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C.E. interroga l’Italia in merito alle discriminazioni contro LGBT

Jeanine Hennis-Plasschaert e Sophie In 't VeldE’ proprio necessario remunerare lautamente i nostri parlamentari per un lavoro che effettivamente non svolgono?

A quanto pare no, perché a presentare un’interrogazione al parlamento europeo sulle discriminazioni contro le persone LGBT in Italia compiute dalle istituzioni, le stesse che dovrebbero garantire pari dignità e uguaglianza fra tutti i cittadini, le autorità e i privati, ci hanno pensato due Eurodeputate liberali olandesi, su iniziativa di Certi Diritti.

Jeanine Hennis-Plasschaert e Sophie In ‘t Veld, questi sono i loro nomi, hanno sostenuto l’iniziativa dell’associazione radicale che si batte per la promozione dei diritti civili in materia di identità di genere, scelte, comportamenti ed orientamenti sessuali.

I ripetuti inviti a legiferare in materia da parte della Comunità Europea al nostro Paese sono puntualmente caduti nel vuoto.

E’ sconfortante notare come il recente sondaggio dell’organizzazione no-profit “World Audit” dimostri come l’Italia, in fatto di democrazia e libertà è paragonata a paesi quali Iran, Arabia Saudita, Zimbabwe, Sudan, Corea del Nord, Venezuela, Cina, Libia ed Eritrea. La ricerca ha preso in esame le 150 nazioni che contano più di 1 milione di abitanti.

Il livello di democrazia è il risultato di uno studio su diversi aspetti, come il livello di corruzione dell’amministrazione pubblica, il rispetto dei diritti umani e politici e la libertà di parola. Il diritto e la libertà di voto sono stati considerati solo negli Stati che garantiscono elezioni libere e trasparenti.

Di seguito il testo dell’interrogazione tratto da CertiDiritti :

Interrogazione sulle “Discriminazioni contro le persone LGBT in Italia compiute da parte delle istituzioni, le autorità e i privati” depositata da Jeanine Hennis-Plasschaert e Sophie In ‘t Veld.

Il 22 giugno, Maria Luisa Mazzarella é stata attaccata da tre persone a Napoli dopo avere difeso alcuni amici da un attacco omofobico; é stata picchiata e ha dovuto subire un’operazione all’occhio.

Il 29 giugno, i Carabinieri – chiamati secondo quanto riportato da una persona che denunciava “comportamenti osceni” – hanno controllato uno stand dell’organizzazione LGBT Certi Diritti a Catania, presso il quale si raccoglievano firme a favore del matrimonio delle persone dello stesso sesso.

Luana Zanaga, un’agente di polizia che lavora a Padova, ha subito persecuzioni e discriminazioni dopo avere dichiarato di essere lesbica: é stata messa sotto inchiesta disciplinaria, sottoposta ad un controllo medico, minacciata dai colleghi ed ha infine ricevuto una lettera del Questore della città che la informava che una procedura per la sua espulsione dalla polizia era stata avviata.

I Ministri italiani per l’eguaglianza e per l’educazione hanno recentemente firmato un accordo per il lancio d’iniziative nell’ambito del programma della “Settimana contro la violenza” previsto per il 12-18 ottobre 2009, che include attività di prevenzione e lotta alla violenza e alla discriminazione quali “l’intolleranza religiosa, razzista e di genere” nelle scuole. L’accordo non menziona l’età, la disabilità e l’orientamento sessuale, sebbene queste siano elencate dell’articolo 13 TCE e nelle direttive europee contro la discriminazione.

Questo accade mentre i media riportano del caso di un ragazzo di 13 anni di Pavia che dopo essere stato perseguitato ed attaccato da alcuni compagni, ha tentato due volte il suicidio e poi é stato costretto a cambiare scuola, anche a causa della sottovalutazione della situazione da parte degli insegnanti e del direttore.

E’ la Commsisione al corrente dell’ondata di omofobia operata dalle istituzioni, dalle autorità e da privati contro le persone LGBT in Italia? Cosa intende fare per assicurare che gli Stati membri implementino i programmi contro la discriminazione e la violenza, incluso nelle scuole e nella polizia, al fine di combattere tutte le ragioni di discriminazione – e non solo una selezione di esse? Non ritiene la Commissione che sia necessario condizionare lo stanziamento di fondi europei contro la discriminazione al fatto che tutte le ragioni elencate all’articolo 13 TCE e nelle direttive UE siano affrontate in modo appropriato dagli Stati membri? –

Sara

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