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Catania Pride 27 giugno

La città feliceC’è un bel sole oggi a Catania e il clima è mite.
Siamo partite da Roma e da Firenze per partecipare al Gay Pride che l’Open Mind ha organizzato in alternativa a quello regionale dell’Arci Gay che si terrà il 4 di luglio.

Non è certamente con gioia , né tantomeno con ottimismo che guardiamo al crescente frazionamento del movimento lgbtq e alle continue lotte e dissidi interni delle diverse associazioni. Uno dei risultati più evidenti di queste spaccature è stato proprio l’incontenibile proliferare dei vari Pride in molte città d’Italia. Tuttavia il comportamento certamente “poco democratico” dell’Arcy Gay, che ha deciso di promuovere le manifestazioni di Genova e Catania senza neppure consultare le altre associazioni, mi ha fatto scegliere di essere presente oggi. Senza contare che, personalmente, mi sento molto vicina agli ideali politici dell’Open Mind che così si definisce:“Associazione solidaristica, politica ma apartitica,autogestita, democratica, indipendente, non separatista (peccato!NDR,r), non violenta, antirazzista, antiproibizionista, ecologista, pacifista,antitotalitaria e libertaria, che cerca nel confronto, nel dialogo e nello scambio reciproco con tutti i settori sociali, la via per l’affermazione di una società multirazziale e multiculturale”. E l’ultima frase ,in particolare, m’innamora: ”Inoltre, posto che la cultura patriarcale e familistica considera le donne e gli omosessuali soggetti subordinati, fa propri i valori, la cultura e gli ideali del movimento femminista”.

Con questi presupposti, affronto la lunga salita di Via Etnea diretta a P.zza Cavour dove si tiene il raduno e dove, ahimè, trovo pochissime persone e tantissima polizia. Dopo una buona mezz’ora di sconcerto e delusione ecco  arrivare il carro che farà da testa al corteo. Il gruppo trans capeggiato da Porpora Marcasciano si fa avanti con musica e slogan e finalmente il gruppo comincia a infoltirsi e a riscaldarsi… Si parte.
Durante il tragitto il numero dei partecipanti aumenta e soprattutto aumentano l’entusiasmo, il calore, l’allegria e, cosa splendida: la grinta e la combattività trasmessa soprattutto dal carro che guida. Si grida contro il fascismo, il sessismo, il razzismo, la mafia e si rivendica il diritto di tutte/i di poter esprimere la propria personalità e orientamento sessuale e sul ritmo incalzante di “bella ciao”, si canta , si balla e ci si abbraccia, unite/i tutte/i da un obiettivo comune, forse un po’ utopistico, ma pieno di speranza e calore.
Le adesioni non mancano. Cammino accanto a striscioni e bandiere della Federazione Rifondazione Comunista, Giovani Comuniste/i, Circolo Città Futura, Arcilesbica (solo per citarne alcune), e, cosa sorprendente, mi capita tra le mani un volantino dell’A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – che così recita: ”L’ANPI , che si batte per una società senza pregiudizi dove ognuno possa esprimere liberamente la propria personalità in applicazione dei diritti garantiti dalla Costituzione repubblicana, condivide le lotte dell’Open Mind e per queste ragioni ha scelto che la vostra responsabile faccia parte del proprio Comitato Provinciale, augurandosi una lunga e proficua collaborazione”.

Il percorso continua tra due code di “spettatori” incuriositi fermi ai due lati del viale e non mancano persone affacciate ai balconi. Qualcuno sorride, altri sembrano perplessi. Pochissimi sanno cosa sta accadendo. Nessun quotidiano o notiziario radio/tv ha dato notizia dell’evento, né, purtroppo, ne parlerà dopo. Purtroppo i gruppi lgbtq che agiscono “trasversalmente” sono destinati a rimanere in “zona d’ombra” e Catania, come del resto tante altre città d’Italia, vive una realtà difficile, ma proprio per questi motivi, a conti fatti, il risultato mi pare soddisfacente e mi lascio travolgere volentieri dall’ondata di entusiasmo e di mal celata rabbia che caratterizza questo piccolo, ma grintoso corteo.
Arriviamo finalmente in P.zza Università dove la manifestazione si conclude con gli interventi di organizzatrici/ori e simpatizzanti. Siamo rimaste/i in poche/i nelle prime ombre della sera.
Ci sediamo stanche ai piedi di un albero, io e il mio gruppo di amiche. Parliamo poco, ma dagli sguardi che ci scambiamo si evince molto chiaramente che siamo contente di trovarci lì, in questa bellissima, coraggiosa e fiera  città, soddisfatte e soprattutto orgogliose di “esserci state”e soprattutto convinte di  ritornare ancora.

2 comments to Catania Pride 27 giugno

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