. 5321), presentata da Titti De Simone alla Camera dei Deputati il 1 ottobre 2004 (http://www.arcilesbica.it/speciale_pacs/Polo/proposte/De_Simone2_Unioni_civili.pdf).

A questa successione di disegni di legge ha fatto seguito un periodo di totale paralisi dell’attività, in materia di riconoscimento delle unioni di fatto, dei rappresentanti politici eletti.

Un segnale di ripresa si è avuto dopo ben tre anni, l’8 febbraio 2007, quando il Consiglio dei Ministri in carica (II governo Prodi) ha deliberato il disegno di legge sui cosiddetti DICO.

Tale proposta è stata seguita dal disegno di legge presentato da Cesare Salvi, in qualità di Relatore della Commissione Giustizia, avente ad oggetto il CUS, Contratto di Unione Solidale.

Ad oggi, l’ultima proposta, mai formalizzata in Parlamento, è stata lanciata il 10 ottobre 2008 dal ministro Brunetta e sviluppa i cosiddetti DiDoRe (DIritti e DOveri di REciprocità dei conviventi).

Nessuno dei disegni di legge presenti nel lungo elenco appena esaminato ha trovato sbocco alcuno e ciò ha stimolato la mia curiosità: quali sono state le reazioni alle diverse proposte? Che posizioni hanno assunto i rappresentanti di governo e dell’opposizione? E la stampa?

Ancora domande: esistono delle eccezioni all’assenza di disciplina per le coppie di fatto? Quali? Negli altri paesi europei come funziona?

Credo che ci sarà da scrivere, molto da scrivere. E da leggere, molto da leggere.

Ma soprattutto, ci sarà da ragionarci su. Senza influenze.

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